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I lamponi hanno bisogno di concimazioni delicate altrimenti rischi di danneggiare le radici e perdere fino a un terzo del raccolto

September 15, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
I lamponi hanno bisogno di concimazioni delicate altrimenti rischi di danneggiare le radici e perdere fino a un terzo del raccolto
Lamponi e concimazione / Foto: Depositphotos
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I lamponi rientrano tra i piccoli frutti con un apparato radicale molto superficiale e, allo stesso tempo, con esigenze nutritive un po’ diverse rispetto, per esempio, a pomodori o prato. Eppure nei giardini si ripete lo stesso copione: ai lamponi si sparge un concime universale ad alto tenore di azoto e poi lo si interra con zappa o vanga. Così si creano due problemi in una volta. La pianta riceve una nutrizione sbilanciata, poco adatta a produrre frutti saporiti, e in più si danneggiano meccanicamente le radichette fini appena sotto la superficie. Il risultato è spesso una delusione al momento della raccolta: produzione debole, bacche meno aromatiche e cespugli che tendono a crescere troppo in altezza a scapito della fruttificazione.

Perché nei lamponi il potassio è più importante di un’ulteriore dose di azoto

L’azoto è l’elemento che stimola la crescita della massa verde, ma nei lamponi la qualità dei frutti dipende in larga misura dal potassio. È proprio il potassio a regolare la gestione dell’acqua nei tessuti e a influenzare in modo significativo la formazione degli zuccheri, l’aroma e anche la consistenza e la conservabilità delle bacche. Con la raccolta, inoltre, dal terreno si asporta una quantità rilevante di entrambi gli elementi, azoto e potassio; per questo ha senso reintegrarli con un rapporto che rispecchi ciò di cui il lampone ha realmente bisogno in fase di fruttificazione. I concimi specifici per piccoli frutti hanno quindi spesso un rapporto NPK in cui il potassio supera l’azoto, spesso in formule come 7-3-10 o 6-4-10.

Le miscele universali spesso funzionano al contrario. Un tipico concime “da giardino” può contenere azoto in quantità diverse volte superiore rispetto al potassio: va bene, per esempio, per il prato, ma sul lampone porta a un eccessivo sviluppo dei germogli e a una peggiore maturazione e qualità gustativa dei frutti. Problematico in modo simile è anche il cornunghia: come fonte lenta di azoto può essere utile come integrazione, ma da sola non copre il fabbisogno di potassio. Se viene usata come concime principale, si spinge l’elemento che spesso nei lamponi, con concimazioni comuni, è già fin troppo presente, mentre il potassio, che è quello chiave, resta in secondo piano.

Cosa provoca l’eccesso di azoto sui tralci e sul sapore delle bacche

Nei lamponi, troppo azoto non si vede solo dal fatto che il cespuglio appare a prima vista vigoroso. Sui tralci, in genere, si allungano le distanze tra i nodi: i germogli risultano sottili, si slanciano in altezza, ma formano meno punti in cui poi si impostano i frutti. Tralci di questo tipo sono anche meno stabili e, sotto il peso delle bacche, si piegano più facilmente verso terra. È un aspetto ingannevole per chi coltiva, perché l’impianto può sembrare molto vitale, pur producendo meno di quanto potrebbe.

Sui frutti, una concimazione sbagliata spesso si nota ancora di più. I lamponi possono risultare più acquosi e il sapore tende a essere meno pieno, perché diminuisce la quota di sostanze che contribuiscono alla dolcezza e all’aroma complessivo. Quando si cerca la causa di lamponi poco saporiti nella varietà o nel meteo, a volte basta controllare la composizione del concime. Un segnale d’allarme sono tralci insolitamente alti con “spazi” lunghi tra le foglie, che sembrano crescita da manuale, ma la realtà emerge al momento della raccolta.

Radici superficiali del lampone e perché interrare il concime in profondità è un rischio

Messa a dimora dei lamponi in autunno / Foto: Depositphotos
Messa a dimora dei lamponi in autunno / Foto: Depositphotos

Il lampone ha le radici concentrate molto in superficie, spesso nello strato superiore di circa 0–15 centimetri di terreno. Ed è proprio in questo strato che più spesso si lavora con la zappa durante il diserbo o con la vanga quando si interra il concime. Appena si recidono le radichette fini, la pianta perde parte della capacità di assorbire acqua e nutrienti proprio nel periodo in cui ne ha più bisogno, cioè durante la crescita e l’ingrossamento dei frutti. Una lavorazione più profonda del suolo può quindi portare a un rallentamento della crescita e a un calo di produttività, perché le radici danneggiate non riescono a rifornire adeguatamente la parte aerea.

Una procedura più delicata è semplice. È meglio distribuire i granuli in modo uniforme in superficie, in una fascia sotto i cespugli; al massimo si possono mescolare appena nello strato più superficiale con le dita o con un rastrello, e poi irrigare a fondo. L’acqua porta i nutrienti alle radici in modo più sicuro rispetto all’interramento meccanico in profondità, che nei lamponi spesso fa più danni che benefici.

Che composizione scegliere e come orientarsi tra le offerte

In fase di scelta conviene guardare il rapporto NPK e preferire concimi pensati per fragole e piccoli frutti, dove il potassio è di solito più alto dell’azoto. In commercio si trovano, per esempio, miscele granulari per piccoli frutti con rapporto intorno a 6-4-10, varianti organiche basate sulla stessa logica nutrizionale o prodotti per fragole e frutti di bosco che mantengono l’azoto più contenuto. Al contrario, miscele universali ad alto azoto, tipicamente intorno a 18-6-12, spingono il lampone verso una crescita esuberante, ma non verso un sapore intenso e una produzione stabile.

Conta anche la forma. I concimi granulari a lunga durata sono adatti come base della nutrizione stagionale, perché rilasciano i nutrienti in modo graduale e la pianta li utilizza nel tempo. I concimi liquidi, invece, sono utili come intervento rapido quando serve correggere temporaneamente la nutrizione, ma l’effetto è breve e spesso richiede ripetizioni. Qualunque marca si scelga, è fondamentale che il concime non sia impostato principalmente sull’azoto e che l’applicazione sia delicata per le radici superficiali.

Quando concimare durante l’anno e come impostare le dosi per diversi tipi di varietà

Il momento della concimazione va regolato in base a quando il lampone riprende a vegetare e quando si prepara alla fruttificazione. La prima dose conviene di solito circa una settimana prima dell’emissione dei nuovi germogli; nelle zone più miti spesso tra fine marzo e inizio aprile. La seconda dose è utile circa un mese prima dell’inizio della raccolta, tipicamente tra fine maggio e inizio giugno. Nelle aree più fredde le tempistiche slittano di circa due o tre settimane. Con i granuli organici è sensato muoversi per tempo, perché i nutrienti si liberano più lentamente, quindi si applicano prima rispetto alle miscele minerali a pronto effetto.

Le varietà rifiorenti, che fruttificano sui germogli dell’anno fino all’autunno, hanno un periodo di carico più lungo. Per loro può essere pratico aggiungere una terza dose più piccola all’inizio della fioritura, così la pianta ha abbastanza potassio per l’allegagione progressiva e la colorazione dei frutti. Le regole però non cambiano: il potassio deve prevalere nel rapporto, il concime non va interrato in profondità e dopo l’applicazione si irriga sempre.

Come riconoscere una carenza di potassio e quando ha senso un’analisi

Messa a dimora dei lamponi in autunno / Foto: Depositphotos

La carenza di potassio nel lampone può manifestarsi soprattutto sulle foglie più vecchie. Spesso compaiono disseccamenti ai margini, imbrunimento della lamina fogliare e un peggioramento dello stato dei piccioli. Questi sintomi però non sono infallibili, perché un aspetto simile può dipendere da stress idrico, da alcune malattie o, per esempio, da un problema di magnesio. Se si vuole avere certezza, la soluzione più affidabile è un’analisi di laboratorio del terreno o delle foglie. Permette di impostare la concimazione in modo più preciso ed evitare la situazione in cui si aggiunge altro azoto quando in realtà alla pianta manca potassio.

Nei lamponi spesso è più efficace cambiare il rapporto tra i nutrienti e il modo di applicazione, invece di aggiungere ulteriori dosi di concime universale. Potassio per sapore e consistenza dei frutti, distribuzione delicata in superficie e niente vangature sono tra i passaggi più semplici, che di solito si riflettono rapidamente sulla qualità del raccolto.

Fonte: MDPI, Wiki Farmer, Plantura, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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