Come potare correttamente il susino dopo la raccolta per mantenerlo sano e più produttivo
La potatura estiva del susino dopo la raccolta è spesso oggetto di discussione tra gli appassionati di giardinaggio. C’è chi la considera un metodo utile per alleggerire e arieggiare la chioma, e chi invece preferisce evitarla per timore di indebolire l’albero. La pratica mostra che la verità sta nel mezzo. Dopo la raccolta si può fare una pulizia leggera, che di solito giova alla pianta, mentre ringiovanimenti decisi o forti accorciamenti di branche importanti è meglio rimandarli alla primavera.
Conta molto anche il momento. La potatura tardiva autunnale, tipicamente in ottobre e oltre, per i susini è in generale sconsigliata. L’albero entra gradualmente nel riposo vegetativo, le ferite cicatrizzano peggio, restano aperte più a lungo e il gelo può danneggiare i tessuti attorno al taglio. Se quindi volete aiutare la pianta, dopo la raccolta sì, ma con sensibilità e senza interventi pesanti.
Quando è il periodo migliore per la potatura estiva dopo la raccolta
Nel susino si distingue comunemente tra potatura primaverile e potatura estiva. La potatura estiva si esegue più spesso proprio dopo la raccolta, di norma tra luglio e agosto a seconda della varietà e dell’andamento della stagione. In questo periodo l’albero ha ancora energia sufficiente per rimarginare in fretta le piccole ferite e, allo stesso tempo, è facile vedere quali rami infittiscono inutilmente la chioma o crescono in una direzione sbagliata.
Lo scopo della potatura estiva non è cambiare l’intera struttura della chioma, ma togliere ciò che durante la stagione si è rivelato problematico. In genere si tratta di germogli che si sfregano tra loro, si incrociano, si fanno ombra, crescono troppo verticali o riempiono inutilmente l’interno della chioma.
Cosa eliminare con la potatura estiva e perché aiuta la fruttificazione
Dopo la raccolta è opportuno eliminare soprattutto i rami secchi, malati e danneggiati, perché rappresentano un rischio per la diffusione delle malattie. Conviene inoltre togliere i germogli in eccesso che infittiscono la chioma e i rami che in estate si sono incrociati o sono cresciuti verso l’interno. Quando la chioma si pulisce, migliora la circolazione dell’aria e la luce penetra più in profondità tra le branche.
Una migliore esposizione al sole e una maggiore aerazione hanno effetti concreti. Le gemme a fiore per la stagione successiva si formano in condizioni migliori, il legno matura più bene e nella chioma ristagna meno umidità, riducendo la pressione delle malattie fungine. Inoltre l’albero non deve nutrire tanti germogli inutili e può indirizzare energia verso la formazione di rami fruttiferi di qualità e verso il recupero dopo la raccolta.
Come procedere per non indebolire inutilmente la pianta
La base è avere attrezzi ben preparati. Per i rami sottili sono ideali cesoie ben affilate, per il legno più grosso una sega pulita. Un attrezzo smussato o sporco produce ferite sfilacciate e aumenta la probabilità di infezioni, perciò conviene pulire e disinfettare la lama prima di iniziare.
Quando accorciate i germogli, tagliate sopra una gemma rivolta verso l’esterno della chioma. In questo modo favorirete l’allargamento laterale e limiterete la formazione di un groviglio fitto di rami all’interno. In estate spesso conviene rimuovere anche i germogli molto eretti, che sottraggono vigore ma contribuiscono poco alla fruttificazione, così come i rami che si incrociano e col tempo finirebbero per scortecciarsi a vicenda.
Sui nuovi accrescimenti delle branche principali si può scegliere un accorciamento moderato, circa di un terzo della lunghezza, se la crescita è troppo vigorosa e la chioma tenderebbe a infittirsi rapidamente. Resta comunque valido che la potatura estiva deve essere soprattutto estetica e sanitaria. In un’unica volta non eliminate più o meno di un quarto dei rami, perché un intervento eccessivo può indebolire l’albero e stimolare una crescita ancora più forte di germogli sterili.
Regolarità annuale e rimozione dei polloni

Il susino reagisce meglio a cure regolari e moderate che a interventi radicali occasionali. Se la potatura viene trascurata per alcuni anni, la chioma si infittisce, la luce non raggiunge i rami fruttiferi e l’albero può gradualmente produrre meno, oppure formare frutti più piccoli e meno ben colorati. Una leggera pulizia estiva annuale aiuta quindi a mantenere la pianta vitale nel lungo periodo.
Parte della gestione dovrebbe includere anche la rimozione dei polloni radicali attorno al tronco. Questi germogli sottraggono all’albero nutrienti e acqua, lo affaticano inutilmente e non apportano benefici alla fruttificazione della chioma principale.
Condizioni ideali per la potatura e cure successive
Eseguite la potatura in una giornata asciutta, idealmente quando non c’è umidità persistente. Le ferite di taglio asciugano più rapidamente e diminuisce il rischio di attacchi di patogeni. A lavoro finito ha senso pulire di nuovo gli attrezzi, soprattutto se avete eliminato parti sospette o malate.
Dopo la potatura estiva potete sostenere il susino con un concime con una quota più alta di potassio e fosforo, che favoriscono la maturazione del legno e una migliore resistenza in vista dell’inverno. Al contrario, i concimi azotati in questo periodo non sono adatti, perché spingono una crescita vigorosa di germogli teneri che potrebbero non maturare a sufficienza prima dell’inverno.
Perché una leggera potatura estiva conviene anche quando la raccolta è finita
La potatura dopo la raccolta non è solo una sistemazione estetica. È un intervento pratico che mantiene la chioma ariosa, migliora le condizioni di luce e limita un ambiente favorevole alle malattie. Così il susino si rigenera meglio, fruttifica con più regolarità e affronta la stagione successiva in condizioni migliori.
Se dunque volete che l’albero prosperi a lungo e che la produzione sia regolare e di qualità, dedicate al susino un po’ di tempo poco dopo la raccolta. Una pulizia moderata, la rimozione dei rami problematici e una cura costante di anno in anno sono spesso esattamente ciò di cui il susino ha bisogno, senza esporlo inutilmente ai rischi di una potatura tardiva o troppo drastica.
Fonte: Zemědělec, Hodinový ovocnář, Gardening Know How, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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