Quando gli altri fiori finiscono, gli astri iniziano e inondano il giardino di colori
Gli astri, spesso chiamati anche asters, sono tra le piante perenni che entrano in scena proprio quando la fioritura estiva in giardino comincia a calare. È allora che i loro fiori, simili a margherite, diventano una fonte evidente di colore e di vita. Fioriscono in tonalità di bianco, rosa, azzurro, violetto e porpora e, a seconda della varietà, possono arrivare da piccoli cespi compatti fino a piante alte che superano il ginocchio e anche di più.
Il grande pregio degli astri non è solo l’aspetto. Sono straordinariamente attrattivi per api, farfalle e altri impollinatori, che a fine estate e in autunno cercano le ultime ricche fonti di nettare. Dopo la fioritura, inoltre, producono semi apprezzati dai piccoli uccelli. Per questo gli astri hanno in giardino un valore sia ornamentale sia ecologico.
Dove piantare gli astri
Queste piante preferiscono una posizione al sole o in mezz’ombra leggera. Nelle zone più fresche sopportano benissimo il pieno sole; nelle aree più calde può giovare una protezione dall’insolazione intensa di mezzogiorno. Crescono al meglio in un terreno che trattiene una moderata umidità, ma che allo stesso tempo smaltisce bene l’acqua in eccesso.
L’ideale è un suolo di medio impasto, fertile e arricchito con compost. Un terreno pesante e costantemente zuppo può favorire marciumi radicali; al contrario, in una terra troppo sabbiosa e soggetta a seccare le piante soffrono e appassiscono facilmente. Prima della messa a dimora conviene incorporare nell’aiuola alcuni centimetri di compost ben maturo, che migliora la struttura del terreno e la sua capacità di gestire l’acqua.
Gli astri trovano spazio nelle classiche bordure di perenni, nei giardini rustici, nelle composizioni dall’aspetto naturale, nei giardini rocciosi e anche in vaso. Le specie più basse sono adatte in primo piano, i cultivar più alti nella parte posteriore delle aiuole.
Quando e come piantare
Il periodo migliore per piantare giovani esemplari va da metà a fine primavera, quando non c’è più rischio di gelate. Si possono mettere a dimora anche piante acquistate in vaso a fine estate o all’inizio dell’autunno: nei vivai spesso sono in piena fioritura ed è facile scegliere il colore giusto.
Le distanze dipendono dalle dimensioni finali. I tipi più piccoli possono stare più vicini tra loro; gli astri più vigorosi richiedono fino a circa 1 m di spazio. Dopo la messa a dimora sono importanti un’irrigazione abbondante e uno strato di pacciamatura, che mantiene il terreno più fresco, limita le infestanti e aiuta a stabilizzare l’umidità.
Gli astri si possono coltivare anche da seme. La germinazione però non è sempre uniforme. In alcune specie aiuta un periodo di freddo, che simula il riposo invernale e favorisce la ripartenza vegetativa.
Cure durante la stagione
Irrigazione
Gli astri hanno bisogno di irrigazioni regolari, ma moderate. Non gradiscono né la siccità prolungata né un substrato costantemente fradicio. Quando in estate non piove, è meglio irrigare meno spesso ma in modo più profondo, così l’acqua raggiunge le radici. Le piante coltivate in vaso si asciugano più in fretta e richiedono controlli più frequenti.
Concimazione e pacciamatura
In un normale terreno da giardino, alla maggior parte degli astri basta un apporto primaverile di compost. In un suolo leggero e povero si può aggiungere anche un concime equilibrato. Una pacciamatura di compost o di sostanza organica ben decomposta aiuta a mantenere il terreno in buona salute e sostiene una crescita robusta e una fioritura abbondante.
Cimatura e accorciamento dei germogli
Se desiderate una forma più compatta e più fiori, a inizio estate si possono accorciare i fusti una o due volte di circa un terzo. Questo intervento stimola la ramificazione e spesso limita anche l’eccessivo allungamento delle varietà più alte. Per i tipi più elevati è comunque sensato prevedere un sostegno, soprattutto nelle zone ventose.
Gli astri non sono belli solo da vedere. A fine stagione funzionano come una risorsa fondamentale per gli impollinatori e, dopo la fioritura, offrono alimento e riparo anche ad altri animali.

Cure dopo la fioritura e in inverno
I fiori appassiti si possono eliminare man mano, se si vuole prolungare la fioritura e mantenere un aspetto ordinato. Non è però sempre necessario. Molti giardinieri lasciano i fusti secchi e i capolini con i semi durante l’inverno, perché hanno un loro fascino, evitano l’effetto “vuoto” in giardino e offrono cibo agli uccelli.
Quando la pianta entra in riposo, è possibile tagliare i cespi fino a terra. Più del gelo, per gli astri è spesso il ristagno invernale a creare problemi: per questo serve un terreno in cui l’acqua non rimanga ferma. Per mantenere vitalità a lungo, si consiglia di estrarre e dividere i cespi ogni due-cinque anni in primavera. In questo modo la pianta si ringiovanisce e conserva una fioritura di qualità.
Moltiplicazione e autorisemenza
Il modo più semplice per moltiplicare è dividere i cespi più vecchi in primavera. Così si ottengono nuove piante identiche alla varietà di partenza. Con i semi la situazione è diversa: le piante nate da seme proprio possono differire dalla pianta madre per colore e vigoria. È bene saperlo soprattutto se si vuole mantenere l’aspetto preciso di un cultivar preferito.
Possibili malattie e parassiti
Anche se gli astri sono per lo più affidabili e poco esigenti, possono essere colpiti da malattie fungine. Possono comparire oidio, macchie fogliari, diversi tipi di appassimenti o marciumi. La sensibilità aumenta con una posizione sbagliata, con ristagni idrici o anche con eccessiva siccità. Tra i parassiti possono presentarsi afidi, lumache, limacce o piccoli acari.
Una buona prevenzione consiste soprattutto nella scelta corretta del luogo, in distanze adeguate, in irrigazioni moderate e nella selezione di varietà resistenti. Una pianta vigorosa e ben radicata affronta i problemi molto meglio di un esemplare indebolito in un terreno inadatto.
Specie amate e cosa aspettarsi
Nel mondo esistono centinaia di specie di aster, ma tra le più note ci sono gli astri nordamericani della Nuova Inghilterra e di New York. Entrambi i gruppi sono apprezzati per l’abbondante fioritura autunnale e per l’elevata attrattiva verso gli impollinatori. Oltre a questi esistono anche tipi aromatici, lisci, a portamento “ericoide” o boschivi, che differiscono per altezza, portamento e tonalità dei fiori.
Alcune specie europee e asiatiche richiedono, soprattutto in inverno, un terreno più drenante, mentre parte degli astri nordamericani tollera meglio le normali condizioni di giardino con una maggiore disponibilità di umidità. Nella scelta conviene quindi considerare non solo il colore dei fiori, ma anche le caratteristiche del terreno.
Perché dare spazio agli astri in giardino
Gli astri sono tra le perenni autunnali più generose. Offrono una fioritura lunga e d’effetto, si adattano a molti stili di giardino e allo stesso tempo favoriscono insetti e avifauna. Se garantite loro una posizione soleggiata, un terreno fertile senza ristagni e un ringiovanimento occasionale dei cespi, ricambieranno con prestazioni affidabili proprio quando molte altre piante stanno ormai finendo.
Fonte: RHS, Almanac , Pestrazahrada.cz
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