Come l’iperico influisce su umore e salute e perché fare attenzione alle interazioni con i farmaci
L’iperico, in latino Hypericum perforatum, è un’erba dai fiori di un giallo intenso presente nei sistemi di cura tradizionali da secoli. Ne parla la tradizione greca antica, lo utilizzava anche la medicina dei paesi islamici e alcune correnti della medicina tradizionale in Asia. Il nome popolare richiama la festa di San Giovanni Battista, perché la pianta spesso fiorisce tra fine giugno, periodo in cui ricorre questa celebrazione.
Storicamente l’iperico è stato usato per molti disturbi diversi. Si citano il supporto alla cicatrizzazione delle ferite, l’impiego nei raffreddori, nei problemi digestivi inclusi le ulcere e anche in condizioni associate a abbattimento e umore basso protratto. Oggi è collegato soprattutto alla sfera psicologica, in particolare ai sintomi della depressione. Inoltre compare anche in alcuni consigli per il periodo della menopausa e in preparati destinati all’uso cutaneo.
A cosa si usa più spesso oggi l’iperico
La popolarità attuale dell’iperico deriva soprattutto dal suo utilizzo nella depressione lieve o moderata. Viene citato anche per altri disturbi, ad esempio per le vampate di calore legate alla menopausa, oppure in situazioni in cui la persona è molto disturbata da sintomi fisici e dall’ansia che ne deriva.
L’applicazione esterna sulla pelle è promossa soprattutto per piccole ferite, irritazioni e alcuni problemi cutanei selezionati. È però importante distinguere tra uso tradizionale e ciò che è davvero sostenuto da buone evidenze scientifiche.
Cosa dicono le ricerche sull’efficacia nella depressione
Sull’iperico esiste un numero piuttosto elevato di studi che ne hanno valutato il possibile beneficio nella depressione. In sintesi, i risultati convergono sul fatto che nella depressione lieve o moderata può essere più efficace del placebo e, in alcuni confronti, mostrare risultati simili agli antidepressivi comunemente prescritti. Resta però incertezza sul fatto che le stesse conclusioni valgano anche per la depressione grave e su quanto l’effetto si mantenga con un uso prolungato, tipicamente oltre circa 12 settimane.
La depressione, inoltre, non è solo “umore nero”, ma può essere una malattia seria con un impatto importante sul funzionamento quotidiano. Se compaiono sintomi come tristezza persistente, perdita di interesse, disturbi del sonno, disperazione o pensieri di autolesionismo, è opportuno affrontare la situazione con uno specialista, non solo con l’automedicazione.
Altri ambiti studiati e limiti delle prove
Oltre alla depressione, l’iperico è stato studiato anche in numerose altre condizioni, per esempio disturbi premestruali, sintomi ossessivo-compulsivi, sindrome dell’intestino irritabile, ADHD o come possibile supporto per smettere di fumare. In questi ambiti, però, spesso sono disponibili pochi studi, talvolta di qualità disomogenea, e i risultati non forniscono ancora prove abbastanza chiare per affermare in modo affidabile che l’iperico sia davvero efficace.
In menopausa, alcuni piccoli studi suggeriscono un potenziale beneficio sulle vampate di calore. Dati parziali emergono anche per i disturbi da somatizzazione, dove è presente una marcata ansia legata ai sintomi fisici. Anche qui, però, la certezza è inferiore rispetto alle forme lievi e moderate di depressione.
Sicurezza ed effetti indesiderati comuni
Negli adulti che non assumono altri farmaci, l’iperico è in genere considerato relativamente sicuro nell’uso a breve termine, tipicamente fino a 12 settimane. Alcune ricerche suggeriscono un impiego sicuro anche più a lungo, persino intorno a un anno, ma è comunque prudente mantenere cautela.
Tra i possibili effetti indesiderati ci sono diarrea, capogiri, irrequietezza, disturbi del sonno o un fastidioso formicolio della pelle. È rilevante anche il rischio di fotosensibilità, cioè una maggiore sensibilità alla luce solare. A dosi elevate o con alcune forme di applicazione cutanea, dopo l’esposizione al sole possono comparire reazioni cutanee marcate. Per questo è sensato limitare l’esposizione al sole diretto e proteggere la pelle, soprattutto nelle persone sensibili.
Il problema principale dell’iperico sono le interazioni con i farmaci
Per l’iperico è ben documentato che può entrare in interazioni pericolose con molti medicinali e, in alcuni casi, si può arrivare a situazioni che mettono a rischio salute o vita. Il problema tipico è che l’iperico può ridurre l’efficacia di alcuni farmaci, peggiorando così il controllo della patologia per cui sono stati prescritti.
Tra i gruppi di farmaci per cui viene spesso riportata una riduzione dell’effetto rientrano alcuni antidepressivi, la contraccezione ormonale, gli immunosoppressori usati dopo i trapianti, alcuni antiepilettici, determinati farmaci cardiaci, parte delle terapie per l’HIV, alcuni antitumorali, il warfarin e anche alcune statine. L’impatto pratico può essere molto serio, ad esempio aumento del rischio di gravidanza durante l’uso della contraccezione, rischio di rigetto dell’organo trapiantato o riduzione dell’efficacia di terapie per malattie importanti.
Rischio con l’associazione a farmaci che influenzano la serotonina
Un altro tema fondamentale è l’associazione dell’iperico con antidepressivi e altri prodotti che intervengono sul sistema della serotonina. In questa situazione possono aumentare gli effetti indesiderati legati alla serotonina e, in alcune persone, si può arrivare a un quadro grave. Per questo non è appropriato aggiungere l’iperico agli antidepressivi senza un piano chiaro e senza controllo da parte di un professionista sanitario.
Se assumi qualsiasi farmaco, prima di iniziare l’iperico è fondamentale consultare medico o farmacista, perché le interazioni possono ridurre l’efficacia di medicinali salvavita o provocare effetti collaterali pericolosi.
Gravidanza e allattamento
In gravidanza l’uso dell’iperico può essere problematico, perché viene segnalato un possibile aumento del rischio di malformazioni congenite. Durante l’allattamento, è stato descritto che i bambini allattati da madri che assumono iperico possono avere coliche, risultare assonnati o apparire globalmente più sedati. Per questi motivi è indicata una maggiore prudenza e la preferenza per un percorso guidato da uno specialista.
Perché è importante gestire gli integratori con la stessa attenzione dei farmaci
Nella pratica, i preparati erboristici vengono spesso venduti come integratori alimentari e talvolta le persone li considerano automaticamente sicuri. Con l’iperico, però, questo non vale, perché la sua capacità di modificare l’effetto dei farmaci è particolarmente marcata. Inoltre possono variare estratti, concentrazioni dei principi attivi e qualità dei prodotti, rendendo meno prevedibile il risultato.
Un approccio sensato è prendersi cura in modo attivo del proprio stato di salute e parlare con i professionisti sanitari di tutto ciò che si assume, inclusi tisane, tinture, capsule e miscele da banco. Con l’iperico questa trasparenza è particolarmente importante proprio per via delle interazioni.
Cosa portarsi a casa, in pratica, sull’iperico
L’iperico è una pianta officinale di uso tradizionale per la quale esistono dati abbastanza convincenti sul beneficio nella depressione lieve e moderata, mentre le prove restano limitate per molti altri impieghi dichiarati. Il rischio maggiore non sono gli effetti indesiderati comuni, ma le forti interazioni farmacologiche, che possono compromettere la cura di patologie importanti o causare complicazioni serie. Per questo il suo uso dovrebbe essere ponderato, limitato nel tempo e idealmente concordato con uno specialista, soprattutto se assumi qualsiasi farmaco.
Fonte: National Center For Complementary and Integrative Health, GoodRX, Moje Medicína, Pestrazahrada.cz
Articoli correlati
Quando la zucchina può essere tossica e come riconoscere il rischio in tempo a casa e in giardino
La zucchina non è di per sé velenosa, ma può diventare rischiosa quando accumula cucurbitacine, sostanze amare tipiche delle cucurbitacee. Ecco come riconoscere subito il problema e come prevenirlo in coltivazione.
La birra come trucco semplice per foglie lucide e piante da interno più robuste
Anche la birra, persino avanzata e ormai sgasata, può diventare un piccolo alleato per la cura delle piante da interno. Usata in quantità minime e ben diluita, aiuta a pulire e lucidare le foglie e può dare un lieve supporto nutritivo.
Come conservare correttamente le verdure dell’orto perché durino tutto l’inverno
Con la giusta combinazione di temperatura e umidità, molte verdure dell’orto si conservano per settimane o mesi. Ecco come gestire raccolta, varietà e post-raccolta per avere scorte sane fino a fine inverno.
Commenti (0)
Sii il primo a commentare.