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Come salvare il raccolto di ribes anche durante la siccità

June 3, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Come salvare il raccolto di ribes anche durante la siccità
Ribes / Foto: Depositphotos
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Il ribes è tra gli arbusti che di solito non richiedono cure complicate, ma nei periodi di siccità prolungata la situazione cambia rapidamente. Proprio a maggio, quando gli arbusti finiscono la fioritura e iniziano ad allegare le bacche, la pianta consuma più energia ed è allo stesso tempo sensibile agli errori di irrigazione e nutrizione. Se ora sottovalutate l’acqua o trascurate i primi segnali dei parassiti, l’arbusto può reagire in difesa e far cadere una parte dei frutticini appena formati. Il risultato non sono grappoli pieni, ma una raccolta scarsa con bacche piccole e più acide.

Radici superficiali, il punto debole del ribes

A differenza degli alberi da frutto, il ribes non affonda le radici in profondità dove potrebbe trovare una riserva di umidità più stabile. La maggior parte delle radici sta nello strato superiore del terreno, all’incirca tra 10 e 30 centimetri, cioè proprio dove sole e vento asciugano più in fretta. Quando la terra è secca e dura, inoltre, l’acqua tende a scorrere in superficie e solo una parte raggiunge davvero le radici.

In questa fase di crescita un cespuglio adulto ha bisogno di circa 20 litri d’acqua a settimana. Irrigate in modo mirato alla base, non sulle foglie, perché la vegetazione bagnata aumenta il rischio di problemi fungini. Se il terreno è compattato, è utile smuoverlo delicatamente prima di annaffiare, così l’acqua penetra meglio e non defluisce.

La pacciamatura come modo semplice per trattenere l’umidità

Chi non vuole correre dal ribes con annaffiatoio o tubo quasi ogni giorno nelle giornate secche, dovrebbe proteggere il terreno intorno ai cespugli. Aiuta uno strato di pacciamatura alto circa 5–10 centimetri. Va bene l’erba tagliata senza infestanti andate a seme, oppure letame paglioso ben maturo. La pacciamatura copre il suolo, limita l’evaporazione rapida e mantiene le radici in un ambiente più fresco e stabile, che il ribes tollera bene.

Un altro vantaggio è il rilascio graduale di nutrienti. L’erba in decomposizione apporta un po’ di azoto al terreno, utile a maggio per la crescita dei nuovi germogli. È importante non accumulare la pacciamatura a contatto del legno, così da non tenere il colletto costantemente umido: basta lasciare un piccolo spazio libero.

Afide del ribes, intervenite prima che le foglie si accartoccino

Maggio è anche il periodo in cui spesso compare l’afide del ribes. Il segnale tipico sono rigonfiamenti rossastri a bolle sulle giovani foglie apicali. Quando le foglie si deformano e si accartocciano, il cespuglio perde parte della superficie necessaria a produrre zuccheri. Questo si riflette rapidamente sulla qualità dei frutti: le bacche risultano più piccole e meno dolci.

Prima di ricorrere ai prodotti chimici, potete provare metodi più delicati. Funziona un macerato di ortica fatto in casa oppure un trattamento con sapone molle di potassio aggiungendo un po’ di olio di colza. L’olio soffoca i parassiti e la soluzione saponosa aiuta a rompere la loro protezione, mentre l’ortica può sostenere la pianta in generale. Applicate il trattamento preferibilmente nel tardo pomeriggio e concentratevi soprattutto sulle pagine inferiori delle foglie, dove gli afidi si annidano più spesso.

Prima bloccate gli afidi, minore è il rischio che il ribes rallenti la crescita e peggiorino dimensione e sapore delle bacche.

Dopo la fioritura cambiate strategia di concimazione

In primavera spesso si stimola la crescita della massa verde con l’azoto, ma dopo la fioritura le esigenze del cespuglio cambiano. A maggio, per l’ingrossamento dei frutti è più importante il potassio, che aiuta sia la dimensione delle bacche sia la loro dolcezza. Se usate concimi pronti, conviene scegliere formulazioni per piccoli frutti, dove il potassio è più elevato.

Chi preferisce fonti naturali può usare la cenere di legna proveniente da legno pulito e non trattato chimicamente. La cenere è una fonte concentrata di potassio e apporta anche calcio. In quantità ragionevoli può migliorare lo stato del cespuglio e, indirettamente, aiutare contro alcuni problemi fungini, perché favorisce un migliore equilibrio nutritivo nel terreno.

Cespuglio di ribes / Foto: Depositphotos
Cespuglio di ribes / Foto: Depositphotos

Il ribes nero di solito è più esigente per acqua e nutrienti

Il ribes nero di solito reagisce alla siccità più sensibilmente rispetto al ribes rosso o bianco. Se lo coltivate, a maggio gli giova un’irrigazione più costante e anche un leggero supporto con nutrizione organica. Vanno bene, per esempio, concimi liquidi a base di pollina, ma sempre molto diluiti, per evitare bruciature alle radici o un eccesso di concimazione. Con buone cure, il ribes nero ripaga con frutti ricchi di vitamina C e si riduce anche il rischio di cascola delle bacche durante lo stress da siccità.

Se a maggio unite irrigazioni regolari, pacciamatura, controllo tempestivo degli afidi e nutrizione ricca di potassio, il ribes supera più facilmente il periodo secco e mantiene l’allegagione fino alla raccolta.

Fonte: Urob si sám, Gardener’s World, Gardenly, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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