Cima la zucca e la pianta concentrerà le energie sulla maturazione dei frutti
La zucca Hokkaido, botanicamente Cucurbita maxima, è tra le zucche invernali più amate. È apprezzata soprattutto per il sapore intenso e la facilità di coltivazione. Proviene dall’isola giapponese settentrionale di Hokkaidō, dove secondo le fonti storiche nel XIX secolo iniziarono a diffondersi le zucche importate dall’America. Da successivi incroci e selezioni è nata una varietà dal profumo più marcato e dalla buccia delicata, spesso sottile. In alcuni Paesi è chiamata anche zucca castagna, perché ha una piacevole nota di frutta secca. In Giappone si usa il nome uchiki kuri e anche da noi lo si può trovare nelle offerte di sementi.
La pianta è annuale, molto vigorosa, si allarga e si sviluppa strisciante o anche rampicante, comunemente per diversi metri. Ha grandi foglie verde scuro e nella prima metà dell’estate fiorisce con vistosi fiori gialli a imbuto. I frutti sono arancioni fino ad arancio-rossi, spesso a forma di goccia. Una pianta in genere allega circa due o tre frutti, che hanno intorno a 15 cm di diametro e un peso che va da circa mezzo chilo a diversi chilogrammi. La polpa è gialla-arancio e con la cottura diventa piacevolmente morbida e vellutata.
Varietà e varianti di colore
Si coltivano più spesso i tipi con buccia arancione, ma esistono anche varietà dal colore grigio-azzurro, azzurro-verde o verde scuro, popolari soprattutto in Giappone. Nella scelta conviene considerare precocità, pezzatura dei frutti, attitudine alla conservazione e vigoria, perché alcuni tipi producono un numero minore di frutti molto aromatici, mentre altri fruttificano con grande generosità.
Nei negozi di sementi si trovano, ad esempio, varianti più precoci e produttive con buccia più tenera, varietà blu che possono avere una buccia un po’ più consistente, oppure tipi verdi noti per la conservabilità più lunga. Il nome Red Kuri viene spesso venduto proprio con la dicitura uchiki kuri.
Quando e come seminare e trapiantare la Hokkaido
La Hokkaido è una cucurbitacea amante del caldo e si mette all’aperto solo dopo che sono passati gli ultimi rischi di gelate. La semina diretta in piena terra o il trapianto di piantine allevate in precedenza ha senso di norma da metà maggio, a seconda delle condizioni locali. Poiché però necessita di una stagione vegetativa piuttosto lunga, nella pratica si sceglie spesso di anticipare la coltivazione al caldo, così la pianta riesce ad allegare bene e a maturare i frutti prima del calo delle temperature autunnali.
La chiave del successo è un terreno molto fertile. Le zucche sono grandi consumatrici di nutrienti, quindi è utile arricchire la parcella con compost maturo o letame ben decomposto già prima del trapianto. Cresce benissimo anche in luoghi ricchi di sostanza organica, per esempio vicino al compost, purché abbia molto sole e spazio.
Precoltivazione in casa
Di solito si semina da aprile in vasetti singoli, così da disturbare il meno possibile le radici al momento del trapianto. Il seme si dispone di lato, a circa 2–3 cm di profondità, e si copre con il substrato. Dopo la semina è importante mantenere un’umidità regolare, senza ristagni. Per la germinazione funziona bene una temperatura intorno a 20–24 °C; l’emergenza può richiedere circa 8–14 giorni. Prima di portare le piantine all’esterno è opportuno acclimatarle gradualmente e solo dopo trapiantarle nella posizione definitiva.
Semina diretta in piena terra
Se decidete di seminare direttamente all’aperto, fatelo solo quando non c’è più rischio di brinate. La procedura è simile a quella della precoltivazione: anche qui il seme si mette di lato, a circa 2–3 cm, e il terreno si mantiene uniformemente umido. In entrambi i metodi è importante lasciare alle piante spazio a sufficienza, perché si espandono rapidamente. Distanze intorno a 1,5 m aiutano a limitare la competizione successiva per luce e nutrienti.

Cure durante la stagione e supporto alla formazione dei frutti
Dopo il trapianto è necessario irrigare bene le piante e continuare con le annaffiature anche durante l’estate, quando aumenta la massa fogliare e i frutti si ingrossano. È meglio irrigare alla base, cercando di non bagnare inutilmente le foglie: così si riduce il rischio di problemi fungini. Allo stesso tempo, le radici non dovrebbero restare asciutte a lungo, perché una pianta indebolita è più soggetta alle malattie e può allegare con più difficoltà.
Poiché le Hokkaido sono esigenti in fatto di nutrienti, giova una concimazione di supporto, ad esempio con un concime liquido a intervalli regolari durante la fase di crescita intensa. Altrettanto importante è il diserbo, soprattutto all’inizio, prima che la pianta copra da sola il terreno. Uno strato di pacciamatura può ridurre l’evaporazione, aiutare a mantenere un’umidità più stabile e allo stesso tempo frenare le infestanti.
In estate si può guidare la crescita con la cimatura. Se volete favorire la maturazione, spesso è utile limitare i tralci in eccesso e, dopo l’allegagione di alcuni frutti, eliminare l’apice vegetativo. In questo modo l’energia della pianta si sposta verso la maturazione. Man mano che i frutti si sviluppano, aiuta anche scoprire leggermente le foglie che li ombreggiano troppo, così ricevono più sole e prendono la colorazione tipica. Sotto le zucche è pratico mettere una tavoletta, un mattone o una piastrella, in modo che non restino nel bagnato e risultino meno appetibili per i parassiti.
Raccolta e come riconoscere la giusta maturità
È meglio lasciare i frutti sulla pianta il più a lungo possibile, perché così sviluppano un sapore più pieno e maturano meglio. Allo stesso tempo però non devono subire gelate, a cui sono molto sensibili. Dalla semina alla raccolta in genere passano circa 95–120 giorni, a seconda della varietà e delle condizioni. La maturità si riconosce in vari modi: la buccia deve essere dura, il peduncolo via via lignifica e si asciuga e, battendo leggermente sul frutto, spesso si avverte un suono più vuoto.
Di solito si raccoglie da settembre a novembre. Durante la raccolta è bene recidere il frutto con un taglio netto e lasciare la parte di peduncolo più lunga possibile, perché migliora la conservabilità. Dopo il taglio si consiglia di far “curare” le zucche, cioè lasciarle per almeno una decina di giorni ad asciugare e a indurire in un luogo caldo e luminoso, al riparo dalla pioggia. Può essere un punto soleggiato all’esterno con tempo stabile, oppure una serra, un tunnel o una cassone freddo.

Conservazione e quanto dura la Hokkaido
Una Hokkaido ben matura e ben asciugata può conservarsi, in condizioni adatte, per diversi mesi, spesso fino a circa mezzo anno. L’ideale è un luogo asciutto e ventilato, con temperatura intorno a 12–15 °C. Se la temperatura scende troppo, aumenta il rischio di marciumi in conservazione, e non è adatto conservarla in ambienti dove può gelare.
È meglio non impilare le zucche una sopra l’altra. È utile girarle ogni tanto e controllarle regolarmente. Non appena compare un rammollimento o un accenno di marciume, è più sicuro separare quel frutto, così il problema non si diffonde. Chi vuole conservare il raccolto in un altro modo può tagliare la zucca e congelarla sia cruda sia cotta, tenendo conto che dopo lo scongelamento tende a risultare più morbida. I pezzi congelati di solito sono ideali per zuppe, purè o salse. Un’altra possibilità è la conserva in barattolo, la preparazione sottaceto o la trasformazione in prodotti dolci.
Uso in cucina e benefici nutrizionali
La Hokkaido è apprezzata non solo per il gusto, ma anche per la composizione nutrizionale. Contiene diverse vitamine, in particolare del gruppo B, oltre alle vitamine C ed E, e apporta minerali come potassio, magnesio, ferro, fosforo e acido folico. In cucina è molto versatile e, grazie alla consistenza piacevole, si lavora bene.
Si usa più spesso per vellutate, mix di verdure, stufati e piatti al forno. È ottima anche arrosto, quando si esalta la sua nota più dolce. Con la purea di zucca si possono preparare gnocchi, impasti e salse. Nei dolci è adatta a torte e ciambelle, a cui dà morbidezza e un sapore delicato che si abbina bene con cannella o zenzero.
Se volete conservare le zucche il più a lungo possibile, puntate sulla piena maturazione, su una raccolta delicata con il peduncolo e sulla successiva asciugatura in un luogo caldo e asciutto.
Fonte: Plantura Magazine, Epic Gardening , Pestrazahrada.cz
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