Come si svolge il ciclo di vita della coccinella e perché coccolarla in giardino
Le coccinelle sono tra gli insetti utili più amati in giardino, ma la maggior parte delle persone, con questo nome, immagina solo l’adulto con le elitre rosse e i puntini neri. È comprensibile, perché gli stadi giovanili hanno un aspetto completamente diverso dagli adulti. Proprio per questo è utile saper riconoscere le coccinelle durante tutto il loro sviluppo, così che il giardiniere non scambi per errore un aiutante con un parassita. È particolarmente importante per le larve, spesso ancora più efficaci degli adulti nella caccia ai fitofagi e capaci, prima dell’impupamento, di consumare grandi quantità di afidi.
La coccinella non è una cimice, ma un coleottero
Nel linguaggio comune si parla di coccinelle; in modo più tecnico si usa spesso la denominazione coccinella o coccinella a sette punti, e gli entomologi le inquadrano come coleotteri della famiglia dei Coccinellidi. C’è un aspetto fondamentale: le coccinelle non sono vere cimici. Le cimici appartengono a un altro ordine e i loro giovani, le cosiddette ninfe, somigliano agli adulti fin dall’inizio. Le coccinelle, invece, sono coleotteri che compiono una metamorfosi completa. Significa che tra larva e adulto c’è un marcato passaggio attraverso lo stadio di pupa, e l’adulto finale viene chiamato imago.
Colori e disegni non sono solo rosso con puntini
L’aspetto tipico della coccinella lo associamo al rosso con macchie nere, ma in realtà esistono molte combinazioni cromatiche. Le coccinelle possono essere gialle, arancioni, grigie, nere e in alcune specie compaiono anche tonalità insolitamente scure o tendenti al bluastro. Al posto dei puntini possono apparire strisce, e può cambiare anche il numero delle macchie. Molto variabile è, per esempio, la specie nota come coccinella asiatica, nella quale colore e disegno differiscono talmente tanto da valergli talvolta il soprannome di “arlecchino”, cioè variopinta.
Specie non autoctone in giardino e perché nelle larve si distinguono male
In alcune zone si sono diffuse specie utilizzate intenzionalmente nella difesa biologica delle piante, perché riducono bene le popolazioni di afidi. Oltre all’effetto utile, però, portano anche un problema: possono soppiantare le specie autoctone di coccinelle, perché sono più competitive. La complicazione è che le larve di diverse specie comunemente osservate possono somigliarsi molto, per cui provare a distinguere già negli stadi giovanili una specie alloctona da una autoctona è, nella pratica, quasi impossibile per il giardiniere comune.
Non tutte le coccinelle sono predatrici
Associamo le coccinelle alla caccia di afidi, cocciniglie o acari, ma non vale in modo universale. Nella stessa famiglia esistono anche specie che si nutrono di piante e in giardino si comportano da parassiti. Un esempio tipico è la coccinella legata alle Cucurbitacee, che danneggia germogli, foglie e frutti di zucche, zucchine, meloni o cetrioli. Un altro parassita noto è una specie che attacca i fagioli e altre leguminose. La buona notizia è che le larve di queste specie fitofaghe hanno spesso una colorazione vistosa, per esempio una base gialla con evidenti spine scure, quindi di solito non le confonderete con le comuni larve predatrici di coccinella.
L’uovo come inizio di un’intera generazione
Il ciclo di vita inizia con la deposizione delle uova. Le coccinelle predatrici depongono in genere le uova in gruppi, spesso sulla pagina inferiore della foglia, vicino a una fonte di cibo, per esempio accanto a una colonia di afidi. In una sola ovatura possono esserci poche uova, ma sono frequenti anche gruppi più numerosi. Le uova sono più spesso gialle o arancioni, di forma ovale e vengono deposte “in piedi”, cioè appoggiate sull’estremità, per cui sulla foglia sembrano piccoli “granellini” uno accanto all’altro. A seconda della temperatura e delle condizioni, la schiusa può avvenire nell’arco di pochi giorni fino a circa una settimana e oltre.
La larva è l’eroe discreto della lotta contro gli afidi
Dopo la schiusa entra in scena la larva, che per molte persone è sorprendente per aspetto e comportamento. Le larve predatrici ricordano spesso una piccola lucertola scura o un minuscolo alligatore nero; possono avere macchie o strisce arancioni e si muovono su sei zampe. All’inizio sono molto piccole e quindi si notano facilmente poco, ma con cibo a sufficienza crescono rapidamente. Durante lo sviluppo attraversano diverse mute, cambiando gradualmente dimensioni e proporzioni. Se hanno un apporto costante di prede, come afidi, cocciniglie o acari, in poche settimane possono arrivare alla fase in cui sono pronte a impuparsi. È proprio in questo periodo che in giardino svolgono un lavoro enorme, perché sono estremamente voraci.

La pupa come periodo di grande trasformazione
Quando la larva sta per impuparsi, smette di spostarsi sulla pianta e si fissa a una foglia o a un altro supporto. Segue l’eliminazione dell’ultima cuticola larvale e l’inizio della trasformazione verso la forma adulta. La pupa spesso ha un aspetto del tutto diverso dalla larva e la sua colorazione può cambiare gradualmente. In questa fase avviene la metamorfosi vera e propria, durante la quale si riorganizzano gli organi e anche la forma esterna del corpo. La durata dello stadio di pupa dipende dalle condizioni, ma spesso si aggira intorno a una o due settimane.
L’adulto, che impara a volare e acquisisce il colore definitivo
Quando dalla pupa emerge il coleottero adulto, gli serve un po’ di tempo per adattarsi completamente alla nuova forma. Per la prima volta nella vita apre le ali e diventa capace di volare, il che gli permette di cercare rapidamente nuove fonti di cibo e luoghi per riprodursi. L’adulto appena sfarfallato può essere inizialmente più chiaro: l’esoscheletro è morbido e la colorazione può non corrispondere all’aspetto finale. In breve tempo, però, le elitre si induriscono e si stabilizza la livrea tipica della specie. Le coccinelle adulte possono vivere relativamente a lungo, talvolta anche diversi mesi, e una parte di esse supera il periodo sfavorevole in rifugi protetti dalle intemperie.
Come aiutare le coccinelle in giardino e perché non eliminarle
Se sulle piante trovate larve o pupe di coccinella, di solito è il segnale che in giardino è in corso una regolazione naturale dei parassiti. Invece di intervenire con trattamenti che potrebbero distruggere gli insetti utili, conviene osservare l’andamento e dare tempo ai predatori. Le coccinelle sono più efficaci dove hanno cibo e dove l’ambiente è diversificato: per questo aiutano un uso prudente dei prodotti chimici e la presenza di rifugi naturali. Se imparate a riconoscere uova, larve, pupe e adulti, sarete molto più sicuri nel capire quando sulle foglie avete un parassita e quando, invece, un prezioso alleato.
Fonte: Joe Gardener, Wikipidia , Pestrazahrada.cz
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