Piselli nell’orto crescono più in fretta e più sani con l’aiuto dei batteri
I piselli sono un classico degli orti. Piacciono per il sapore dolce, la coltivazione semplice e la raccolta rapida, che con un po’ di supervisione possono fare anche i bambini. Inoltre sono un ortaggio con un buon profilo nutrizionale, perché apportano proteine vegetali, vitamine e diversi sali minerali. Un vantaggio pratico è anche che il pisello sa aiutare il terreno, invece di limitarne l’impoverimento.
Simbiosi tra radici e batteri come concimazione naturale
Un ruolo fondamentale lo gioca il rapporto tra il pisello e i batteri del suolo del genere Rhizobium. Questi microrganismi sono in grado di catturare l’azoto dall’aria e trasformarlo in una forma che la pianta può utilizzare per crescere. I batteri vivono nei noduli sulle radici e, grazie a loro, il pisello in parte si rifornisce da solo di nutrienti, riducendo la necessità di concimi azotati.
Si riporta che le leguminose, in condizioni adatte, riescano ad arricchire il terreno con una quantità significativa di azoto in una sola stagione. Per chi coltiva l’orto significa che il letto di coltivazione dopo i piselli risulta spesso più fertile e può accogliere altre colture senza dover aggiungere subito grandi dosi di prodotti chimici. Questo effetto è prezioso anche nell’orto biologico, dove si cercano soluzioni per mantenere buone produzioni limitando i fertilizzanti di sintesi.
Come portare i batteri alle piante al momento giusto
Perché la fissazione dell’azoto funzioni davvero, i batteri devono incontrare le giovani radichette della piantina. In pratica si usa quindi la cosiddetta inoculazione, cioè l’apporto dei batteri adatti al seme oppure al terreno nel punto di semina. A volte li si trova anche in prodotti che sostengono la resa, formulati proprio per le leguminose. L’obiettivo è favorire la formazione dei noduli radicali, perché è lì che l’azoto viene fissato e poi utilizzato.
Il pisello migliora anche la struttura del terreno
Non si tratta solo di nutrienti. L’apparato radicale del pisello scende in profondità, smuove il terreno in modo naturale e contribuisce a una migliore struttura dell’aiuola. Lo si apprezza soprattutto dove il suolo tende a compattarsi o ad asciugarsi in fretta. Il pisello può quindi funzionare anche come buona coltura da rinnovo, preparando il letto per coltivazioni successive più esigenti.
Semina e raccolta scalare dalla primavera all’autunno
Il pisello è una pianta annuale rampicante e si coltiva senza difficoltà. Se volete raccogliere più a lungo, conviene seminare a scalare, circa ogni due settimane. In questo modo i baccelli non maturano tutti insieme, ma li raccoglierete via via per molte settimane.
Profondità, distanze e protezione dagli uccelli
I semi si seminano più spesso in file, a circa cinque-sette centimetri di profondità. Sulla fila lasciate circa cinque centimetri tra un seme e l’altro, così le piante hanno spazio a sufficienza e la coltura non si infittisce troppo. Le file di solito si tengono distanti circa venti centimetri, facilitando anche le cure successive. All’inizio della coltivazione conviene considerare che i semi possono attirare gli uccelli, quindi è utile una leggera copertura con tessuto non tessuto o con una rete a maglia fine.

Pisello da sgranare o taccola e come usarli in cucina
La scelta della varietà dipende soprattutto da come volete mangiare i piselli. Il pisello da sgranare ha il seme più consistente e si usa spesso in zuppe, salse o come contorno. La taccola, invece, è selezionata per essere buona anche con il baccello. Si raccoglie intera, quando i semi all’interno sono ancora piccoli, ed è adatta al consumo diretto, nelle insalate, oppure appena saltata in padella o stufata brevemente. In entrambi i casi vale la regola che una raccolta regolare stimola la produzione di nuovi baccelli e prolunga il periodo di fruttificazione.
Cosa ricordare dalla coltivazione dei piselli
Il pisello è una coltura generosa, che ripaga con gusto e risultati rapidi. Se in più gli garantite i batteri del suolo adatti o ne sostenete la presenza nell’aiuola, otterrete non solo piante più vitali, ma anche un terreno più ricco di azoto per la stagione successiva. In pratica è un modo semplice per aumentare le probabilità di un buon raccolto e, allo stesso tempo, gestire l’orto in modo più sostenibile.
Fonte: The Spruce, Science Direct, Nature, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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