Le patate in cantina si rovinano per un errore che fai subito dopo la raccolta
Le patate dell’orto si conservano molto più a lungo se vengono raccolte al momento giusto e poi stoccate in condizioni adeguate. Per una conservazione prolungata è importante lasciare che le piante maturino naturalmente. Già nella seconda metà di agosto conviene ridurre le irrigazioni, così i tuberi maturano meglio. Prima della raccolta vera e propria bisogna aspettare che la vegetazione secchi del tutto. Molti coltivatori poi attendono ancora alcuni giorni fino a una settimana, perché nel frattempo la buccia si indurisce ulteriormente.
La maturità si verifica facilmente con una prova semplice. Basta estrarre con cautela una patata dal terreno e strofinarne la buccia con le dita. Se si stacca facilmente, è meglio rimandare la raccolta. Una buccia più resistente è un segnale che i tuberi saranno più adatti alla conservazione e meno soggetti a danni.
Come scavare le patate senza perdite inutili
Il modo in cui si raccoglie conta più di quanto sembri. Ogni ferita, infatti, accorcia i tempi di conservazione e aumenta il rischio di marciumi. La cosa più sicura è prelevare i tuberi a mano, oppure allentare leggermente il terreno con una forca o una vanga e poi cercare le patate con delicatezza. I pezzi danneggiati è bene separarli e consumarli il prima possibile, perché non sono adatti alla lunga conservazione.
Un ruolo importante lo gioca anche il meteo. L’ideale è una giornata asciutta e moderatamente tiepida dopo alcuni giorni senza pioggia. Nel terreno bagnato i tuberi sono più sporchi e asciugano peggio. La raccolta dovrebbe inoltre avvenire prima dell’arrivo delle gelate, perché il gelo compromette nettamente qualità e durata.
Pulire sì, ma con criterio
Dopo averle dissotterrate, è bene lasciare le patate ad asciugare per poco tempo all’ombra, in modo che la terra si stacchi più facilmente. Se il suolo è leggero e sabbioso, di solito basta pulire i tuberi delicatamente a secco. In un terreno pesante e argilloso può essere necessario un risciacquo prudente, ma solo se poi si garantisce un’asciugatura perfetta. Durante la pulizia conviene limitare l’esposizione alla luce, perché una permanenza prolungata favorisce in seguito l’inverdimento.
In generale vale che meno acqua si usa nella preparazione alla conservazione, meglio è. I residui di umidità possono favorire il deterioramento. Proprio per questo è fondamentale che i tuberi siano completamente asciutti prima di riporli.
Perché è importante far cicatrizzare le patate
Le patate appena raccolte non andrebbero messe subito nel locale di conservazione a lungo termine. Prima devono passare la cosiddetta cicatrizzazione. Significa tenerle per 7–10 giorni in un ambiente buio, ben ventilato, con temperatura mite e umidità dell’aria più elevata. In questo periodo la buccia si irrobustisce ulteriormente e i piccoli danni superficiali si rimarginano in parte.
Questo passaggio prolunga in modo evidente la conservabilità. Le patate, infatti, dopo la raccolta contengono molta acqua, circa quattro quinti del loro volume. Se venissero spostate subito in un ambiente troppo secco, inizierebbero rapidamente ad appassire e raggrinzirsi.

Condizioni ideali per la conservazione a lungo termine
Dopo la cicatrizzazione bisogna abbassare la temperatura gradualmente. Per le patate da consumo è adatto un intervallo di circa 4–8 °C. Può andare bene una cantina fresca, un garage isolato senza rischio di gelo oppure un frigorifero impostato sulla temperatura corretta. Il contenitore di stoccaggio dovrebbe proteggere le patate dalla luce e, allo stesso tempo, permettere il passaggio dell’aria. Funzionano bene sacchi di plastica perforati, cassette oppure scatole di cartone.
La temperatura non deve scendere troppo. Sotto circa 3 °C nei tuberi iniziano ad accumularsi zuccheri, quindi le patate assumono un sapore dolciastro e, in frittura, tendono a scurire di più. Al contrario, con temperature troppo alte aumenta il rischio di germogliazione, disidratazione e sviluppo di marciumi.
Cernita e controlli regolari sono indispensabili
Prima di riporle, è consigliabile selezionare con cura tutti i tuberi. I pezzi con tagli, ammaccature, punti molli o segni di malattia è meglio consumarli entro poche settimane. Nel deposito di lunga durata devono entrare solo patate sane e integre.
Durante l’inverno conviene controllare le scorte regolarmente. Non appena compaiono pezzi molli, marciumi o germogli evidenti, vanno rimossi. Un solo tubero compromesso può rovinare una parte più ampia del raccolto. Un segnale d’allarme può essere anche un odore di muffa o dolciastro, che spesso avverte dell’inizio della decomposizione prima ancora che sia visibile a colpo d’occhio.
La luce è nemica delle patate conservate
Le patate devono essere conservate al buio. La luce provoca l’inverdimento della buccia, che di per sé è legato alla formazione di clorofilla, ma spesso è accompagnato anche dalla presenza di solanina. È una sostanza che, in quantità elevate, può essere dannosa per la salute. Se l’inverdimento è lieve e superficiale, si può eliminare tagliando la parte interessata. I tuberi fortemente verdi, però, è più sicuro buttarli.
Le patate tardive ben conservate, in condizioni corrette, possono mantenersi di buona qualità per sette-otto mesi.
Quali varietà durano più a lungo
Non tutte le varietà hanno la stessa capacità di conservazione. Le patate rosse e quelle a buccia sottile di solito non durano quanto le varietà con buccia più spessa, per esempio di tipo russet. Si conservano meglio anche le varietà tardive, mentre le precoci sono in genere destinate a un consumo più rapido.
Se la temperatura di conservazione supera circa 8 °C, la durata delle scorte si riduce sensibilmente e può scendere a soli due-tre mesi. In quel caso aumenta inoltre la probabilità di germogliazione e disidratazione.
A cosa fare attenzione prima della successiva messa a dimora
Le patate che in primavera risultano molto germogliate o raggrinzite non sono ideali come patate da semina. Possono portare malattie, incluse infezioni virali, e rappresentare un rischio per la nuova coltivazione. La scelta più sicura sono sempre patate da semina certificate, in buone condizioni fitosanitarie.
Una raccolta accurata, un breve periodo di cicatrizzazione e una conservazione fresca e al buio possono determinare se vi godrete il raccolto di casa solo per poche settimane o per gran parte dell’inverno. Chi rispetta le regole di base può avere patate di qualità a disposizione ancora a lungo dopo la fine della stagione.
Fonte: The Prairie Home Stead, Oregon State University, Pestrazahrada.cz
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