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I crisantemi muoiono in inverno per un errore comune, li salvano le forbici e un angolo senza gelo

October 25, 2026 · 5 min di lettura · Jarmila M.
I crisantemi muoiono in inverno per un errore comune, li salvano le forbici e un angolo senza gelo
Crisantemo / Foto: Pestrazahrada.cz

Molti associano i crisantemi soprattutto ai fiori recisi, ma funzionano benissimo anche in giardino. Sono apprezzati in particolare perché illuminano aiuole e vasi a fine estate e durante l’autunno, quando molte altre piante perdono vigore e fascino. In piena terra risultano molto scenografici, fioriscono copiosamente e si prestano sia a composizioni tradizionali sia moderne.

Per la coltivazione all’aperto sono più adatti soprattutto i crisantemi precoci o le cosiddette varietà da giardino più resistenti. Queste perenni in inverno vanno in riposo vegetativo e in primavera ributtano. Anche se spesso sono indicate come rustiche, nelle zone più fredde è sensato garantire una protezione invernale, perché gelate più intense possono danneggiarle.

Come sono fatti e dove stanno bene

I fiori dei crisantemi variano per forma, dimensione e colori. Esistono forme semplici e doppie che ricordano le margherite, con tonalità che vanno dai colori vivaci e accesi fino ai delicati pastello. Molto scenografici sono i tipi cosiddetti a mazzetti, che producono molti fiori in grappoli ricchi e creano un forte impatto autunnale.

Queste piante si possono utilizzare in aiuole miste classiche, in contenitori su terrazzo oppure in un’aiuola dedicata al taglio. I cultivar a fioritura brillante si inseriscono bene in composizioni dal gusto esotico, le tonalità più delicate valorizzano i giardini rustici e i colori caldi d’autunno si abbinano splendidamente alle graminacee ornamentali.

Scelta delle piantine e periodo giusto per l’acquisto

I crisantemi si vendono in diversi stadi di crescita. In primavera si possono acquistare talee appena radicate o piccole giovani piante. Queste vanno coltivate per un po’ al chiuso, in un luogo luminoso e piuttosto fresco ma senza gelo, finché non si irrobustiscono. In estate sono spesso disponibili esemplari già ben sviluppati, che si possono piantare direttamente in aiuola o in vaso. Tra fine estate e inizio autunno si trovano anche piante in piena fioritura, capaci di creare subito un effetto decorativo.

In fase di scelta conviene considerare il clima locale, la vigoria e l’uso previsto. Alcune varietà si prestano meglio ai vasi, altre rendono di più in aiuola o come fiori da recidere.

Crisantemi / Foto: Depositphotos
Crisantemi / Foto: Depositphotos

Posizione e messa a dimora

Ai crisantemi piace una posizione soleggiata, calda e riparata. Danno il meglio in un terreno fertile e ben drenante. In piena terra si mettono a dimora dopo il rischio di ultime gelate, di solito da metà maggio ai primi di giugno. Le piante allevate al riparo vanno prima acclimatate gradualmente, così da abituarle alle condizioni esterne.

Gli acquisti estivi si possono piantare subito. Tra una pianta e l’altra è opportuno lasciare circa 30–45 cm. Le varietà più alte è utile sostenerle, per evitare che gli steli si spezzino sotto il peso dei fiori. In vaso è consigliabile un contenitore capiente, di almeno 30 cm di diametro, con un buon terriccio arioso e un drenaggio efficace.

Irrigazione, concimazione e pacciamatura

Dopo la messa a dimora i crisantemi hanno bisogno di irrigazioni regolari per tutto il periodo di crescita. Il terreno non deve asciugarsi completamente, ma non deve nemmeno restare fradicio a lungo. Proprio l’umidità persistente è spesso all’origine di problemi sanitari e dell’indebolimento delle piante.

Le piante coltivate in contenitore traggono beneficio da concimazioni regolari. In fase di crescita si può usare un concime organico liquido; durante la formazione dei boccioli e la fioritura è preferibile un prodotto più ricco di potassio, simile a un concime per pomodori. In aiuola spesso basta l’apporto di compost ben maturo o di sostanza organica ben decomposta.

Uno strato di pacciamatura dopo la piantagione aiuta a trattenere l’umidità nel terreno e limita le infestanti. In autunno una pacciamatura più spessa può inoltre proteggere le radici dal freddo invernale.

Cimatura e gestione dei boccioli per più fiori

Quando le giovani piante raggiungono circa 20 cm, conviene cimare l’apice principale nella prima parte dell’estate. Questo stimola la ramificazione e rende la pianta più compatta. Allo stesso modo si possono accorciare periodicamente anche le estremità dei germogli laterali, più o meno fino a metà estate. Il risultato è un portamento più fitto e un numero maggiore di fiori.

In alcuni crisantemi si pratica anche l’eliminazione mirata dei boccioli. Nei tipi molto ramificati si può togliere il bocciolo centrale principale, così da ottenere un insieme più uniforme di fiori della stessa dimensione. Al contrario, nelle forme a fiore grande si può lasciare solo il bocciolo principale ed eliminare gli altri, in modo che la pianta concentri le energie su un unico fiore appariscente.

Cure durante la fioritura e stimolo a nuove fioriture

La rimozione regolare dei fiori appassiti mantiene la pianta ordinata e prolunga la fioritura. Il crisantemo spreca meno energia nella produzione dei semi e può continuare a formare nuovi boccioli. Questo semplice intervento è particolarmente importante per le piante in vaso, che sono sottoposte a maggior stress.

I fiori semplici, inoltre, offrono nettare prezioso alle api e alle farfalle attive a fine stagione, risultando utili anche alla fauna del giardino.

Crisantemo / Foto: Depositphotos
Crisantemo / Foto: Depositphotos

Svernamento e protezione dal gelo

Molti crisantemi da giardino tollerano un calo di temperatura fino a circa -5 °C, ma nelle aree più fredde potrebbe non bastare. Più sicuro è accorciare le piante dopo la fioritura a circa 20 cm, estrarle dal terreno e sistemarle in un luogo luminoso e senza gelo. Le radici si puliscono leggermente, si eliminano le parti verdi e le piante si mettono in un contenitore basso con substrato appena umido. Durante l’inverno bisogna mantenere solo una leggera umidità.

Nelle zone dal clima più mite alcuni crisantemi possono restare all’aperto, se crescono in un punto riparato e in terreno ben drenante. Anche in questo caso è sensato coprire la zona delle radici con uno strato di pacciamatura più spesso e proteggere le piante dall’umidità invernale. Gli esemplari in vaso sono più sensibili al freddo, quindi è meglio spostarli dopo la fioritura in un ambiente fresco ma non gelido.

Moltiplicazione per ottenere nuove piante

Il metodo più semplice di propagazione sono le talee primaverili. Si prelevano giovani getti robusti lunghi circa 5–7,5 cm, preferibilmente dalla parte esterna dei cespi. Si rimuovono le foglie inferiori e le talee si inseriscono in una miscela di terriccio per semine o universale e sabbia o inerte fine. Al caldo e con umidità costante radicano di solito in circa tre settimane.

Le piante più vecchie si possono anche dividere in primavera, non appena riprendono a vegetare. Alcuni cultivar si possono ottenere anche da seme. La semina si effettua in primavera a circa 15 °C e le giovani piante possono fiorire già nello stesso anno.

Problemi più comuni nella coltivazione

I crisantemi possono essere attaccati da diversi parassiti. Le giovani piante sono spesso minacciate da lumache e limacce; possono comparire anche afidi, minatori fogliari, tripidi, ragnetto rosso oppure insetti che danneggiano boccioli e foglie. Un controllo regolare aiuta a intervenire tempestivamente e a prevenire danni importanti.

Tra le malattie, la più temuta è spesso la ruggine bianca del crisantemo, difficile da contenere e in grado di compromettere seriamente le piante. In condizioni asciutte può comparire l’oidio, mentre con umidità prolungata si sviluppano botrite e altre marciumi fungini. Condizioni sfavorevoli possono favorire anche virosi, che si manifestano con crescita stentata e macchie o deformazioni delle foglie.

Perché vale la pena riservare ai crisantemi un posto in giardino

Se hanno abbastanza sole, nutrimento e un’irrigazione equilibrata, i crisantemi ricambiano con una fioritura autunnale straordinariamente ricca. Sono versatili, si coltivano in aiuola e in vaso e, con uno svernamento corretto, possono restare in giardino per molti anni. Per chi vuole prolungare i colori del giardino fino ai mesi più freddi, rappresentano una scelta molto affidabile ed efficace.

Fonte: RHS, Gardeners World , Pestrazahrada.cz

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