Le giardiniere potano i peperoni a metà estate e li raccolgono fino all’autunno
In serra a volte succede una cosa curiosa: i peperoni hanno foglie belle verdi, sembrano vitali, ma i fiori sono pochi e i frutti o non si formano, oppure restano piccoli. Chi coltiva spesso si trova spaesato, perché a prima vista nulla fa pensare a un problema serio. Le cause possono essere diverse e anche sommate tra loro. Tipicamente si combinano troppo caldo di giorno con forti sbalzi di temperatura di notte, oscillazioni dell’umidità dell’aria, irrigazioni irregolari, substrato ormai povero oppure un generale indebolimento delle piante dopo la prima ondata di produzione.
In un momento così viene spontaneo chiedersi se sia possibile “dare una spinta” al peperone. Alcuni orticoltori ricorrono alla potatura, perché un intervento simile lo conoscono, per esempio, sui pomodori. Con i peperoni però è un tema discusso, perché è una pianta che non sempre reagisce allo stesso modo a tagli radicali.
Cosa consigliano di solito gli esperti
Dalle indicazioni di coltivazione risulta che i peperoni, in genere, non si allevano né si potano come gli alberi da frutto o alcune altre verdure. Quando la crescita rallenta e la resa cala, gli esperti di solito cercano il problema nelle condizioni. Spesso aiuta regolare aerazione e ombreggiamento, stabilizzare l’irrigazione in modo che le radici non alternino periodi di secco e ristagno, e reintegrare i nutrienti in base alla fase di crescita.
Un passo sensato può essere anche eliminare solo le parti chiaramente danneggiate, deboli o malate, così la pianta non spreca energia su germogli che comunque non porteranno frutti di qualità. Al contrario, il taglio completo dell’intera pianta di solito non rientra nelle pratiche standard.
L’esperienza della coltivatrice Marie va controcorrente
La coltivatrice Marie, però, da anni fa esattamente il contrario. Quando a metà estate in serra capita che i peperoni smettano di allegare e le piante sembrino bloccarsi, prende le forbici e accorcia la pianta più o meno sopra la prima biforcazione. Lascia solo la parte bassa del fusto e alcune foglie sane, perché la pianta abbia ancora con cosa “lavorare”. Subito dopo l’intervento il peperone appare spoglio, e molti avrebbero la sensazione che sia spacciato.
Marie sostiene invece che proprio questo ringiovanimento fa emettere al peperone nuovi getti robusti. Questi riescono poi a rifiorire e, in condizioni di serra, a produrre fino all’autunno. Secondo lei ha senso soprattutto dove la stagione dura più a lungo che all’aperto e i peperoni possono fruttificare fino alle prime gelate importanti.
Perché la potatura di ringiovanimento può a volte funzionare
Il principio è piuttosto semplice: rimuovendo i germogli vecchi e stanchi cambia la distribuzione dell’energia nella pianta. Se dopo il taglio il peperone ha luce, calore, acqua e nutrimento a sufficienza, può indirizzare le forze verso la formazione di nuovi germogli laterali. Ed è proprio su questi che possono ricomparire i fiori e poi i frutti. In pratica, si può osservare che già entro circa una settimana iniziano a spuntare nuovi getti dalla parte lasciata.
Non è però una magia che funzioni in ogni situazione. Se la pianta è da tempo stressata da un’irrigazione sbagliata, ha radici danneggiate, soffre di malattie oppure in serra ci sono caldo estremo e aria secca, la sola potatura non risolve il problema. Anzi, può sfiancare ancora di più un peperone già debole.

Avvertenze importanti e quando è meglio non provarci
È corretto sottolineare che questo metodo deriva dall’esperienza di una sola coltivatrice e non è una tecnica agronomica generalmente riconosciuta. Il risultato può variare in base alla varietà, all’età e allo stato della pianta, al momento dell’intervento e anche a quanto riuscite a mantenere stabili le condizioni in serra. Su alcuni peperoni il ringiovanimento può portare una seconda ondata di produzione; su altri la reazione può non arrivare o essere debole.
La cosa più sicura è considerare una potatura più radicale come un esperimento, che può aiutare solo se la pianta ha la possibilità di ricrescere rapidamente e dispone di condizioni ideali per rigenerarsi.
Se volete provarci, è sensato iniziare solo su una o due piante. Avrete un confronto diretto con i peperoni lasciati senza intervento e vedrete facilmente se gli esemplari ringiovaniti si sviluppano davvero in nuovi rami produttivi. Solo in base al risultato ha senso decidere se applicare una procedura simile anche al resto della coltivazione.
Fonte: The Spruce, Zahrádkár, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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