Andare a funghi a novembre non finisce, ecco quattro specie che crescono anche col freddo, ma una richiede prudenza
Molti pensano che con l’abbassamento deciso delle temperature la stagione della raccolta funghi finisca definitivamente. In realtà, anche il tardo autunno non deve per forza significare un cestino vuoto. Nel bosco, anche nella parte più fredda dell’anno, continuano a comparire specie che meritano attenzione. Chi sa dove guardare e quali condizioni cercare può portarsi a casa un bel bottino anche quando la maggior parte dei raccoglitori resta a casa.
Il bosco d’autunno ha un fascino particolare e la raccolta in questo periodo è un po’ diversa rispetto al picco della stagione. Non si tratta più di camminare a caso ovunque, ma piuttosto di cercare con cura nei posti giusti. I fungaioli più esperti scelgono quindi zone più asciutte, dove i funghi hanno maggiori possibilità di restare in buono stato e non vengono attaccati così rapidamente da marciumi.
Dove i funghi in autunno trovano le condizioni migliori
Con il calo delle temperature cambia anche il modo in cui i funghi si distribuiscono nel bosco. Le aree umide e fredde possono non essere più vantaggiose come prima. In genere sono migliori i siti non troppo impregnati d’acqua, dove i carpofori si deteriorano meno. Proprio lì, anche a novembre, si possono incontrare specie adatte alla cucina.
La raccolta autunnale richiede quindi più pazienza e attenzione. La ricompensa può essere la scoperta di funghi non solo commestibili, ma anche molto interessanti dal punto di vista del gusto. Spesso sono specie che non colpiscono per abbondanza: proprio per questo fanno ancora più piacere a chi le trova nel bosco.
Specie di funghi che si possono trovare anche con temperature più basse
Tricholoma

Tra i funghi capaci di adattarsi bene al clima più freddo c’è il tricholoma violetto. Nel bosco si riconosce per la colorazione evidente, che lo rende abbastanza visibile tra le foglie autunnali. Ha un sapore delicato, leggermente speziato, e si presta a molti piatti di stagione.
Con i tricholoma, però, è d’obbligo la prudenza. Anche se sono commestibili, vanno raccolti solo quando si è davvero certi dell’identificazione. Alcune specie simili possono essere pericolose, quindi con questo fungo conviene affidarsi soltanto alla sicurezza e all’esperienza.
Chiodini

Anche i chiodini sono un ritrovamento comune nel periodo tardivo. Crescono più spesso su ceppaie, radici o tronchi, formando gruppi numerosi. In cucina sono apprezzati per il profumo intenso e sono ideali soprattutto in zuppe, sughi o come accompagnamento per piatti di carne.
Con i chiodini è fondamentale ricordare la corretta preparazione. Prima del consumo bisogna sempre sbollentarli a lungo, altrimenti possono causare spiacevoli disturbi digestivi. La cottura accurata è una condizione indispensabile per consumarli in sicurezza.
Lattari e finferli

Nel bosco più freddo si può incontrare anche il lattario del peccio, che colpisce per il cappello aranciato tendente al color mattone. Ha un gusto leggermente piccante, quindi funziona bene, per esempio, con pasta, patate o erbe aromatiche.
Accanto a lui possono comparire anche i finferli imbutiformi, che crescono in piccoli ciuffi. Il loro aroma è delicatamente fruttato e il sapore piacevolmente discreto. Sono perfetti, ad esempio, nei sughi alla panna, dove la loro personalità emerge senza essere coperta da troppi altri ingredienti.
A cosa prestare molta attenzione nel tardo autunno
Raccogliere funghi a fine stagione comporta anche dei rischi. Il problema più grande è il congelamento dei carpofori. Se i funghi vengono colpiti dal gelo, la loro struttura si altera e, una volta scongelati, diventano molli, acquosi e poveri di sapore. Esemplari così non hanno una buona qualità e non sono adatti alla raccolta.
Ancora più importante è l’aspetto sanitario. I funghi congelati si deteriorano più rapidamente e possono sviluppare sostanze che causano disturbi digestivi, nei casi peggiori anche intossicazioni. Inoltre sono più soggetti ad attacchi di muffe e batteri. Vale quindi una regola semplice: se un fungo sembra gelato, è molle o appare sospettosamente acquoso, meglio lasciarlo nel bosco.
La raccolta autunnale ha un fascino diverso rispetto al picco estivo
La raccolta tardiva non significa cestini pieni di porcini e grandi ritrovamenti a ogni passo. Ricorda piuttosto una ricerca tranquilla di piccoli tesori, che possono sfuggire facilmente a un occhio poco attento. Proprio per questo ogni ciuffo trovato o ogni singolo carpoforo sano regala una soddisfazione maggiore.
Il bosco d’autunno, quindi, può offrire belle esperienze di raccolta anche con il freddo, se si sa quali specie cercare e allo stesso tempo non si sottovaluta la prudenza.
Fonte: iRozhlas, Na houby, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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