L’anatra che depone 150 uova e protegge l’orto dalle lumache
L’Indian Runner è un’anatra che colpisce subito per la postura eretta, quasi da pinguino. In giardino però non è solo ornamentale. È una razza ovaiola e, con buone cure, dalla primavera all’autunno può deporre circa 150 uova. Molti allevatori la scelgono soprattutto come difesa naturale contro lumache e limacce, perché i runner riescono a ridurne la presenza in modo significativo, fino quasi al minimo. Inoltre hanno un temperamento calmo e socievole, per cui spesso non si teme di averle vicino ai bambini. In alcune famiglie aiutano anche nella gestione del recinto perché, pascolando, sanno indebolire le infestanti perenni, compresa l’egopodio, e possono essere anche una fonte di carne più leggera.
Aspetto, taglia e colorazioni
Il maschio pesa di solito intorno ai 2 chilogrammi, le femmine sono in genere un po’ più piccole. Nei soggetti di razza pura esistono diverse colorazioni, dal bianco e nero passando per bruni o tonalità blu, fino a varie forme di “selvatico”. Il colore del piumaggio è spesso collegato anche alla pigmentazione di becco e zampe. Nella pratica, però, si incontrano molto spesso soggetti con colori mescolati a causa di incroci tra diverse varietà. Con buone cure possono vivere circa 12–15 anni, quindi si tratta di un impegno di lungo periodo.
Recinto e libertà di movimento in giardino
I runner indiani hanno bisogno di spazio. L’ideale è permettere loro di muoversi in tutto il giardino e mettere in sicurezza il terreno con una recinzione. Un cortiletto piccolo e chiuso, dove si forma rapidamente fango, non è adatto. Al mattino di solito partono con entusiasmo per il giro di perlustrazione: frugano nella pacciamatura, tastano il terreno con il becco e lasciano piccoli forellini. Non cercano solo lumache e limacce, ma anche altri invertebrati come larve, vermi, mosche, coleotteri o lombrichi. Se capita l’occasione, riescono anche a staccarsi da terra e catturare insetti in volo.
Cosa fanno a piante ornamentali e colture
Grazie al peso contenuto di solito non danneggiano le aiuole ornamentali come può fare il pollame più pesante. Di norma non vanno a cercare apposta le verdure, ma può succedere che, controllando lumache e limacce, calpestino piantine delicate, soprattutto se si alleva un gruppo numeroso. Alcune specie non le interessano, altre invece possono piacere molto e allora riescono a spiumarle velocemente. Una soluzione pratica è proteggere le aiuole più “appetibili” con una barriera semplice, per esempio un basso bordino fatto di rami. Se serve delimitare una zona dove non devono entrare, spesso basta una recinzione bassa di circa 40 centimetri, che tendono a rispettare.

L’alimentazione deve essere di qualità e sempre disponibile
La base è un mangime di qualità, che dovrebbero avere a disposizione in modo continuativo. Sono pratici i mangimi completi in pellet per anatre, integrati con cereali, tipicamente frumento. Importante anche l’apporto di calcio: sono utili grit calcareo e, nel periodo di deposizione, anche gusci d’uovo triturati. Accanto alla mangiatoia conviene tenere un contenitore con sabbia di fiume, che aiuta a triturare il cibo nel ventriglio. Ogni tanto si può variare con pane ammollato, riso o pasta cotti, sempre senza condimenti. Gli avanzi di cibi speziati non sono adatti e di solito non li gradiscono nemmeno.
Acqua per fare il bagno e per “bere” ogni boccone
I runner hanno bisogno d’acqua, ma non serve uno stagno. Basta una vasca piccola, per esempio una vecchia vasca da bagno o una piscinetta di plastica per bambini, dalla quale devono poter uscire in sicurezza. Il bagno fa parte della loro igiene e della cura del piumaggio; in acqua amano anche accoppiarsi e si vede chiaramente quanto la apprezzino. Fondamentale è anche l’acqua vicino al cibo, perché le anatre di norma bevono con quasi ogni boccone, e questo vale ancora di più quando consumano lumache e limacce vischiose.
Il ricovero notturno come sicurezza
I runner indiani sono animali da branco, quindi è consigliabile prenderne almeno due, per non lasciarli soli. Di notte hanno bisogno di un ricovero sicuro, più spesso in legno, con lettiera asciutta di trucioli, segatura, paglia o fieno. Indicativamente si calcola circa 1 metro quadrato ogni due runner; con la crescita dei piccoli serve più spazio. Il ricovero va pulito regolarmente e mantenuto asciutto. Di giorno sopportano anche acquazzoni intensi, ma il pernottamento deve essere protetto da vento, gelo e soprattutto dai predatori.
In inverno è importante che nel recinto non ci sia fango permanente. Può gelare sulle zampe e causare zoppia, nei casi peggiori anche problemi duraturi. Lasciare i runner liberi di dormire in giardino o in un riparo non protetto è un rischio, perché prima o poi può arrivare una faina, una volpe o un altro predatore. Chiuderli al sicuro la notte è quindi una prevenzione sensata, come per le galline.
Incubazione e comportamento genitoriale
Si dice spesso che l’Indian Runner non abbia un forte istinto di cova e che per questo, negli allevamenti, ci si affidi alle incubatrici. Nella pratica però esistono anche femmine che covano da sole e sanno prendersi cura dei paperotti in modo esemplare. La cova dura circa 28 giorni. A volte è interessante anche il comportamento del maschio, che nel periodo del nido resta nei paraggi come se facesse la guardia. Se il gruppo per un periodo si muove meno in giardino, può capitare che lumache e limacce tornino ad aumentare nelle vicinanze, perché la normale perlustrazione del terreno rallenta per un po’.

Origine della razza e perché ha proprio questo aspetto
L’Indian Runner è una forma domestica del germano reale e le sue origini risalgono al Sud-Est e all’Est asiatico. È una razza antica, formatasi anche tramite incroci naturali senza un intervento mirato dell’uomo. In Europa le anatre con questo portamento così eretto probabilmente arrivarono già nel XVI secolo, quando i marinai le portavano sulle navi come fonte pratica di uova e carne. L’aspetto tipico attuale, cioè il corpo “a bottiglia” portato quasi verticale, le zampe arretrate e la testa con fronte più lunga e piatta, è stato poi definito dalla selezione in Inghilterra e in Germania tra XIX e XX secolo. Proprio questa struttura permette loro un movimento sorprendentemente rapido sulla terraferma, grazie al quale in giardino sono cercatrici di cibo così efficienti.
Fonte: Runner Duck, Fresh Eggs Daily, Pestrá zahrada, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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