I mirtilli canadesi in un terreno normale deperiscono e c’è un’alternativa più pratica
La frutta minuta molti la associano soprattutto a ribes, lamponi o uva spina. Secondo il frutticoltore Ľudovít Vašš, però, si tratta di un gruppo di piante molto più ampio, in cui rientrano anche specie meno tradizionali, per esempio la passiflora, l’olivello spinoso, i biancospini a frutto o altri arbusti e liane insoliti. Proprio la varietà dell’assortimento è un grande vantaggio, ma vale anche il contrario: le bacche e le specie affini tendono a richiedere cure regolari più attente rispetto agli alberi da frutto.
Un tratto comune della maggior parte della frutta minuta è l’apparato radicale superficiale. Questo aumenta il fabbisogno di acqua e di nutrienti nel terreno. Inoltre, molte specie fruttificano soprattutto sul legno giovane, spesso sui germogli dell’anno. Chi vuole un raccolto di qualità deve ringiovanire regolarmente i cespugli con la potatura, così da mantenere un buon numero di canne giovani e fertili.
Specie meno comuni e cosa riescono a fare da noi
Quando si parla di passiflora, molti pensano subito al frutto della passione tropicale, ma esistono anche specie coltivabili nelle zone più calde. In buone condizioni alcune passiflore possono svernare con le radici e talvolta anche con la parte aerea, riuscendo così a portare a maturazione i frutti. Bisogna però considerare che sono piante sensibili al freddo e, senza una posizione davvero adatta, la loro coltivazione non conviene.
Nuove varietà, ritorno di sapori dimenticati e tendenze del momento
Nelle specie tradizionali da bacca negli ultimi anni sono comparse più varietà facilmente reperibili, perché i rivenditori le importano da tutta Europa. Così si incontrano anche colori e tipologie un tempo poco comuni nei giardini, come il ribes rosa. Spesso non si tratta di una rivoluzione moderna, ma piuttosto di vecchie selezioni o semenzali casuali tornati in catalogo.
L’uva spina, secondo Vašš, paga soprattutto il fatto che stia scomparendo dalle cucine e dai giardini. Eppure è una specie tradizionale che merita di tornare. Nelle varietà attuali, inoltre, è migliorata molto la resistenza all’oidio americano, la malattia che in passato poteva distruggere completamente le piante. In modo simile all’uva spina, anche il rabarbaro si sta allontanando dalla coltivazione comune, pur non essendo un frutto in senso stretto.
Tra le specie più vendute degli ultimi anni c’è l’olivello spinoso, la cui popolarità è stata rafforzata dai prodotti legati al sostegno delle difese immunitarie. Si parla molto di antiossidanti e vitamina E, e così molte persone lo acquistano per tisane, succhi e frutti essiccati. Si è affermata anche l’aronia, di cui si sottolinea l’elevato contenuto di vitamine, minerali e altre sostanze apprezzate nell’alimentazione.
La potatura come chiave della produzione per aronia, olivello spinoso e amelanchier
Per alcuni arbusti la potatura è fondamentale. Se aronia, olivello spinoso o amelanchier vengono lasciati senza interventi, iniziano presto a produrre solo lungo la periferia. In pochi anni l’interno del cespuglio si spoglia, perché manca la vegetazione fruttifera dove non arriva la luce. Il risultato è semplice: la raccolta è meno accessibile e, allo stesso tempo, più scarsa. Nell’amelanchier e nell’aronia, inoltre, la fruttificazione è spesso legata ai germogli di un anno, quindi il ringiovanimento aiuta molto a mantenere il cespuglio produttivo.
Non sottovalutate l’impollinazione nemmeno nelle specie apparentemente autofertili
In giardino ci si affida volentieri all’autofertilità, ma la pratica mostra che più varietà spesso significa più frutti. Nell’amelanchier il cespuglio riesce a impollinarsi anche da solo, ma con più varietà la raccolta tende a essere più abbondante. Il caprifoglio blu (di Kamčatka) è invece tipicamente allogamo e richiede combinazioni adatte. Anche i ribes spesso fruttificano di più quando ne crescono diversi. Persino nel mini-kiwi, dove esistono forme autofertili, si conferma spesso che un’impollinazione incrociata aumenta la produzione.

Raccolto da maggio fino all’inverno e a volte fino a febbraio
Un grande pregio della frutta minuta è la possibilità di organizzare la raccolta lungo una stagione molto estesa. Si può iniziare già a maggio con il caprifoglio blu (di Kamčatka), e le varietà più recenti provenienti da Polonia, Paesi baltici o America sono spesso molto riuscite dal punto di vista del gusto. A giugno segue l’amelanchier, poi si aggiungono i classici come i ribes e altre specie.
L’autunno è il periodo dei cornioli, degli olivelli e di molti altri arbusti. La vera fine della stagione può spostarsi fino all’inverno, quando sulle piante restano i frutti dei biancospini a frutto o di alcuni sorbi, che dopo le gelate risultano persino più buoni. In alcune specie di actinidia i frutti possono rimanere sulla liana molto a lungo e, scegliendo bene specie e posizione, è possibile avere frutta minuta di produzione propria per circa dieci mesi all’anno.
Cosa decide la dolcezza e perché l’approccio estensivo non basta
La selezione oggi punta non solo alla resistenza a gelo, malattie e parassiti, ma anche al sapore. Nelle specie più acidule, come olivello spinoso o caprifoglio blu, si cercano deliberatamente tipi più dolci. La dolcezza, però, non la determina solo la genetica. Un ruolo enorme lo giocano acqua, sole e nutrienti, perché le radici superficiali soffrono rapidamente sia la siccità sia i terreni poveri.
Vašš avverte che spesso la frutta minuta viene coltivata in modo troppo “economico”, senza nutrizione regolare, potatura e cura del suolo. Non andrebbe piantata in competizione con le radici di grandi alberi e cresce meglio in un terreno ricco di sostanza organica. Per un buon sapore e una corretta maturazione serve una superficie fogliare sufficiente, cosa che senza potatura e concimazioni adeguate non si ottiene.
Nell’amelanchier la differenza si vede chiaramente. Se cresce in un prato trascurato, i frutti possono risultare asciutti e poco saporiti. Se durante la maturazione ha abbastanza umidità e microelementi, il gusto si avvicina molto a quello dei mirtilli. Può aiutare un estratto di compost o macerati di ortica, oltre a una leggera zappettatura e alla pacciamatura. Con varietà di qualità, la differenza di sapore si percepisce subito.
Il corniolo come eccezione: tollera anche una coltivazione poco impegnativa
Tra le specie citate spicca il corniolo. A differenza della maggior parte della frutta minuta è straordinariamente rustico e regge anche una gestione più estensiva. Inoltre può fruttificare abbondantemente anche sul legno vecchio, quindi si lavora con lui in modo diverso rispetto a lampone o ribes. In giardino conviene scegliere varietà innestate a frutto grosso, mentre per il paesaggio, i prati o i pascoli sono più adatti i semenzali, che raggiungono dimensioni importanti e vivono molto a lungo.

Terreno libero dall’erba e senza erbicidi
Per lamponi, ribes, uva spina o josta è importante che i cespugli non crescano a lungo nell’erba alta. Le radici superficiali, in competizione, si indeboliscono gradualmente e il cespuglio invecchia più in fretta. Al posto della chimica si può preparare l’area coprendo con cartone e strati di materiale organico, per esempio paglia, fieno, letame o cippato. In questo modo la vegetazione viene soffocata, il materiale si decompone e il suolo migliora. Con graminacee perenni come la gramigna, aiuta il buio totale, anche con due strati di cartone.
Siepi eduli e specie adatte
Nei giardini naturali cresce l’interesse per le siepi eduli. La scelta dipende dal fatto che la siepe debba soprattutto proteggere o piuttosto offrire raccolto e valore ornamentale. Per impianti fitti e difficili da attraversare si usano alcune specie molto spinose. Per siepi più permeabili e dall’aspetto più naturale sono adatti biancospini a frutto, cornioli o noccioli, che crescono in fretta, sono longevi e tollerano bene il ringiovanimento.
Dal punto di vista estetico può essere interessante l’abbinamento di amelanchier e aronia, perché fioriscono in primavera e in autunno si colorano intensamente. Come parete verde fitta può funzionare anche il kiwi su una struttura. Al contrario, alberi da frutto come melo, pero, susino o albicocco non sono adatti alle siepi, perché si formano male e con questo tipo di coltivazione tendono ad avere più problemi fitosanitari.
Ombra, mezz’ombra e siccità: chi resiste meglio
In mezz’ombra si adatta bene il nocciolo, e una certa tolleranza la mostra anche il ribes nero. Il corniolo può sopravvivere in condizioni di luce peggiori, ma fruttifica poco o per nulla. Le altre specie di norma richiedono pieno sole, altrimenti i frutti risultano più acidi e meno qualitativi. Una curiosità è il sambuco, che regge la mezz’ombra e riesce a crescere anche sotto un grande noce.
In condizioni più asciutte si comportano bene l’olivello spinoso, il nocciolo e il corniolo, che dopo un buon attecchimento può crescere anche su siti pietrosi e calcarei. Le more sopportano in genere la siccità meglio dei lamponi, anche se vale pure per loro che l’acqua è importante per il sapore.

Mirtilli canadesi contro amelanchier: una scelta pratica per il giardino
I mirtilli canadesi sono ottimi di sapore, ma il loro punto debole è l’esigenza di un ambiente acido. In un terreno normale spesso soffrono, perché un contenuto più alto di calcio blocca l’assorbimento di alcuni nutrienti e le piante deperiscono. Per questo si consiglia la coltivazione in vaso, idealmente con irrigazione regolare. Se i contenitori vengono interrati, è opportuno lasciarli anche con il fondo, così che le radici non si espandano nel terreno circostante.
L’amelanchier, da questo punto di vista, è più pratico, perché si può coltivare direttamente in piena terra e, con una buona varietà e cure attente, sa offrire un sapore molto vicino a quello dei mirtilli. È proprio questo il messaggio più chiaro dell’intera discussione: la frutta minuta può essere straordinariamente generosa, ma solo se le garantiamo acqua regolare, nutrizione, luce e potatura.
Fonte: Záhrada, Recepář, Gardening Know How, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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