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Le alte temperature non giovano all’uva spina e i frutti si ammorbidiscono e cadono

June 25, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Le alte temperature non giovano all’uva spina e i frutti si ammorbidiscono e cadono
Uva spina, attenzione al caldo / Foto: Depositphotos
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Negli ultimi anni capita sempre più spesso che l’uva spina, durante le ondate di caldo, si ammorbidisca all’improvviso: i frutti si rimpiccioliscono, perdono succo e una parte del raccolto cade prematuramente. Soffrono di più i cespugli in pieno sole, dove con temperature oltre i 30 °C aumenta nettamente l’evaporazione dell’acqua dalle foglie e dai frutti. La pianta si difende riducendo l’afflusso d’acqua ai frutti: la polpa si addensa, si disidrata progressivamente e la buccia smette di reggere la pressione. Il risultato sono bacche molli, più soggette a spaccature e alla successiva cascola.

Il problema peggiora anche con il terreno surriscaldato. Quando la zona radicale è secca e rovente, l’uva spina non riesce a rifornire d’acqua a sufficienza la parte aerea nemmeno se ogni tanto diamo piccole quantità. Un’irrigazione rapida bagna solo la superficie, mentre le radici più in profondità restano in stress.

Irrigazione corretta: con gli estremi non basta “poco e spesso”

In un’estate normale l’uva spina di solito se la cava con un’irrigazione standard, ma con il caldo prolungato spesso non è sufficiente. Con temperature estreme aiuta irrigare in modo molto più abbondante, anche con una dose d’acqua doppia, circa ogni tre o quattro giorni a seconda del tipo di terreno. L’obiettivo è bagnare la zona radicale in profondità, non solo “sciacquare la polvere” in superficie. Irrigate al mattino o alla sera, quando evapora meno acqua e la pianta riesce a utilizzarla.

È importante anche irrigare con regolarità. Un’alternanza brusca tra siccità e successivo eccesso d’acqua può causare ulteriore stress, spaccature dei frutti e un peggioramento del sapore. Se il terreno è pesante e trattiene l’acqua, meglio irrigare meno spesso, ma sempre in modo che l’acqua arrivi alle radici.

Ombreggiamento: un aiuto rapido contro le scottature dei frutti

Molto efficace è l’ombreggiamento temporaneo, soprattutto per i cespugli esposti a sud. Potete usare una rete ombreggiante verde, coprendo il cespuglio almeno per metà. Non si tratta di “mettere l’uva spina al buio”, ma di ridurre il sole diretto nelle ore centrali e la temperatura dei frutti. In questo modo si limita l’addensamento della polpa e la disidratazione delle bacche, riducendo al tempo stesso il rischio di cascola.

Con caldo oltre i 30 °C, in pieno sole i frutti si surriscaldano rapidamente, la polpa si addensa e può arrivare fino a disidratarsi e cadere.

Uva spina / Foto: Depositphotos
Uva spina / Foto: Depositphotos

Cos’altro aiuta a mantenere i frutti sodi

Un’umidità stabile si mantiene anche evitando di lasciare il terreno attorno al cespuglio nudo e arroventato. Se possibile, riducete le lavorazioni del suolo nei periodi di caldo più intenso, quando l’umidità si perde inutilmente. Aiuta anche tenere l’area attorno al cespuglio libera da una forte competizione di infestanti, che con il caldo sottraggono acqua più rapidamente. Se i frutti iniziano già ad ammorbidirsi, non aspettate la “maturazione perfetta” e raccogliete via via. Una raccolta tempestiva spesso salva la qualità e una parte del raccolto che altrimenti cadrebbe.

Come capire se è stress termico e non una malattia

Tipicamente i problemi compaiono all’improvviso durante i giorni caldi: i frutti sono molli, a volte più leggeri, si disidratano gradualmente, ma senza macchie evidenti, patine o marciumi. Le foglie possono apparire afflosciate a mezzogiorno e riprendersi parzialmente la sera. Se però notate un marcato imbrunimento, una patina fungina o un disseccamento massiccio delle foglie, conviene controllare anche eventuali malattie e lo stato generale del cespuglio. Nella maggior parte dei casi, però, la principale causa dell’ammorbidimento estivo e della cascola dell’uva spina è la combinazione di sole diretto, terreno surriscaldato e irrigazioni non abbastanza profonde.

Fonte: The Spruce, Záhrada, Gardener’s World, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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