Non potare mai il noce in primavera, l’albero perde linfa e cicatrizza male
Il noce comune (Juglans regia) è un grande albero da frutto caducifoglio, adatto soprattutto a giardini ampi. Può raggiungere dimensioni notevoli in altezza e in larghezza, perciò è importante considerare il suo ingombro futuro già al momento dell’impianto. Pur avendo un portamento maestoso e occupando più spazio rispetto ai fruttiferi più comuni, ripaga con noci saporite e, una volta ben attecchito, di solito non richiede cure complicate. Le piante innestate entrano in produzione piuttosto presto, spesso già dopo circa quattro anni.
Quali condizioni servono al noce
Il noce tollera un’ampia gamma di suoli, ma dà il meglio in un terreno fertile, ben drenato e al tempo stesso sufficientemente fresco, di medio impasto (tendenzialmente argilloso-limoso) e con buona presenza di componenti calcaree. Sono da evitare le conche dove ristagna il gelo e anche le posizioni esposte a venti forti. Le gelate tardive primaverili, infatti, possono danneggiare foglie giovani e fiori, con conseguente riduzione dell’allegagione.
L’esposizione ideale è il pieno sole, anche se i giovani alberi per un certo periodo tollerano un leggero mezz’ombra. Per un attecchimento sicuro sono preferibili esemplari giovani e di dimensioni contenute, indicativamente fino a 3 m di altezza. Nel noce è fondamentale non danneggiare la radice fittonante principale, per questo spesso non sono ideali le piante troppo sviluppate o eccessivamente radicate in vaso.
Impianto e distanze tra gli alberi
Il periodo migliore per la messa a dimora va dal tardo autunno all’inverno. In questo modo l’albero ha tempo di radicare bene prima dell’inizio della crescita intensa. Poiché la chioma del noce tende a diventare molto ampia, è necessario lasciargli spazio a sufficienza. Tra un albero e l’altro si consiglia una distanza di circa 12–18 m.
Dopo l’impianto è opportuno ancorare bene la pianta a un tutore. Nei primi anni serve un’irrigazione regolare, soprattutto nelle primavere e nelle estati asciutte. Per trattenere l’umidità è molto utile uno strato di compost ben maturo distribuito attorno al tronco. La pacciamatura limita anche le infestanti e migliora la struttura del terreno.
Concimazione e sostegno alla crescita
Per una crescita sana e una buona fruttificazione è utile reintegrare ogni anno i nutrienti. A fine febbraio si può distribuire un concime equilibrato e tra fine marzo e inizio aprile apportare azoto, per esempio sotto forma di solfato ammonico. In alternativa va bene anche lo stallatico pellettato di pollina. Le piante giovani traggono più beneficio dalle cure regolari rispetto agli esemplari adulti, che di solito sono più robusti e autonomi.
Impollinazione e allegagione
Alcune varietà di noce sono parzialmente autofertili, quindi riescono a produrre anche senza un secondo albero. Tuttavia la raccolta è spesso nettamente migliore se nelle vicinanze cresce un’altra varietà, favorendo l’impollinazione incrociata. Questo è particolarmente importante quando si desidera una produzione più regolare e abbondante.
Raccolta e corretta essiccazione delle noci
Le noci maturano in autunno. Sono racchiuse nel guscio, rivestito da un mallo fibroso verde che in seguito scurisce. Quando i frutti maturano, il mallo inizia a fessurarsi. Le noci fresche si possono anche consumare subito, ma il gheriglio spesso ha una consistenza meno piacevole, talvolta quasi gommasa. Per questo, più spesso, si procede all’essiccazione.
Prima di riporle è bene rompere alcune delle prime noci e verificare che il gheriglio sia completamente formato. Se lo è, si eliminano dai frutti i residui di mallo, altrimenti aumenta il rischio di muffe. Durante la pulizia è sensato usare i guanti, perché la buccia macchia intensamente la pelle. Le noci si fanno poi asciugare a bassa temperatura, al massimo intorno ai 40 °C, e infine si conservano in un luogo fresco e asciutto.
È consigliabile raccogliere con regolarità, anche ogni giorno, perché i frutti caduti vengono rapidamente individuati da uccelli e scoiattoli. Nelle zone più fresche può capitare che le noci non si colorino e non maturino completamente. Questi frutti si possono usare ancora verdi, per esempio per le conserve, ma solo finché il mallo esterno non si indurisce. Al contrario, i frutti troppo maturi con mallo ammorbidito e annerito non sono ideali, perché possono influire negativamente sul sapore del gheriglio.

Potatura e formazione della chioma
Il noce può essere allevato con un asse centrale dominante, oppure impostato in modo da ramificare maggiormente lateralmente. L’eliminazione dell’apice favorisce una chioma più larga e aiuta anche a contenere in parte le dimensioni complessive dell’albero. I germogli laterali si possono cimare all’incirca dopo la quinta o sesta foglia, stimolando un accrescimento più fitto.
In genere una potatura regolare non è necessaria. Di solito basta eliminare rami secchi, danneggiati o che si incrociano in modo sfavorevole. Fondamentale è il periodo. Il noce tende a “piangere”, cioè a perdere molta linfa dalle ferite, perciò si pota da metà estate fino all’inizio dell’autunno. Tagli troppo profondi o interventi drastici vengono sopportati male.
Moltiplicazione del noce
La propagazione per talea non è molto affidabile, perché la radicazione è spesso scarsa. Per le varietà selezionate si ricorre quindi più frequentemente all’innesto o alla gemmazione su semenzali di noce comune o di noce nero. Chi desidera ottenere una pianta da seme può seminare noci fresche, dopo aver rimosso il mallo verde, in un substrato ben drenante. I semi vanno interrati a circa 3 cm di profondità. Le giovani piantine, nelle stagioni successive, possono poi essere utilizzate come portinnesti per varietà pregiate.
Varietà consigliate per il giardino
Tra le varietà apprezzate c’è Broadview, che cresce più lentamente, ha un portamento più compatto ed è spesso resistente alle malattie. Fornisce di frequente un raccolto abbondante di noci di media pezzatura e di buona qualità già dopo pochi anni. Merita attenzione anche Buccaneer, una varietà più vigorosa e dal portamento più eretto. È autofertile e inizia a fruttificare all’incirca dopo quattro anni. Una varietà più recente è Lara, apprezzata per la rusticità e per le noci grandi su un albero di vigoria media.
Possibili problemi di coltivazione
Anche se il noce è generalmente piuttosto resistente, possono comparire alcune difficoltà. Danni notevoli alla produzione li causano gli scoiattoli, che possono “raccogliere” quasi tutti i frutti prima del giardiniere. Può aiutare proteggere il tronco con una guaina liscia in plastica e anche alzare la base della chioma, eliminando i rami più bassi a un’altezza che renda più difficile la risalita ai parassiti.
Sulle foglie possono comparire galle o macchie, per esempio antracnosi o altre malattie fungine. La difesa chimica non è di solito la soluzione più comune; è più importante rimuovere con cura le foglie infette, interrompendo così il ciclo dell’infezione. Occasionalmente anche alcune tignole carpofaghe possono danneggiare i frutti.
Influenza del noce sulle piante vicine
I noci rilasciano nel terreno sostanze che possono frenare la crescita di alcune altre specie. Questo fenomeno è chiamato allelopatia. Nel noce comune l’effetto è in genere meno marcato rispetto al noce nero, ma è bene tenerne conto quando si pianifica l’impianto. Possono risultare più sensibili, per esempio, i pomodori o i meli.
Il noce è un albero che accompagna il giardino per molti decenni. Se ha spazio a sufficienza, sole e protezione dalle gelate tardive, diventa un elemento prezioso e una fonte costante di noci di qualità.
Fonte: RHS, The Spruce, Pestrazahrada.cz
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