Non rovinare il raccolto di pomodori e mele per carenza di calcio nel terreno
Per crescere bene, superare gli stress, resistere ai parassiti e dare un raccolto saporito, le piante hanno bisogno di una nutrizione correttamente bilanciata. Oltre ai nutrienti di base esistono elementi senza i quali la pianta può anche sembrare a posto per un po’, ma poi i frutti perdono qualità. Tra i più importanti c’è il calcio. Quando manca, si manifesta con macchie tipiche e necrosi dei tessuti, che spesso vengono erroneamente scambiate per malattie fungine. Il risultato sono frutti visibilmente danneggiati che finiscono spesso buttati.
L’equilibrio decide, fanno danni sia la carenza sia l’eccesso
Con i nutrienti vale una regola semplice: non devono essere né troppo pochi né troppi. La carenza di calcio si osserva più spesso su suoli acidi e asciutti, condizioni che in parte si possono correggere regolando il pH e irrigando con maggiore regolarità. Tuttavia il problema spesso non nasce solo nel terreno, ma direttamente nella pianta, perché l’assorbimento del calcio può essere bloccato da una concimazione non adatta.
Chi è più spesso il colpevole
Paradossalmente, i guai non sono dovuti al calcio in sé, ma ad altri elementi importanti. Tipicamente si tratta del potassio e anche dell’azoto. Se vengono forniti in grandi quantità o troppo spesso, possono impedire alla pianta di assorbire e distribuire bene il calcio nei tessuti dove serve.
Sintomi tipici della carenza di calcio sui frutti
La carenza di calcio è più evidente negli ortaggi da frutto e nelle mele. In pomodori e peperoni compare la necrosi apicale del frutto, che gradualmente evolve in macchie scure. Nelle mele si sviluppa invece un disordine fisiologico noto come butteratura amara, con macchie scure e infossate sulla buccia. A prima vista può ricordare un’infezione, ma la causa è nutrizionale.
Pomodori e peperoni, macchie che peggiorano con il meteo
Nel pomodoro la macchia inizialmente è acquosa, poi diventa marrone fino a nera, ben delimitata e leggermente infossata. Nel peperone il danno brunastro compare soprattutto sulla punta dei frutti. Con il secco le macchie tendono a disseccarsi, mentre con umidità più elevata possono marcire e i frutti si degradano rapidamente.
Come reintegrare il calcio e smettere di bloccarlo alle piante
La base è ridurre le concimazioni eccessive di potassio e non esagerare nemmeno con l’azoto. Il potassio è antagonista del calcio, cioè ne riduce l’assorbimento, e un effetto simile può averlo anche un dosaggio elevato di concimi azotati. Può aiutare una concimazione organica più frequente, che favorisce un migliore assorbimento dei nutrienti, e anche la scelta della forma di azoto più adatta.
Azoto sì, ma con criterio
Se dovete apportare azoto, conviene scegliere una forma che fornisca contemporaneamente anche calcio. Un esempio è il nitrato di calcio con calcio idrosolubile, utilizzabile anche in prevenzione nelle posizioni dove i problemi si ripetono regolarmente.
Butteratura amara delle mele e prevenzione estiva
Per le mele la prevenzione va impostata per tempo, spesso già a luglio. Nelle aree dove il problema ricorre si effettuano più trattamenti fogliari a distanza di circa 10–14 giorni, in modo che il calcio arrivi progressivamente ai frutti e la butteratura non si sviluppi.
Come riconoscere l’eccesso di calcio e perché è un problema
Sulle piante i sintomi diretti dell’eccesso di calcio sono più difficili da descrivere; più spesso il problema si manifesta nel terreno. Con una calcinazione non corretta o una concimazione mal impostata il calcio può diventare troppo e le piante iniziano a ingiallire. Inoltre l’eccesso blocca l’assorbimento di altri elementi, tipicamente ferro e zinco, e i problemi si concatenano. La certezza migliore la dà un’analisi del suolo o un’analisi dei tessuti vegetali, in base alla quale si può riportare la nutrizione in equilibrio.
Fonte: RHS, NKZ, The Spruce, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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