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Il pomodoro protagonista, fatti sorprendenti dalla cucina ai parenti velenosi

June 3, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Il pomodoro protagonista, fatti sorprendenti dalla cucina ai parenti velenosi
Pomodori / Foto: Depositphotos
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Il pomodoro è tra gli ingredienti che o si adorano o si evitano. Per alcuni è indispensabile in sughi, salse, sulla pizza e anche nel burger; per altri, essendo una solanacea, può risultare problematico per via della sensibilità dell’organismo, delle afte o di reazioni infiammatorie. A creare ulteriore confusione contribuisce anche il suo “albero genealogico”. Dal punto di vista botanico è imparentato con piante dalla fama di veleni pericolosi e, allo stesso tempo, secondo le definizioni rientra tra i frutti che, teoricamente, potrebbero finire in una ciotola insieme alla frutta. Proprio questa doppia natura rende il pomodoro un tema affascinante.

I primi pomodori selvatici comparvero in Sud America molto prima dell’uomo

Le ricerche genetiche indicano che piccoli pomodori selvatici, grandi più o meno come ciliegie, esistevano già circa 80 mila anni fa. Non si trattava di piante coltivate, ma di un’evoluzione naturale nel paesaggio dell’odierna fascia nord-occidentale del Sud America. La coltivazione del pomodoro da parte dell’uomo arrivò molto più tardi, all’incirca 7 mila anni fa, quando iniziò una selezione mirata di frutti più piccoli a partire dagli antenati delle varietà odierne. Sul paese d’origine esatto si discute ancora: più spesso si citano Perù o Ecuador, ma sul continente non ci sono dubbi. Da lì i pomodori si sono poi diffusi gradualmente nel resto del mondo.

Migliaia di varietà e più colori oltre al rosso

Il numero di varietà di pomodoro è impressionante. Le stime più prudenti parlano di oltre 10 mila, altre arrivano a ipotizzarne decine di migliaia in più. Nella pratica, le varietà vengono spesso raggruppate in alcuni tipi di base, per esempio i pomodori a pera adatti ai sughi, i grandi “costoluti” e carnosi, i piccoli ciliegini, i classici tondi e quelli dalla forma marcata a cuore. Oltre alle forme, colpiscono anche i colori. Nei negozi domina il rosso, ma esistono anche varietà gialle, verdi, viola, striate o macchiettate, con differenze di gusto e di utilizzo in cucina.

I pomodori si coltivano anche nello spazio e ha senso anche sulla Terra

Gli esperimenti con le piante nello spazio non sono una novità: i semi arrivavano in orbita già nella seconda metà del XX secolo. Dagli anni ’80 gli scienziati hanno cercato di coltivare piante direttamente in condizioni spaziali per verificare come se la caverebbero gli alimenti durante missioni lunghe. Progetti educativi come Tomatosphere hanno avvicinato il tema a bambini e scuole attraverso semi esposti all’ambiente spaziale. Gli esperimenti moderni hanno poi dimostrato che i pomodori si possono effettivamente coltivare nello spazio, e questo aiuta a pianificare l’autosufficienza degli equipaggi. Inoltre, le conoscenze raccolte trovano applicazione anche sulla Terra, per esempio nella ricerca di modi per integrare la coltivazione delle piante in programmi terapeutici.

Quanti pomodori si mangiano dipende da cosa considerate “pomodoro”

Negli USA il consumo medio viene spesso indicato intorno alle venti libbre di pomodoro all’anno per persona, ma i numeri possono essere fuorvianti a seconda che si conteggino solo i pomodori freschi o anche i prodotti trasformati. Una parte rilevante dei consumi, infatti, riguarda il pomodoro in scatola e quello lavorato industrialmente. Pizza e sughi per la pasta incidono molto, quindi il pomodoro arriva sulle tavole più spesso sotto forma di passata, concentrato, ketchup e salse che come frutto fresco dell’orto.

Il pomodoro può radicare quasi ovunque lungo il fusto

I pomodori hanno una notevole capacità di formare abbozzi di radici sul fusto e talvolta anche su altre parti della pianta. Queste piccole protuberanze, chiamate radici avventizie, permettono una facile moltiplicazione per talea. Allo stesso tempo possono funzionare da “salvagente” quando la pianta è sotto stress, per esempio in caso di eccesso d’acqua. Se le radici principali soffrono per troppa umidità, il pomodoro può provare a emettere nuove radici più in alto, aumentando le possibilità di sopravvivenza.

L’albero di pomodoro da record attira visitatori a Epcot

Nei parchi divertimento ci si aspetta attrazioni, ma a Epcot, nel Walt Disney World, uno dei richiami è anche un progetto agricolo. Nell’area dedicata alla coltivazione delle piante è comparso un gigantesco “albero di pomodoro” che, in un solo anno, è riuscito a produrre oltre 32 mila pomodori. Non è solo una curiosità: parte del raccolto viene utilizzata anche nella ristorazione all’interno del complesso. Per i visitatori è interessante vedere come progetti del genere uniscano ricerca, coltivazione e uso reale degli alimenti.

Lanciare cibo marcio agli attori ha una lunga storia

Molto prima delle recensioni moderne di film e spettacoli esisteva un modo diretto per manifestare il proprio dissenso. In passato, gli spettatori talvolta lanciavano contro gli interpreti quello che avevano a portata di mano, di solito frutta e verdura troppo mature. La tradizione viene collegata anche al periodo del teatro elisabettiano, dove il pubblico era nettamente differenziato per ceto sociale e le reazioni potevano essere dure. Non riguardava però solo il teatro: esplosioni di insoddisfazione sotto forma di lanci di alimenti comparivano anche in contesti politici, solo che al posto dei pomodori a volte volava altra verdura.

In Europa si temevano i pomodori per avvelenamenti causati dalle stoviglie

Nel XVIII secolo in Europa si diffuse l’idea che i pomodori fossero velenosi. Paradossalmente spesso non era colpa della pianta in sé, ma delle stoviglie. L’acidità del pomodoro poteva reagire con i materiali usati nelle case più ricche, in particolare con utensili contenenti piombo. Il piombo passava così nel cibo e provocava intossicazioni che la gente attribuiva proprio ai pomodori. Da qui nacquero anche soprannomi ironici o ammonitori, che mettevano il pomodoro sullo stesso piano dei frutti “pericolosi” delle fiabe.

La Tomatina spagnola trasforma le strade in un campo di battaglia di pomodori

Ciò che un tempo serviva a esprimere disapprovazione, oggi in una zona della Spagna è diventato una festa volontaria. Nel paese di Buñol, vicino a Valencia, ogni anno l’ultimo mercoledì di agosto si svolge il festival La Tomatina, durante il quale persone da tutto il mondo si lanciano intenzionalmente pomodori. La partecipazione oggi è limitata, ma nonostante questo durante l’evento si consumano decine fino a centinaia di tonnellate di frutti. Oltre alla “battaglia”, si tengono feste collaterali, sfilate ed eventi gastronomici, che rendono il festival un simbolo forte della cultura locale.

Pomodori / Foto: Depositphotos
Pomodori / Foto: Depositphotos

Dal punto di vista botanico il pomodoro è una bacca, ma legalmente è stato considerato un ortaggio

La botanica definisce il pomodoro una bacca, perché deriva dall’ovario del fiore e contiene semi racchiusi nella polpa. Nella stessa categoria rientrano anche altri frutti che in cucina vengono spesso considerati verdura. Eppure, nella vita quotidiana il pomodoro si usa soprattutto in piatti salati e quindi viene percepito come ortaggio. Questa logica fu confermata in passato anche da una causa negli USA: per via dei dazi d’importazione si decise che, ai fini fiscali, il pomodoro sarebbe stato considerato un ortaggio, perché è così che lo tratta il pubblico e la gastronomia.

Nel XVI secolo i pomodori venivano collegati alla mandragora

Il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanaceae, che comprende anche la mandragora, una pianta circondata da leggende su magia, proprietà curative e pericoli. Nel XVI secolo uno dei botanici più influenti arrivò alla conclusione che il pomodoro non solo fosse una solanacea, ma potesse essere inserito anche tra le mandragore. Questo gli conferì agli occhi della gente un’aura ambigua: poteva essere attraente e al tempo stesso inquietante. Solo più tardi si comprese gradualmente che non tutte le solanacee sono mortalmente pericolose, e pomodori e patate si conquistarono un posto in tavola.

Un tempo i pomodori venivano coltivati soprattutto come piante ornamentali

Poiché per molto tempo la gente temette di mangiare i pomodori, spesso finivano nelle aiuole come piante decorative. Del resto hanno anche qualità estetiche: fioriscono con piccoli fiori gialli e i frutti sono vistosi e ornamentali. In alcune zone d’Europa erano chiamati “mela del paradiso” o “mela dell’amore”, a riflettere lo sguardo romantico dell’epoca su una pianta insolita. Con il tempo, però, comparvero cuochi e famiglie più audaci, che iniziarono a cuocere i pomodori e a usarli in cucina. Con l’esperienza crescente e la diffusione delle ricette, da curiosità ornamentale il pomodoro è diventato uno degli ingredienti più importanti della cucina moderna.

Il pomodoro è un esempio di coltura che ha oscillato tra paura, miti e scienza prima di trovare definitivamente la sua strada nell’alimentazione di tutti i giorni.

Fonte: Foodie, The Spruce, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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