Spray fai da te per ravanelli, lattuga e cavolo contro un parassita discreto
I piccoli fori sulle foglie di ravanelli, cavolo riccio o lattuga spesso non sono causati da lumache né dalla grandine, ma dagli alticini. Si tratta di minuscoli coleotteri capaci di fare balzi fulminei e sparire, per cui nell’orto è facile non notarli. Eppure possono provocare danni importanti in poco tempo, soprattutto quando attaccano piantine giovani. Il rischio maggiore si ha nelle giornate calde e secche, quando gli alticini sono più attivi e cercano con insistenza foglie fresche e tenere.
I danni non sono solo estetici. La rosura della lamina fogliare indebolisce le piante, ne rallenta la crescita e riduce la capacità di fotosintesi. Sulle piantine molto giovani il danno può essere così marcato che non si riprendono più e deperiscono fino a morire. Inoltre le femmine assicurano una nuova generazione deponendo le uova nel terreno vicino alle piante ospiti, e le larve poi si nutrono delle radici.
Che aspetto ha l’alticino e quali colture attacca più spesso
L’alticino è un piccolo coleottero lungo circa 1,5–3 millimetri. Spesso è scuro, talvolta con riflessi metallici, e a seconda della specie può presentare striature o macchie. Il tratto tipico è il salto, simile a quello delle pulci, che gli permette di sfuggire quando viene disturbato. In pratica significa che il parassita c’è, ma durante il controllo dell’aiuola potresti non vederlo subito.
Colpisce soprattutto le Brassicaceae. Rientrano in questo gruppo ravanelli, cavoli, cavolo riccio, broccoli, vari tipi di senape e anche, per esempio, il rafano. In alcuni casi può comparire anche su lattughe, spinaci, piante da balcone e, secondo la specie, anche su colture di pieno campo su larga scala come colza o cereali.
Sintomi di attacco con cui riconoscere l’alticino
Il danno è piuttosto caratteristico. Sulle foglie compaiono piccoli fori rotondi, a volte con bordi leggermente giallastri. La foglia può sembrare “bucherellata” come da uno spillo. Su foglie più vecchie e grandi la pianta talvolta regge, ma sulle piantine che hanno solo pochi fogliolini anche una quantità ridotta di fori può significare un indebolimento importante e l’arresto della crescita.
Nei casi peggiori i piccoli fori si allargano e confluiscono, le foglie ingialliscono, seccano e la pianta deperisce. Se l’attacco è forte e arriva nel momento sbagliato, gli alticini possono distruggere un’intera semina in pochi giorni. Per questo conviene sorvegliare le aiuole soprattutto in primavera e durante periodi prolungati di siccità.
Le specie di alticini che si incontrano da noi
In giardini e campi si trovano diverse specie di alticini. Per chi coltiva, la cosa più importante da sapere è che la maggior parte ha uno stile di vita simile e provoca danni con sintomi molto analoghi; cambiano però le piante ospiti preferite e il periodo di massima attività.
Alticino nero
È tra i parassiti più comuni delle Brassicaceae. È lucido e nero, molto piccolo e si osserva spesso su ravanelli, cavoli e cavolo riccio. Gli adulti rosicchiano fori nelle foglie che col tempo si ingrandiscono; le foglie possono ingiallire e seccare precocemente. Depone le uova nel terreno e le larve si nutrono delle radici, aumentando l’indebolimento complessivo delle piante.
Alticino a zampe nere
Nell’aspetto ricorda l’alticino nero, ma si differenzia per dettagli del corpo e per le zampe più scure. Viene segnalato più spesso in zone con terreno più pesante e maggiore umidità. Danneggia soprattutto le piante giovani e il tipo di lesione sulle foglie è molto simile, cioè una rosura fine ma intensa.
Alticino dei cereali
Questa specie è più legata a cereali e graminacee, perciò è più comune nei campi che nelle aiuole dell’orto. Ha una colorazione più chiara e sottili striature sulle elitre. Danneggia soprattutto le foglie giovani, dove si formano piccoli fori: la crescita rallenta e nelle colture di pieno campo può ridurre la resa.
Alticino del cavolo e alticino dei campi
L’alticino del cavolo compare spesso su cavoli, cavolo riccio e broccoli. All’inizio produce minuscoli fori che possono unirsi in aperture più grandi. L’alticino dei campi è frequente anche in ambienti naturali e in aree agricole; preferisce posizioni soleggiate e più asciutte e attacca colture brassicacee, talvolta anche altri gruppi di piante.
Alticino della colza
È noto soprattutto come parassita della colza e spesso danneggia in autunno i giovani impianti autunno-vernini. Si riconosce per la taglia più evidente e per il riflesso dorato sulla testa. Anche se nell’orto non coltivi colza, questa specie può comparire su brassicacee affini.
Cosa funziona davvero contro gli alticini
Il successo di solito non dipende da un solo intervento, ma dalla combinazione di prevenzione, reazione rapida e barriere o trattamenti mirati. Gli alticini sono piccoli, veloci e iniziano a fare danni presto: conviene quindi prevedere la protezione già dalla semina e dal trapianto.

Prevenzione che riduce il rischio di attacco
La rotazione colturale fa una grande differenza. Se ravanelli e altre brassicacee vengono coltivati ripetutamente nello stesso punto, i parassiti riescono a mantenersi più facilmente nell’area. Aiuta anche tenere l’aiuola in buona salute: sarchiare regolarmente, concimare con misura e non lasciare il terreno asciutto a lungo. Gli alticini amano la siccità, quindi un’irrigazione regolare può ridurre sensibilmente la pressione del parassita.
Può essere utile anche la pacciamatura, che limita l’accesso dei coleotteri al terreno e al tempo stesso aiuta a stabilizzare l’umidità. In pratica è un gesto semplice che, in più, favorisce la vita del suolo.
Protezione meccanica con tessuto non tessuto
Uno dei metodi più affidabili è coprire l’aiuola con tessuto non tessuto bianco subito dopo la semina o il trapianto. Il tessuto aiuta a mantenere un microclima migliore e soprattutto crea una barriera che impedisce agli alticini di raggiungere le foglie giovani. È importante fissare bene i bordi, in modo che i parassiti non entrino sotto la copertura, e allo stesso tempo irrigare abbondantemente dopo l’impianto.
Prodotti mirati e trattamenti in caso di forte infestazione
Se la presenza è massiccia e le piante sono in pericolo, talvolta non si riesce a evitare un trattamento. In pratica si impiegano insetticidi contro insetti masticatori, per esempio prodotti a base di acetamiprid o piretroidi. Durante l’applicazione è indispensabile attenersi all’etichetta, rispettare i tempi di carenza e intervenire tempestivamente, perché sulle piantine anche un ritardo può essere decisivo.
Consiglio: l’intervento è più efficace quando vedi fori nuovi e gli alticini sono attivi. Nelle aiuole colpite ha senso abbinare il trattamento a una copertura temporanea, per limitare nuovi arrivi.
Metodi di difesa più delicati ed ecologici
Per chi vuole ridurre la chimica, esistono anche alternative più naturali. Si usano spesso prodotti a base di olio di neem, che ha un’azione repellente e interferisce anche con alcuni stadi di sviluppo dei parassiti. Un buon complemento sono le trappole cromotropiche gialle. Gli alticini sono attratti dal giallo intenso, restano impigliati nella colla e questi supporti riducono il numero di adulti nell’area.
Ha senso favorire anche i nemici naturali dei parassiti. Gli insetti utili hanno bisogno di rifugi e zone tranquille, quindi possono aiutare gli hotel per insetti e un giardino più diversificato. Alcune piante aromatiche non sono gradite agli alticini; si cita spesso, per esempio, l’aneto, che può essere un buon compagno nelle aiuole dell’orto.
Spray fai da te da provare a inizio stagione
Gli spray fai da te sono utili soprattutto ai primi sintomi o come complemento alla protezione meccanica. Va considerato che l’efficacia di solito non è drastica come quella dei prodotti mirati: per questo la ripetizione regolare è fondamentale, soprattutto dopo la pioggia, quando le sostanze si lavano facilmente dalle foglie.
Il macerato di ortica si può preparare mettendo ortiche fresche in acqua e lasciandole in infusione per alcuni giorni; poi si filtra e si spruzza sulle foglie. L’infuso di aglio e cipolla si ottiene tritando aglio e cipolla in acqua, lasciando macerare e filtrando. Si può usare anche un infuso di foglie di rabarbaro: si scottano con acqua calda e si lasciano riposare per almeno un giorno, quindi si filtra il liquido e lo si usa per trattare la coltura.
Strategia rapida per salvare i ravanelli giovani
Se vuoi ridurre al minimo le perdite, conviene procedere in modo semplice. Controlla regolarmente le foglie subito dopo l’emergenza, mantieni l’aiuola uniformemente umida e, non appena c’è rischio di attacco, copri la semina con tessuto non tessuto. Ai primi danni evidenti valuta di aggiungere trappole adesive e, a seconda della situazione, anche un intervento mirato con un prodotto adatto. La tempestività è fondamentale con gli alticini, perché danneggiano di più proprio quando le piante sono più vulnerabili.
Fonte: hubeni-skudcu, Potapnicek , Pestrazahrada.cz
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