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La peronospora tardiva di pomodori e patate si diffonde rapidamente, impara a riconoscerla

September 1, 2026 · 5 min di lettura · Jarmila M.
La peronospora tardiva di pomodori e patate si diffonde rapidamente, impara a riconoscerla
Muffa dei pomodori / Foto: Depositphotos
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Sui pomodori, durante la stagione, possono comparire diversi problemi, ma la peronospora tardiva è tra i più gravi. Non colpisce solo i pomodori, ma anche le patate, quindi può mettere in crisi due colture amatissime nello stesso momento. Non si manifesta necessariamente ogni anno e in ogni zona, ma quando arriva e le condizioni meteo la favoriscono, può distruggere gran parte del raccolto in poco tempo. Proprio per questo è utile sapere come si presenta e come ridurre il rischio che da voi prenda piede.

Che cos’è la peronospora tardiva e da dove proviene

La peronospora tardiva viene talvolta chiamata anche peronospora del pomodoro o peronospora della patata, ma si tratta dello stesso problema. Il responsabile è l’organismo Phytophthora infestans, che si comporta in modo simile ai funghi, anche se tecnicamente appartiene ai cosiddetti oomiceti, cioè le “muffe d’acqua”. Attacca soprattutto le piante della famiglia delle Solanacee, perché pomodoro e patata sono botanicamente molto vicini. Storicamente questo patogeno è tristemente noto per aver causato la carestia della patata in Irlanda a metà del XIX secolo.

Come si diffonde l’infezione e come danneggia le piante

Il patogeno si diffonde principalmente tramite spore. Possono passare da foglie infette a foglie sane, ma vengono anche trasportate dal vento e possono arrivare da molto lontano. La peronospora tardiva predilige giornate calde e notti più fresche, tipiche dei periodi in cui la rugiada resta sulle foglie. Se la superficie fogliare rimane bagnata per diverse ore consecutive, le spore hanno modo di germinare, penetrare nei tessuti e avviare l’infezione. Al contrario, periodi prolungati di caldo e secco spesso ne rallentano molto la diffusione.

È importante sapere che la peronospora tardiva è trasportata dall’aria, cosa che la distingue da molte altre malattie del pomodoro, più spesso legate al terreno. Le spore possono diffondersi anche tramite attrezzi, mani, vestiti o durante la manipolazione delle piante. Una volta che sulla foglia si forma una zona colpita, le cellule muoiono. In condizioni favorevoli l’intero ciclo si chiude molto rapidamente e nuove spore possono formarsi in circa cinque giorni, perciò la malattia avanza a balzi.

Come riconoscere la peronospora tardiva sui pomodori

Riconoscerla presto è fondamentale, perché consente di rallentare la diffusione e salvare almeno una parte del raccolto. Il primo sintomo evidente sono spesso macchie irregolari che sembrano impregnate d’acqua. I margini di queste aree presentano di solito un bordo grigiastro o verde chiaro e le macchie si ingrandiscono velocemente. Oltre alle foglie compaiono anche lesioni brune sui fusti, un segnale d’allarme che indica che non si tratta di un semplice problema fogliare.

Con il progredire della malattia possono essere colpiti anche i frutti. Sui pomodori si formano allora aree danneggiate più estese, che possono cambiare colore dal giallastro al marrone scuro. La massa fogliare si raggrinzisce gradualmente, si secca e la pianta può perdere gran parte della vegetazione. Negli stadi avanzati il coltivo appare come se cedesse all’improvviso, perdendo vigore da un giorno all’altro.

Foglia di pomodoro colpita da Phytophthora infestans / Foto: Depositphotos
Foglia di pomodoro colpita da Phytophthora infestans / Foto: Depositphotos

Malattie simili che spesso vengono confuse

A volte distinguerle è difficile, perché i pomodori possono essere colpiti da più patologie con sintomi simili. Tra gli scambi più comuni ci sono l’alternariosi (peronospora precoce), l’avvizzimento da Fusarium, l’avvizzimento da Verticillium e la septoriosi (maculatura fogliare). Esistono però indizi utili per capire cosa sia più probabile.

Alternariosi (peronospora precoce)

Nell’alternariosi le macchie di solito compaiono per prime sulle foglie più basse. Sono brune fino a nere e spesso mostrano anelli concentrici all’interno della singola macchia. Il tessuto intorno ingiallisce frequentemente e l’intera foglia può ingiallire e morire gradualmente. La malattia poi risale verso i palchi superiori della pianta.

Avvizzimento da Fusarium e da Verticillium

In questi avvizzimenti il sintomo principale è l’afflosciamento e la perdita di turgore, cioè l’avvizzimento. Spesso si osserva ingiallimento delle foglie e, tagliando il fusto, si può notare un’imbrunimento nei tessuti vascolari. Per il Fusarium è tipico che, talvolta, appassisca prima un solo ramo o un solo lato della pianta.

Septoriosi (maculatura fogliare)

La septoriosi produce macchie decisamente più piccole rispetto alla peronospora tardiva. Tendono a essere tondeggianti, minute e spesso con centro più chiaro, mentre il bordo può risultare più scuro. Se sulle foglie vedete molte piccole puntinature, più spesso si tratta di septoriosi che di peronospora tardiva.

Prevenzione e monitoraggio regolare del coltivo

Poiché la peronospora tardiva non è presente ovunque ogni anno, a volte viene sottovalutata. Ma con il meteo giusto è devastante e può distruggere il raccolto nel giro di pochi giorni. La base è fare tutto il possibile perché le foglie asciughino rapidamente e perché le piante non vengano bagnate inutilmente.

Aiuta legare i pomodori in verticale e allevarli in modo che l’aria circoli tra le piante. Una buona ventilazione riduce il tempo in cui le foglie restano bagnate e rende più difficile la germinazione delle spore. È meglio irrigare alla base, non dall’alto sulle foglie, idealmente con irrigazione a goccia, manichetta gocciolante o un accessorio che porti l’acqua direttamente al piede della pianta. Importante è anche l’orario: meglio al mattino dopo il sorgere del sole, così il coltivo può asciugare durante il giorno e non entra nella notte fresca già bagnato.

Altrettanto essenziale è controllare spesso l’orto. Se intercettate per tempo le prime macchie sospette, potete rimuovere le parti più colpite e rallentare la diffusione. E poiché le spore possono essere trasferite anche meccanicamente, conviene curare l’igiene: pulire e, se necessario, disinfettare gli attrezzi usati su pomodori e patate.

Varietà resistenti e raccolte precoci come strategia intelligente

La selezione ha portato varietà che resistono meglio ad alcune malattie, inclusa la peronospora tardiva. La scelta della varietà è spesso il passo più semplice e al tempo stesso molto efficace, perché le possibilità di difesa chimica per l’hobbista sono limitate e, una volta esplosa la malattia, non risultano più abbastanza efficaci. Resistenza però non significa immunità totale. Le piante possono infettarsi comunque, ma riescono a rallentare il decorso o a continuare a crescere e allegare frutti anche con una certa pressione di infezione.

In molti pomodori più resistenti si tratta di ibridi, il che in pratica significa che i semi ricavati dai propri frutti potrebbero non mantenere le stesse caratteristiche l’anno successivo, quindi conviene acquistare nuovamente il seme. Una buona tattica è anche scegliere varietà precoci, con tempi più brevi fino alla raccolta. La peronospora tardiva spesso compare più avanti nella stagione, quindi se una parte del raccolto viene raccolta prima, riducete il rischio di perdere tutto.

Cosa fare quando compare la peronospora tardiva

Appena sospettate la peronospora tardiva, contano soprattutto la rapidità e la riduzione delle fonti di nuove spore. Eliminate il prima possibile le foglie e le parti di pianta colpite. Non significa salvare certamente l’intera pianta, ma riduce molto la possibilità che dalle lesioni, nel giro di pochi giorni, si liberi un’altra ondata di spore. I frutti delle piante infette è bene utilizzarli il più rapidamente possibile, perché con l’avanzare dell’infezione possono deteriorarsi.

Il materiale infetto non va nel compost. È più sicuro smaltirlo in modo che le spore non si diffondano ulteriormente, quindi conferendolo a un servizio di smaltimento appropriato oppure interrandolo a sufficiente profondità, così che i residui non vengano riportati in superficie durante la preparazione delle aiuole l’anno successivo. La rotazione non ferma le spore arrivate col vento, ma aiuta l’igiene colturale. Nell’aiuola infatti restano quasi sempre piccoli residui di foglie e fusti, e spostarsi di pochi passi spesso non basta. Maggiore è la distanza tra la posizione di coltivazione dell’anno scorso e quella di quest’anno, meglio è.

La protezione più efficace contro la peronospora tardiva è la prevenzione, l’individuazione rapida delle prime macchie e l’eliminazione immediata delle parti colpite prima che producano nuove spore.

Fonte: Almanac, Rhs , Pestrazahrada.cz

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