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I giardinieri esperti seguono due regole per le graminacee ornamentali

September 15, 2026 · 5 min di lettura · Jarmila M.
I giardinieri esperti seguono due regole per le graminacee ornamentali
Erbe ornamentali / Foto: Pestrazahrada.cz
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Le graminacee ornamentali sono diventate negli ultimi anni uno degli elementi più generosi e versatili nelle piantumazioni da giardino. Si inseriscono bene sia nelle composizioni moderne sia in quelle più naturali, aggiungono altezza alle aiuole, un movimento leggero al vento e spesso anche colore per una lunga parte della stagione. Con la crescente popolarità arrivano però sempre le stesse domande: qual è il momento migliore per piantarle, quando e come potarle e come comportarsi con la divisione dei cespi. In realtà la cura corretta non è complicata, basta rispettare il tipo di graminacea e il suo ritmo di crescita.

Per prima cosa individuate il tipo: specie da clima fresco, da clima caldo e sempreverdi

Le regole di base della coltivazione dipendono dalla categoria a cui appartiene la vostra pianta. Le graminacee da clima fresco crescono soprattutto in primavera e poi di nuovo in autunno, quando le temperature non sono elevate. In estate di solito mantengono un bel colore, ma con il caldo crescono poco.

Le graminacee da clima caldo, al contrario, partono più tardi, spesso solo a fine primavera o all’inizio dell’estate. Crescono e fioriscono soprattutto con il caldo e in inverno in genere seccano assumendo tonalità brune. Le graminacee sempreverdi e le piante a foglia “tipo erba” sono una categoria a parte, perché mantengono le foglie anche nella stagione fredda. Spesso non sono vere graminacee, ma piante dall’aspetto simile, per esempio alcune carici.

Quando piantare le graminacee ornamentali perché attecchiscano bene

Il periodo più sicuro per la messa a dimora è la primavera e anche l’inizio dell’autunno. La piantagione primaverile dà alle piante tempo a sufficienza per radicare prima dell’arrivo del caldo estivo e dei periodi più asciutti. In estate si può piantare, ma richiede irrigazioni molto più attente e controlli frequenti, per evitare che le radici giovani si asciughino.

Se perdete il momento primaverile, conviene piantare a inizio autunno, idealmente con un anticipo di circa sei-otto settimane prima delle prime gelate. In questo modo la graminacea riesce a formare un buon apparato radicale e supera meglio l’inverno.

Quando potare le graminacee ornamentali e perché è importante

Graminacee da clima caldo: taglio in autunno o al più tardi in primavera

Le specie da clima caldo in autunno di solito ingialliscono e seccano. Quando sono completamente secche, potete tagliarle praticamente in qualsiasi momento, in base a ciò che preferite. Chi ama un giardino ordinato già in autunno, oppure deve gestire il rischio di incendi legato alle masse secche, può accorciare i cespi a pochi centimetri da terra prima dell’inverno.

Dove questo rischio non è rilevante, si possono lasciare foglie e infiorescenze secche per tutto l’inverno, per un effetto decorativo. Brina o neve sugli steli secchi spesso sono davvero scenografiche. Se decidete di rimandare il taglio, è importante farlo al più tardi in tarda primavera, prima che riparta con decisione la nuova vegetazione. Alcune specie però in inverno non sono gradevoli, e in quel caso è più pratico ripulirle già in autunno.

Graminacee da clima fresco: taglio molto precoce in primavera

Le graminacee da clima fresco spesso mantengono forma e colore fino a stagione fredda avanzata, perciò vale la pena lasciarle indisturbate durante l’inverno. Appena in primavera la neve si scioglie e l’aiuola torna accessibile, è il momento giusto per la potatura. In queste graminacee non conviene tagliare a raso. Di solito è meglio lasciare circa un terzo dell’altezza della pianta, perché un taglio troppo drastico può danneggiare in modo permanente la vitalità del cespo.

Graminacee ornamentali / Foto: Pestrazahrada.cz
Graminacee ornamentali / Foto: Pestrazahrada.cz

Come potare i cespi in modo sicuro e pratico

Durante il lavoro conviene proteggere le mani. Le foglie di alcune graminacee ornamentali hanno margini taglienti e possono incidere la pelle in modo fastidioso, quindi sono consigliati guanti robusti, idealmente in pelle. I cespi piccoli si gestiscono senza problemi con le forbici da giardino. Nelle graminacee da clima fresco in genere si elimina circa due terzi della massa aerea, lasciando una parte della pianta.

Con molte graminacee aiuta legare gli steli a fascio prima di tagliare. Così si lavora in modo più pulito e la raccolta dei residui diventa molto più semplice. Nelle specie basse a volte non è fattibile, ma nei cespi più alti è un trucco davvero efficace.

Nei cespi grandi, vecchi e molto densi le forbici manuali possono non bastare. In tal caso si usano attrezzi più potenti, per esempio un tagliasiepi o un decespugliatore con un disco adatto. Legare la parte superiore fa risparmiare tempo anche quando si trasporta la biomassa al compost.

Quando dividere le graminacee ornamentali e a cosa serve

La divisione è un modo semplice per ottenere nuove piante senza costi aggiuntivi. Allo stesso tempo aiuta a mantenere i cespi in buona forma. In alcune graminacee, dopo anni, può capitare che il centro del cespo si indebolisca o si secchi. Dividere e rinnovare la piantagione porta spesso a un ringiovanimento evidente e a una crescita migliore.

Graminacee da clima caldo: divisione dalla primavera a metà estate

Le specie da clima caldo si dividono al meglio quando sono in crescita attiva, ma non ancora in piena fioritura. Il trapianto in fase di riposo di solito porta a un attecchimento peggiore. Per questo è indicato il periodo dalla primavera a metà estate, quando le graminacee da clima caldo ripartono e acquistano vigore.

Graminacee da clima fresco: primavera o inizio autunno

Le graminacee da clima fresco sono più attive in primavera e in autunno, quindi entrambi i periodi sono adatti. Il momento più sicuro è considerato l’inizio primavera. Se dividete in autunno, è bene fare attenzione che l’alternanza invernale di gelo e disgelo non sollevi dal terreno le porzioni appena messe a dimora.

Sempreverdi e piante a foglia tipo erba: divisione solo in primavera

Le sempreverdi non attraversano un vero periodo di riposo e la divisione rappresenta per loro uno stress. Se venissero divise più tardi nella stagione, si riprenderebbero peggio e potrebbero avere difficoltà a superare l’inverno. Per questo il periodo più adatto è esclusivamente la primavera.

Graminacee ornamentali / Foto: Depositphotos
Graminacee ornamentali / Foto: Depositphotos

Come dividere correttamente le graminacee ornamentali

Nei cespi più piccoli il procedimento è simile a quello delle normali erbacee perenni. Estraete la pianta con cautela e poi dividete il cespo in più porzioni. Si può fare a mano, con un coltello, con una paletta affilata o con le forbici da giardino, a seconda di quanto è compatto il pane di radici. L’importante è che ogni porzione abbia radici sane e almeno una parte di crescita vitale.

Le porzioni divise vanno ripiantate il prima possibile, per evitare che le radici si disidratino inutilmente. Con tempo soleggiato aiuta coprire temporaneamente le radici esposte finché non tornano nel terreno. E dato che le foglie possono essere taglienti, i guanti non sono un lusso, ma una protezione pratica.

Nelle graminacee grandi il principio è lo stesso, ma il lavoro è spesso più impegnativo dal punto di vista fisico. I cespi densi sono ben ancorati e a volte serve fare leva per riuscire a estrarli dal terreno. Poi si dividono in porzioni in modo che ognuna abbia una parte di radici. Si possono usare vari attrezzi robusti, ma è sempre meglio procedere con la massima delicatezza possibile. Se il cespo principale è ancora sano e non è necessario smontarlo del tutto, si può moltiplicare la pianta anche prelevando piccole porzioni dal bordo. Spesso è più rapido ed è più rispettoso della pianta madre.

Dopo la divisione eliminate le parti chiaramente secche, mettete a dimora le nuove porzioni e irrigate a fondo. Nelle prime settimane le graminacee appena divise richiedono annaffiature più frequenti, finché non radicano di nuovo. Una volta attecchite, il fabbisogno idrico di solito diminuisce.

Le graminacee ornamentali hanno bisogno di concimazione

La maggior parte delle graminacee ornamentali proviene da ambienti poveri, per esempio praterie o comunità boschive. In natura ricavano i nutrienti soprattutto dalla decomposizione dei propri residui fogliari e di quelli delle piante vicine. Un regime simile si può replicare anche in giardino aggiungendo in autunno, alla base del cespo, una pacciamatura di foglie sminuzzate.

Di solito non serve altra concimazione e spesso non è nemmeno desiderabile. Un eccesso di nutrienti può far produrre alle graminacee foglie lunghe e morbide, che poi si allettano e perdono la forma elegante.

E la resistenza alla siccità

La capacità di tollerare la siccità dipende dalla specie, quindi è importante sapere quale graminacea state coltivando. Alcune specie di prateria sono naturalmente adattate a condizioni più asciutte e in genere, una volta radicate, si accontentano di irrigazioni minime.

Altre graminacee ornamentali invece richiedono umidità costante. Non amano l’asciutta completa, ma sopportano male anche i terreni costantemente fradici. L’ideale è mantenere un suolo normalmente fresco. Un segnale tipico di terreno troppo asciutto è l’imbrunimento delle punte fogliari, particolarmente evidente nelle varietà con colorazione rosso scuro o porpora.

Esistono anche piante a foglia tipo erba che amano davvero l’acqua e alcune riescono a crescere persino in acqua stagnante. In aiuola e in vaso tollerano anche un’umidità media, ma danno il meglio dove l’acqua è abbondante e regolare.

Fonte: Proven Winners, Rhs , Pestrazahrada.cz

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