Come raccogliere e conservare le mele perché durino il più a lungo possibile
Il periodo di raccolta dei meli varia molto a seconda della varietà e anche in base a che tipo di frutti vi aspettate dalla pianta. Alcune mele maturano molto presto e si possono cogliere già ad agosto, altre arrivano solo tra settembre e ottobre. Esistono persino varietà che si raccolgono in autunno ma raggiungono il gusto migliore solo dopo una conservazione più lunga e si consumano normalmente a dicembre. Proprio per questo non si può fissare un’unica data valida per tutti, per stabilire qual è il momento giusto per la raccolta.
Se volete godervi le mele di casa per la maggior parte dell’anno, conviene abbinare varietà precoci e varietà tardive. In giardino, così, potete allungare naturalmente il periodo di raccolta anche per diversi mesi. A volte significa accettare che le varietà estive abbiano sapore e consistenza diversi rispetto a quelle tardive da conservazione, ma la ricompensa è avere frutta fresca propria per molto tempo.
Differenza tra maturazione di raccolta e maturazione di consumo
Per le mele si parla spesso di due fasi di maturazione. La prima è la maturità di raccolta, cioè il momento in cui conviene staccare il frutto affinché si conservi bene e, allo stesso tempo, continui a evolvere durante lo stoccaggio. La seconda è la maturità di consumo, quando la mela è al massimo del gusto ed è destinata a essere mangiata. Le mele estive di solito sono mature da consumo già sull’albero e si possono mangiare subito dopo la raccolta. Al contrario, molte varietà tardive hanno bisogno di alcune settimane di riposo dopo la raccolta, perché si sviluppi l’aroma, si riequilibri l’acidità e la polpa acquisisca la giusta struttura.
Un vantaggio del melo è che i frutti su uno stesso albero non maturano tutti nello stesso momento. Questo diluisce la raccolta nel tempo, cosa pratica, ma può rendere più difficile capire quali mele siano pronte e quali sia meglio lasciare ancora.
Come capire se le mele sono pronte da cogliere
Per valutare la maturazione aiuta osservare dove crescono i frutti sulla pianta. Le mele sul lato sud, più soleggiato, maturano in genere prima rispetto a quelle più interne alla chioma o in ombra. La prova pratica più semplice è una leggera rotazione del frutto. Prendete la mela nel palmo, sollevatela appena e ruotatela con delicatezza. Se si stacca senza sforzo con il picciolo, di solito è nella fase giusta per la raccolta. Se invece resta ben ancorata e dovete tirare, spesso è meglio lasciarle ancora un po’ di tempo.
Per le mele destinate al consumo fresco, ai dolci o alla cottura, la raccolta a mano e con delicatezza è importante, perché anche una piccola ammaccatura può peggiorare la qualità in seguito. Per i frutti nei punti più alti della chioma è utile un raccoglifrutta, che permette di arrivare in alto riducendo al minimo i danni.
La situazione cambia se le mele sono destinate soprattutto a sidro, succo o purea. In quel caso non è un problema se non sono perfette esteticamente e si possono utilizzare anche quelle cadute. Qualcuno, per fare più in fretta, scuote con cautela l’albero, ma bisogna considerare che i frutti ottenuti così si conservano peggio e sono più adatti a essere lavorati rapidamente.
Cosa controllare durante la raccolta
Prima di iniziare, chiarite se coltivate una varietà precoce, di media stagione o tardiva e se volete raccogliere in maturazione di consumo oppure in maturazione di raccolta. Un buon riferimento è proprio la facilità con cui il frutto si stacca con una leggera rotazione. Per il consumo diretto e i dessert è più sicuro selezionare i frutti poco per volta e a mano, mentre per succhi e passate si possono raccogliere anche pezzi meno perfetti e trasformare rapidamente una parte del raccolto.
Come conservare le mele perché restino fresche a lungo
Una buona conservazione inizia già al momento della raccolta. I frutti vanno protetti dalle ammaccature, perché le parti lesionate si ammorbidiscono in fretta e marciscono facilmente. Per questo motivo la frutta caduta in genere non è adatta alla conservazione prolungata, anche se può essere ancora utilizzabile per una lavorazione immediata. Allo stesso modo, non è consigliabile mettere via mele con danni visibili o bacate. Questi frutti si deteriorano prima e il problema può estendersi anche a quelli sani.
Per la conservazione funziona bene una cassetta di legno o una cassetta rigida foderata con carta, per esempio giornali. Disponete le mele in un solo strato, in modo che non si schiaccino tra loro. Impilarle su più livelli aumenta il rischio di ammaccature, che possono comparire solo dopo un po’ di tempo. È importante anche non lavare né lucidare le mele prima di riporle. In superficie hanno una naturale patina cerosa che limita gli scambi gassosi e rallenta la respirazione del frutto e quindi anche l’ulteriore maturazione. Se rimuovete questa protezione, di solito le mele durano meno. È utile inoltre mantenere un ambiente che rallenti la produzione e l’azione dei gas che accelerano la maturazione, in particolare l’etilene.
Mettete le cassette in un locale fresco e buio, dove la temperatura resti stabile. Le mele vanno protette dal gelo, ma anche dalle frequenti oscillazioni, che favoriscono un invecchiamento più rapido dei frutti. Durante la conservazione conviene controllare regolarmente il raccolto e rimuovere subito tutti i frutti che iniziano ad ammorbidirsi, fare muffa o marcire.

Varietà e capacità di conservazione
Non tutte le mele sono ugualmente adatte a una conservazione lunga. Alcune varietà sono decisamente da conservazione e, con buone condizioni, mantengono a lungo una buona qualità; altre sono pensate soprattutto per essere consumate in breve tempo dopo la raccolta. Se per voi la lunga durata è importante, ha senso pensarci già quando scegliete la pianta. Tra le varietà spesso citate come ben conservabili ci sono, per esempio, Cox Orange, Jonagold o Red Boskoop. Al contrario, i tipi precoci come Early Windsor o Gravenstein sono meno adatti a una lunga conservazione ed è meglio mangiarli o trasformarli prima.
Regole rapide per una conservazione corretta
La base è fresco e buio, protezione dal gelo e dagli sbalzi di temperatura, e una selezione accurata di soli frutti sani, senza ammaccature, gallerie di insetti e macchie sospette. Altrettanto importante è controllare periodicamente le mele conservate, perché eliminare in tempo un solo frutto che si sta rovinando può salvare il resto della cassetta.
Trasformare le mele non adatte alla cantina
Le mele scartate dalla conservazione non devono andare sprecate. I frutti piccoli, ammaccati o bacati si possono utilizzare benissimo per sidro, succo, gelatina, purea o altri prodotti casalinghi. Anche la frutta caduta può andare bene, se non è marcia e il danno è solo superficiale. Spesso la cosa più semplice è trasformare questi frutti subito, per esempio in una torta o in una veloce scorta di composta.
Una soluzione pratica può essere anche un centro di spremitura locale o un torchio comunitario, dove consegnare le mele e ottenere in cambio il succo già pronto, oppure prendere in prestito un torchio e lavorare il raccolto in autonomia.
Se volete favorire un raccolto abbondante anche negli anni successivi, conviene curare il terreno sotto il melo e garantire una nutrizione equilibrata. Un suolo sano e un’attiva vita del terreno aiutano la pianta ad assorbire i nutrienti, cosa che di solito si riflette sulla vigoria e sulla qualità del raccolto.
Fonte: Grow Veg, Plantura , Pestrazahrada.cz
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