La potatura estiva degli alberi da frutto recupera i ritardi e favorisce il raccolto
Se non siete riusciti a potare gli alberi da frutto a fine inverno, spesso non è ancora tutto perduto. Può aiutare la potatura estiva, che si esegue dalla fine della primavera, prosegue per tutta l’estate e, nella pratica, si può fare più o meno fino a fine settembre. È particolarmente importante per la formazione della chioma e per mantenere la pianta in una dimensione gestibile, perciò vale la pena non saltarla. Si applica soprattutto alle forme allevate e alle specie coltivate in modo intensivo, tipicamente pesco e albicocco, dove la chioma tende a infittirsi e a crescere troppo rapidamente.
Nel periodo estivo rientra anche la cosiddetta potatura di allevamento, in cui non si lavora solo con la seghetta, ma soprattutto con le dita e le forbici. Sulle piante giovani si pizzicano i germogli dell’anno per favorire la ramificazione, migliorare l’illuminazione interna e guidare la chioma nella forma desiderata senza creare ferite grandi e inutili.
Le drupacee si possono sfoltire in estate senza temere il raccolto futuro
Su susino, pesco e ciliegio è un vantaggio il fatto che fioriscano prevalentemente su legno di un anno. Grazie a questo, in estate si può sfoltire la chioma ed eliminare i getti che la infittiscono senza compromettere la produzione dell’anno successivo. Anzi, con la potatura estiva spesso si stimola l’emissione di nuovi germogli, cioè il legno fruttifero di cui la pianta ha bisogno per fruttificare con regolarità. Se lo stesso intervento lo rimandaste a troppo tardi o lo lasciaste alla fine dell’inverno, è facile che tagliate i primordi delle gemme a fiore, indebolendo il raccolto.
Attenzione a meli e peri: le regole sono diverse
Per le pomacee non vale la stessa semplificazione delle drupacee. Melo e pero infatti spesso formano le gemme a fiore all’estremità dei rami su legno di due o tre anni. Per questo bisogna essere più prudenti con gli interventi estivi e valutare sempre l’obiettivo. Qui la potatura estiva si usa più come regolazione leggera, per esempio eliminando getti che infittiscono, improduttivi o mal orientati, piuttosto che con accorciamenti marcati.
Perché in estate si pota anche il giardino ornamentale
Luglio è spesso uno dei mesi più caldi, in cui il giardino cresce in fretta ma, con poche piogge, può apparire stanco. Le piante senza irrigazione a volte appassiscono, perdono fiori o foglie e in generale reagiscono peggio agli interventi. Allo stesso tempo può presentarsi un periodo in cui una parte delle specie ha già finito di fiorire e altre non sono ancora in fiore: è quindi un buon momento per prendere le forbici e rimettere in ordine le vegetazioni.
In estate si contengono spesso rampicanti troppo esuberanti, arbusti e sempreverdi riportandoli alla dimensione desiderata. Prima di iniziare, ha senso verificare che all’interno dell’arbusto non ci sia un nido di uccelli. I germogli che ricrescono dopo la potatura di luglio, di solito, fanno in tempo a maturare e lignificare entro l’inverno, risultando meno sensibili ai danni da gelo.
La potatura estiva tende a frenare la crescita e aiuta la salute delle piante
Rispetto alla potatura invernale, la potatura estiva tende a contenere la crescita invece di stimolarla in modo marcato. È utile nelle forme allevate da frutto, quando volete mantenere la chioma ariosa ed eliminare i nuovi getti che infittiscono e non portano frutti. Allo stesso tempo, la potatura può migliorare lo stato sanitario perché dalla chioma si eliminano parti malate o disseccate e all’interno arrivano più luce e aria.
Con caldo e siccità estremi, però, è meglio rimandare la potatura perché le ferite di taglio aumentano la traspirazione e affaticano inutilmente la pianta. Esistono tuttavia situazioni in cui, al contrario, l’intervento aiuta. Se alcuni rametti stanno seccando, può significare che la pianta li sta abbandonando perché non riesce più ad alimentarli con acqua e nutrienti. In quel caso, eliminare le parti secche può alleggerire il resto della chioma.
Il controllo dopo una potatura precedente suggerisce cosa fare dopo
In estate conviene anche passare in rassegna le piante legnose potate nei mesi precedenti e valutare come hanno reagito. Se, per esempio, un arbusto è stato ringiovanito in modo deciso in inverno, in estate si vede facilmente se produce getti forti e sani, che nella stagione successiva fioriranno bene. Questo controllo è pratico anche sugli alberi da frutto, perché mostra dove la chioma sta di nuovo infittendo e dove, invece, è troppo diradata.
Cosa potare tranquillamente a luglio e come
Glicine
Nel glicine, in estate si accorciano i lunghi tralci lasciando circa sette gemme. La potatura di forma più importante si fa poi di solito in inverno, più spesso tra gennaio e febbraio, quando la struttura della pianta è più leggibile.
Susino e altre drupacee
Le drupacee possono essere sensibili alla moniliosi e ad altre malattie. In estate quindi eliminate getti malati, morenti o secchi fino a una gemma sana o a legno sano. È importante curare l’igiene del lavoro e disinfettare le forbici tra un albero e l’altro per evitare di trasmettere l’infezione.
Filadelfo
Il filadelfo è meglio potarlo subito dopo la fioritura. Si può eliminare circa un terzo dei rami tagliandoli bassi, vicino al terreno: così l’arbusto si sfoltisce, si arieggia e si stimola la produzione di nuovi getti per la fioritura della stagione successiva.
Alloro
Se pizzicate l’alloro con regolarità, in estate si può accorciare sopra una gemma orientata nella direzione in cui volete guidare la crescita. Le foglie tagliate si possono essiccare e usare in cucina.
Cosa è meglio lasciare stare in estate
Salici e cornioli arbustivi
Su salici e cornioli arbustivi, la potatura estiva priverebbe le piante dei giovani rami, spesso dai colori molto vivaci, che sono la maggiore attrattiva nel periodo invernale. Queste specie quindi si potano di solito solo a fine febbraio o a marzo.
Parrotia e piante legnose apprezzate per i colori autunnali
Nelle piante coltivate per l’intenso colore autunnale, la potatura estiva può significare una perdita inutile di superficie fogliare. Così facendo vi privereste dell’effetto che inizierà a vedersi già tra poche settimane.
Lamponi rifiorenti
I lamponi rifiorenti producono anche in autunno. Se dopo il primo raccolto li tagliaste a raso, vi privereste della seconda ondata di frutti. Per questi lamponi, quindi, conviene adattare la tempistica degli interventi a seconda che desideriate un solo raccolto oppure due.
Fonte: Záhrada,Gardeningn Know How, The Spruce, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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