La frutta a terra non è una perdita parte diventa salsa e il resto nutre il giardino
Quando in primavera ammirate i fiori degli alberi da frutto e per tutta l’estate seguite la maturazione, è spiacevole scoprire che una parte del raccolto finisce a terra prima di riuscire a raccoglierlo. Eppure non c’è motivo di scoraggiarsi. La frutta caduta può avere diverse cause naturali e spesso si può valorizzare molto bene. Può tornare utile in cucina, nel compost e anche come preziosa fonte di cibo per gli animali del giardino.
Perché i frutti cadono dall’albero
Secondo gli esperti, la caduta dei frutti può essere un segnale del tutto normale che indica la maturazione. Nelle mele, per esempio, lo suggeriscono la buccia ben colorata, il distacco facile dal ramo e un sapore già pienamente sviluppato. Se la frutta presenta questi indizi, è il momento della raccolta.
Non sempre, però, una caduta significa maturità. A volte gli alberi si liberano di una parte dei frutti già all’inizio della stagione, soprattutto quando hanno allegato in modo eccezionalmente abbondante. Questo fenomeno aiuta la pianta a distribuire meglio le energie. Possono cadere prematuramente anche i frutti danneggiati dai parassiti, per esempio la carpocapsa (Cydia pomonella), le cui larve si insinuano all’interno. Ha un ruolo anche il vento, che fa cadere facilmente la frutta attaccata più debolmente.
La frutta caduta come aiuto per la natura
In giardino non è necessario raccogliere subito ogni frutto. Una parte, soprattutto quella danneggiata o quella difficile da raggiungere in alto nella chioma, può restare come alimento naturale per la fauna selvatica. Uccelli, insetti e altri piccoli organismi vi trovano energia in particolare in autunno e in inverno, quando il cibo scarseggia.
Le mele cadute e altra frutta non vengono sfruttate solo da merli e tordi. Ne approfittano anche mammiferi, come ricci, topi o arvicole, oltre a molti invertebrati. Gli zuccheri presenti nella polpa sono una fonte preziosa di energia di fine stagione per farfalle, vespe, formiche e molte altre specie. Quando i frutti iniziano a decomporsi, inoltre, favoriscono gli organismi del suolo e sostengono la vitalità della terra.
Le indagini ecologiche nei frutteti confermano spesso che è utile lasciare una certa percentuale di frutti non raccolti. Questi frutti diventano una riserva di cibo nei periodi in cui il paesaggio è più povero. Di solito si tratta proprio della frutta nelle parti più alte della chioma, difficile da raccogliere.
Quando è meglio raccogliere la frutta
Pur avendo i suoi vantaggi, lasciare la frutta a terra richiede di considerare anche sicurezza e praticità. I frutti troppo maturi e schiacciati sono un forte richiamo per le vespe. Se in giardino giocano bambini o si muovono animali domestici, è sensato rimuovere la frutta caduta dalle zone di passaggio o spostarla ai margini. Così si evitano punture e sporcizia inutile.
Anche i frutti fortemente infestati o in marcescenza è bene selezionarli in base allo stato. Una parte può restare in un angolo poco frequentato del giardino a beneficio della natura, mentre il resto può essere gestito in altro modo.
Le varietà da mosto e da cider fanno eccezione
Per le mele destinate alla produzione di cider valgono regole un po’ diverse rispetto alla frutta da consumo diretto. I frutti raccolti da terra si possono usare, perché l’eventuale carica batterica indesiderata viene eliminata dalla fermentazione. Anche in questo caso, però, è opportuno lasciare una parte del raccolto sul posto, così da continuare a nutrire la fauna selvatica e contribuire alla fertilità del suolo.

Il compost come soluzione sensata per gli eccessi
Se avete più frutta di quanta riusciate a mangiare o trasformare, il compostaggio è un’ottima opzione. Bisogna però mantenere un rapporto corretto tra i materiali. La frutta da sola è molto succosa e ricca di azoto: in eccesso il cumulo può perdere struttura, iniziare a fermentare e sviluppare cattivi odori.
Aiuta aggiungere componenti più secche e legnose, per esempio cartone spezzettato, foglie secche o rametti minuti della potatura. In questo modo il materiale si arieggia e la decomposizione procede in modo più equilibrato. È utile anche tagliare i frutti in pezzi più piccoli: si decomporranno più rapidamente e in modo più uniforme.
Come usare la frutta caduta in cucina
Se la frutta non è marcia ed è ancora di buona qualità, sarebbe un peccato non utilizzarla in cucina. È perfetta per torte, composte, confetture dense, salse e chutney. Un’idea particolarmente interessante è una salsa bruna a base di frutta caduta, che unisce note dolci, acidule e speziate e si abbina benissimo a formaggi, arrosti o piatti freddi.

Salsa bruna con frutta caduta
Questa ricetta produce circa 2 litri di salsa e la preparazione richiede poco tempo, mentre la cottura è più lunga. Vi serviranno 1 kg di mele Bramley sbucciate, private del torsolo e tagliate a pezzi, 500 g di prugne in quarti e senza nocciolo, 400 g di polpa di tamarindo senza semi, 1 cucchiaio di zenzero in polvere, mezzo cucchiaino di noce moscata fresca grattugiata, 1 cucchiaino di pimento, mezzo cucchiaino di peperoncino di Cayenna, 600 ml di aceto di mele, 100 g di melassa scura, 400 g di zucchero di canna o zucchero di canna scuro e 30 g di sale marino.
Mettete tutti gli ingredienti in una pentola capiente e portate a ebollizione mescolando di tanto in tanto. Poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire dolcemente per circa 2 ore. Durante la cottura mescolate bene a intervalli, finché la salsa non avrà una consistenza densa e sciropposa. Alla fine frullate fino a ottenere una crema liscia, oppure lasciate una texture leggermente rustica secondo il vostro gusto.
Riportate brevemente a ebollizione la salsa pronta e, ancora bollente, versatela in bottiglie riscaldate. Conservatela in un luogo fresco e buio. Dopo l’apertura va tenuta in frigorifero.
Ogni frutto caduto può avere un senso
La frutta caduta non è automaticamente uno scarto. A volte segnala il momento giusto per raccogliere, altre volte fa parte della naturale regolazione del carico di frutti. Può sfamare gli uccelli e altri animali, migliorare il compost oppure trasformarsi in un gustoso prodotto fatto in casa. L’importante è distinguere cosa lasciare alla natura, cosa rimuovere in sicurezza e cosa ha ancora valore per la trasformazione in cucina. Anche i frutti che non sono rimasti sul ramo possono rivelarsi molto utili sia per il giardino sia per la casa.
Fonte: RHS, David Domoney, Pestrazahrada.cz
Articoli correlati
Pomodori verdi non buttarli con un trucco semplice maturano in casa e il resto finisce in padella
A fine stagione i pomodori verdi non sono da buttare: con qualche accorgimento puoi farli maturare in casa in modo affidabile e usare quelli più acerbi in ricette sfiziose.
Le noci durano fino al prossimo raccolto ma un errore dopo la raccolta le rovina con la muffa
Le noci del proprio giardino possono conservarsi per mesi, ma solo se vengono asciugate a dovere e riposte correttamente. L’umidità residua è la causa principale di sapore stantio, irrancidimento e muffe.
Come proteggere l’orto e il giardino dal gelo in autunno e in primavera
Una sola notte di gelo può rovinare ortaggi, aromatiche e ornamentali. Con previsioni alla mano e qualche accorgimento pratico, puoi limitare i danni e salvare i raccolti nelle fasi più a rischio.
Commenti (0)
Sii il primo a commentare.