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Giugno nel meleto decide se raccoglierai frutti sani

June 15, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Giugno nel meleto decide se raccoglierai frutti sani
Melo a giugno / Foto: Depositphotos
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L’alternanza di temporali, afa e successive ondate di caldo mette a dura prova gli alberi da frutto in giugno. Quando poi sotto la chioma trovi mele cadute, è facile farsi prendere dal panico. Una parte della cascola però è naturale. Più o meno a metà giugno avviene la cosiddetta cascola di giugno, in cui l’albero riduce da sé il numero dei frutti. Lascia cadere quelli impollinati male, allegati male o che in seguito non riuscirebbe più a nutrire. Così si alleggerisce anche dal punto di vista strutturale, perché un numero minore di frutti riduce il rischio che i rami si danneggino più avanti sotto il peso del raccolto.

La cosa importante è guardare i dettagli. Se i frutticini caduti sono puliti e senza segni di danni, di solito si tratta di una regolazione naturale. Se invece sulle mele noti piccoli puntini scuri di puntura, residui di escrementi, oppure sulle foglie compaiono macchie o una patina biancastra, non è selezione: è pressione di parassiti o malattie. In quel caso conviene reagire in fretta, perché giugno è il mese decisivo per la protezione del frutteto.

Le minacce più comuni di giugno e cosa fare

Carpocapsa del melo e inizio della bacatura

La carpocapsa del melo è una farfalla le cui larve penetrano nei frutti causando la classica bacatura. Proprio in giugno si conclude il volo della prima generazione e si apre la finestra in cui l’intervento ha il massimo senso. Il trattamento però non va fatto alla cieca. Il momento chiave è subito dopo la schiusa delle larve, quando sono ancora sulla superficie della foglia o del frutto e non hanno fatto in tempo a entrare. Quando la larva è dentro la mela, un normale trattamento ormai praticamente non la colpisce e il danno si vedrà solo alla raccolta.

Se scegli la difesa convenzionale, in questo periodo si impiegano insetticidi sistemici registrati contro la carpocapsa. Chi preferisce un approccio più delicato può orientarsi su prodotti biologici a effetto selettivo, mirati proprio alla carpocapsa e meno impattanti sugli insetti utili. Alcuni coltivatori ottengono buoni risultati anche con nematodi entomopatogeni applicati secondo etichetta, che aiutano a interrompere il ciclo di sviluppo del parassita.

Abitudine fondamentale per giugno: raccogli regolarmente i frutticini caduti in anticipo e smaltiscili fuori dal compost aperto. Se la larva resta all’interno, può poi incrisalidarsi e preparare il terreno per una nuova ondata di danni in estate.

Ticchiolatura e oidio come malattie tipiche di giugno

La combinazione di giornate calde, piogge frequenti e umidità elevata crea in giugno condizioni ideali per le malattie fungine. La ticchiolatura si riconosce da macchie bruno-nerastre sulle foglie e più tardi anche sui frutti, che possono deformarsi. L’oidio si manifesta con una patina bianca e farinosa soprattutto sulle estremità dei giovani germogli e sulle foglie. Quando le foglie smettono di funzionare bene, l’albero nutre peggio l’allegagione e la cascola dei frutti può accelerare in modo marcato.

In piena vegetazione l’effetto più rapido lo danno spesso i fungicidi sistemici, che penetrano nei tessuti e proteggono anche i nuovi accrescimenti. Se preferisci una via più ecologica, si usano prodotti di copertura a base di zolfo o rame. Questi però vanno programmati in prevenzione, perché dopo una pioggia intensa il film protettivo si lava via facilmente e l’efficacia cala rapidamente.

Carenza nascosta di calcio e deprezzamento del raccolto più avanti

Un errore frequente è attribuire la cascola dei frutti solo alla siccità o alla carenza di azoto. Proprio in giugno però può essere limitante il calcio, fondamentale per la robustezza delle pareti cellulari dei frutti. Quando l’albero non ne ha a sufficienza, il problema a volte emerge pienamente solo in autunno come butteratura amara, cioè macchie brune, secche e dal sapore amaro sotto la buccia, che rendono le mele meno conservabili o non commestibili.

Il guaio è che in estate, soprattutto con la siccità, l’albero può non riuscire ad assorbire il calcio in modo affidabile dalle radici. Una soluzione pratica è la concimazione fogliare, cioè un trattamento su foglie e frutti in sviluppo con concimi fogliari a più alto tenore di calcio. È consigliabile intervenire la sera, per ridurre il rischio di bruciature fogliari e favorire l’assorbimento.

Mele Šampion / Foto: Depositphotos
Mele Šampion / Foto: Depositphotos

Procedure semplici che in giugno aiutano molto

Irriga alle radici e mantieni le foglie il più possibile asciutte

In periodo di siccità l’irrigazione ha senso, ma conviene indirizzare l’acqua sotto la chioma, idealmente nell’area delle radici attive. Bagnare le foglie con il tubo nelle giornate calde può invece aumentare il rischio di ticchiolatura e oidio, perché prolunga il tempo di bagnatura e crea un ambiente più favorevole alle infezioni.

Arieggia la chioma e accelera l’asciugatura dopo la pioggia

Se in primavera non hai fatto in tempo a potare, in giugno spesso si possono eliminare senza grandi rischi i cosiddetti succhioni, cioè vigorosi germogli verticali all’interno della chioma, che fruttificano poco e soprattutto infittiscono l’albero. L’arieggiamento migliora la circolazione dell’aria, la chioma asciuga più in fretta dopo le piogge e la pressione delle malattie fungine tende a essere più bassa.

Fasce collanti come prevenzione contro le formiche e indirettamente anche contro gli afidi

Intorno al tronco puoi fissare fasce collanti che limitano la risalita delle formiche in chioma. Le formiche infatti spesso proteggono gli afidi e li trasportano sui nuovi germogli, perché si nutrono delle loro secrezioni zuccherine. Se si complica l’accesso alle formiche, gli afidi risultano più vulnerabili ai predatori naturali e l’albero nel complesso è in condizioni migliori.

Come capire se stai andando nella direzione giusta

Un buon controllo in giugno è soprattutto questione di regolarità. Osserva se i nuovi frutti caduti presentano segni di punture, se sulle foglie le macchie si stanno espandendo e se sui giovani germogli compare una patina biancastra. Se a questo aggiungi un intervento tempestivo e mirato contro la carpocapsa, una protezione ragionata contro le malattie fungine e un apporto di calcio per via fogliare, aumenterai di molto la probabilità di raccogliere a fine stagione una produzione sana e succosa, invece di mele bacate e danneggiate.

Fonte: Gardener’s World, Urob si sám, RHS, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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