Perché i giardinieri seminano i piselli a scalare e dovreste farlo anche voi
I piselli appena colti sono nettamente più dolci e gustosi dei baccelli comprati. Inoltre è un ortaggio piuttosto semplice da coltivare, che occupa poco spazio, soprattutto se scegliete varietà rampicanti e fornite un sostegno. Se seminate a scalare in piccole quantità, potrete raccogliere per tutta l’estate e spesso fino all’autunno. La raccolta regolare è importante, perché la pianta continua a produrre nuovi fiori e baccelli. Un’opzione interessante è anche la raccolta dei giovani germogli, che ricordano nel sapore i piselli e sono perfetti nelle insalate o in piatti caldi veloci.
Tipi di pisello e come scegliere la varietà giusta
Il pisello comune si coltiva in diverse tipologie. Le più diffuse sono i piselli da sgranare, poi i mangiatutto e i taccole, che si consumano con tutto il baccello. La coltivazione è simile, ma cambia il momento e il modo di raccolta. Le varietà possono essere nane intorno ai 45 cm, di media altezza o rampicanti fino a circa 1,8 m: conviene scegliere in base allo spazio e alla possibilità di predisporre un supporto.
Nei piselli da sgranare potete trovare semi lisci o rugosi. I tipi a seme liscio sono in genere più rustici, quindi adatti alle semine più precoci. Quelli a seme rugoso hanno spesso un gusto più dolce e di solito si seminano più avanti in primavera o a inizio estate. Alcune varietà producono baccelli lunghi con molti grani, altre puntano più sulla quantità totale del raccolto.
Le varietà si classificano spesso in base alla precocità. I tipi precoci hanno un ciclo più breve fino alla raccolta; le varietà di stagione in genere impiegano più tempo e sono anche più alte. Un gruppo a parte è quello destinato alla piena maturazione e all’essiccazione, da usare poi in zuppe e stufati. Esistono anche tipi molto piccoli e straordinariamente dolci, apprezzati per i semi finissimi.
Mangiatutto e taccole si raccolgono prima che i semi siano completamente sviluppati e spesso sono considerati i più facili da coltivare. Il mangiatutto ha baccelli piatti e teneri, mentre la taccola tende ad avere baccelli più tondeggianti e carnosi. Esistono anche varianti decorative con baccelli gialli o viola e fiori intensamente colorati. Alcuni mix sono proposti soprattutto per la raccolta dei germogli e si possono coltivare anche su un davanzale luminoso.
Esposizione e preparazione del terreno
Il pisello cresce al meglio in un punto caldo, soleggiato e, se possibile, riparato. Il terreno deve essere drenante e non soggetto a ristagni. Ripulite bene l’aiuola dalle infestanti e incorporate una buona quantità di compost o letame ben maturo, indicativamente almeno qualche secchio per metro quadrato. L’ideale è preparare il suolo con alcune settimane di anticipo, così che si assesti. Se coltivate senza vangare, potete usare invece una pacciamatura più spessa e seminare o trapiantare direttamente in essa.
Semina dei piselli: in piena terra e in casa
Pre-semina in ambiente protetto
La pre-semina a febbraio o marzo è utile dove il terreno primaverile resta a lungo freddo e bagnato, perché in queste condizioni i semi germinano peggio e possono marcire. Seminare al caldo è anche una protezione pratica contro i topi. I semi si mettono in seminiere profonde, vasi o anche in rotolini di carta, usando un terriccio universale senza torba. La profondità di semina tipica è di circa 5 cm. Le piantine hanno bisogno di molta luce e irrigazioni regolari. Si trapiantano all’esterno quando sono alte circa 20 cm, in genere tra marzo e aprile, dopo un periodo di acclimatazione.
Semina diretta in aiuola
Il periodo principale di semina all’aperto va da marzo a giugno. Conviene aspettare che il terreno si scaldi almeno fino a circa 10 °C. Se la primavera è fredda, aiuta coprire l’aiuola e proteggere per breve tempo le giovani piante dopo la semina. In generale, però, il pisello gradisce il clima fresco primaverile: l’importante è non seminare in terra fradicia.
Le varietà alte si seminano di solito a circa 7,5 cm di distanza in una fila singola o in doppia fila, con circa 30 cm tra le file, per lasciare spazio ai sostegni e alla circolazione d’aria. Questo riduce anche l’insorgenza dell’oidio. È bene installare i sostegni già al momento della semina o al più tardi alla nascita delle piantine. Le varietà nane si accontentano di piccoli supporti fatti di rametti e spesso si seminano in un solco più largo e poco profondo come più file affiancate, alternando i semi in modo che le piante non si sovrappongano.
Se volete distribuire la raccolta nel tempo, seminate a scalare ogni due o tre settimane, oppure abbinate varietà precoci e tardive che maturano in momenti diversi.

Coltivazione in contenitore e semina per i germogli
In genere i piselli rendono meglio in piena terra, ma le varietà nane e a crescita rapida si possono coltivare anche in un vaso o in un contenitore capiente. L’irrigazione regolare è fondamentale, perché il substrato si asciuga in fretta. Il contenitore dovrebbe essere largo almeno circa 45 cm e i semi si mettono a circa 7,5 cm di distanza, a una profondità intorno ai 5 cm. Il sostegno può essere fatto con rametti, canne o una rete.
Per i germogli commestibili potete seminare quasi in qualsiasi periodo dell’anno in ciotole o cassette. I semi si distribuiscono più fitti, a circa 2,5 cm di profondità. Con luce e umidità sufficienti potete raccogliere già dopo tre o quattro settimane, quando i germogli sono alti circa 10–15 cm. Tagliandoli poco sopra il substrato, a volte ricacciano e offrono un secondo raccolto più piccolo.
Trapianto delle piantine e sostegni
Trapiantate all’aperto le piantine pre-coltivate o acquistate da marzo, non appena raggiungono circa 20 cm. Prima del trapianto acclimatatele e tenete l’aiuola pronta. Bagnate bene le piante prima di spostarle, mettetele a dimora a circa 7,5 cm e cercate di disturbare il meno possibile le radici. Dopo il trapianto compattate leggermente il terreno e irrigate di nuovo. Adattate la distanza tra le file all’altezza della varietà, così da garantire una buona aerazione.
La maggior parte delle varietà, tranne quelle davvero nane, ha bisogno di un sostegno. Per i tipi rampicanti funziona bene una rete su pali o canne di bambù, che devono essere robusti, perché le piante possono diventare pesanti e il vento le abbatte facilmente. Per le varietà più basse spesso bastano rametti infilati nel terreno, ai quali si aggrappano i viticci.
Cure durante la stagione
Irrigazione, pacciamatura e concimazione
Una volta attecchito e avviata la crescita, il pisello di solito non richiede irrigazioni frequenti, salvo periodi di siccità prolungata. L’acqua è più importante quando inizia la fioritura e di nuovo circa due settimane dopo, per favorire il riempimento dei baccelli. Durante la raccolta controllate l’umidità in zona radicale e irrigate se necessario. È preferibile bagnare il terreno evitando di inzuppare le foglie, perché la vegetazione umida favorisce le malattie fungine. In vaso l’irrigazione regolare è indispensabile.
Dopo il trapianto aiuta uno strato più spesso di pacciamatura con compost, che trattiene l’umidità e limita le infestanti. In genere i piselli non hanno bisogno di concimazioni intense, ma nella coltivazione in contenitore conviene somministrare nutrimento dall’inizio della fioritura, circa ogni due settimane, con un concime a più alto contenuto di potassio.
Raccolta di baccelli e germogli
Con una combinazione adatta di varietà potete raccogliere indicativamente da giugno fino a ottobre. La regola fondamentale è raccogliere spesso, perché i baccelli troppo maturi lasciati sulla pianta rallentano la formazione di nuovi fiori. Se arriva un raccolto abbondante, è più pratico raccogliere tutto e congelare l’eccedenza.
I piselli da sgranare sono pronti quando i baccelli sono ben pieni. Mangiatutto e taccole si raccolgono prima, di solito quando il baccello è lungo circa 7,5 cm e i semi iniziano appena a delinearsi. I baccelli si formano prima nella parte bassa della pianta, quindi procedete con la raccolta dal basso verso l’alto.
Raccogliete i germogli con moderazione e non prelevatene troppi dalla stessa pianta, per non compromettere la successiva produzione. Se volete germogli con continuità, conviene coltivare una parte delle piante dedicandole solo a questo tipo di raccolta.

Cosa fare dopo la raccolta e come prevenire i problemi
Terminata la raccolta, tagliate le piante a livello del suolo e mettete la parte aerea nel compost. È meglio lasciare le radici nel terreno, perché il pisello, essendo una leguminosa, fissa l’azoto atmosferico e lascia l’aiuola più fertile per le colture successive.
Il pisello è abbastanza resistente, ma spesso è minacciato da parassiti e fauna selvatica. I semi appena seminati possono essere dissotterrati dai topi, perciò a volte la pre-semina è più sicura. Le giovani piante possono essere danneggiate dalle lumache, soprattutto con umidità, e foglie e germogli possono essere beccati dai piccioni: in questo caso aiuta una struttura di protezione con rete. Aiutano anche sesti d’impianto corretti e una buona circolazione d’aria, che riducono la pressione delle malattie, in particolare dell’oidio.
Fonte: Rhs, Almanac , Pestrazahrada.cz
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