Un trucco semplice per conservare l’aglio e farlo durare tutto l’anno
L’aglio coltivato nel proprio orto è spesso più intenso, più profumato e in cucina è insostituibile. Per questo dispiace ancora di più quando, dopo la raccolta, le teste conservate male iniziano ad ammorbidirsi, seccarsi, perdere sapore o addirittura a fare muffa. È proprio il metodo di conservazione a decidere se avrete spicchi di qualità per poche settimane oppure una scorta per molti mesi.
Non basta metterlo in dispensa. Contano il momento della raccolta, l’asciugatura e anche il fatto che le teste non germoglino durante l’inverno. Se questi passaggi vengono sottovalutati, l’aglio si rovina in fretta anche in condizioni altrimenti buone.
Quando capire che è il momento di raccogliere
Il periodo di raccolta varia in base alla varietà e il meteo ha un ruolo importante. Negli anni caldi la vegetazione accelera e fissare una data precisa è più difficile. Il modo migliore è osservare la coltura e regolarsi in base all’aspetto della pianta.
Un buon segnale è quando circa metà del fogliame ingiallisce e comincia a seccare. Se avete lasciato gli scapi fiorali, in questo periodo risultano generalmente dritti e robusti. A quel punto l’aglio di solito si avvicina alla maturazione ideale ed è il momento di prepararsi all’estrazione.
La preparazione prima della raccolta che allunga la conservazione
Circa due settimane prima della raccolta prevista è utile sospendere le irrigazioni. Le teste sono così meno esposte ai marciumi e sopportano meglio una conservazione lunga. Potete anche legare leggermente le foglie, in modo che la pianta convogli più energia nella parte sotterranea. Il risultato sono spesso teste più compatte e resistenti.
L’asciugatura dopo l’estrazione determina la qualità
Quando le teste sono grandi e ben sode, dissotterrate l’aglio e non lasciatelo inutilmente a lungo in terreno bagnato. Dopo averlo tolto, stendetelo in un luogo soleggiato e, se il tempo non è favorevole, spostatelo in un ambiente asciutto e ben aerato. È bene pulire le teste solo delicatamente dalla terra, senza asportare le tuniche protettive.
Successivamente l’aglio di solito si appende o si sistema in modo che l’aria possa circolare attorno alle teste. Dopo circa tre settimane è generalmente ben asciutto e pronto per il metodo di conservazione definitivo.

Il metodo tradizionale: treccia o mazzetti
Un metodo collaudato, che funziona da generazioni, è intrecciare le foglie in una treccia. I fusti si intrecciano gradualmente aggiungendo via via altre teste, lasciando tra loro lo spazio necessario per l’aerazione. Chi non vuole intrecciare può legare l’aglio in mazzetti più piccoli.
Che scegliate la treccia o i mazzetti, le regole di base restano le stesse. L’aglio va tenuto in un luogo asciutto, fresco e ombreggiato. Se l’ambiente è troppo caldo o umido, tenderà a seccarsi prima, ammorbidirsi, ammuffire o germogliare.
Il trucco segreto che limita la germogliazione senza sale, olio o paraffina
Esiste un procedimento semplice, pratico soprattutto quando volete mantenere l’aglio sodo a lungo e senza germogli. Non servono conservanti e non è nemmeno necessario intrecciare le teste. È importante, però, che l’aglio sia stato asciugato molto bene in precedenza.
Lasciate la testa con le tuniche, prendetela per la parte secca del gambo e passate rapidamente una fiamma sul punto dove c’erano le radici, finché annerisce. Allo stesso modo si può scottare leggermente anche la punta del gambo. Così si riduce il rischio che l’aglio inizi a germogliare anche se viene conservato per caso al caldo.
Per scottare potete usare un cannello a gas; se non è disponibile, basta una candela o un accendino. Non si tratta di bruciare l’intera testa, ma di trattare per un attimo le estremità. Le tuniche non vanno tolte, perché aiutano a mantenere l’umidità naturale dell’aglio e a proteggere gli spicchi.
Perché conviene avere aglio fresco anche in inverno

In inverno l’aglio non è solo un condimento deciso per zuppe, salse e piatti di carne. Molti lo considerano anche un tradizionale rimedio casalingo di supporto contro i raffreddori, soprattutto nel periodo in cui c’è meno verdura fresca. Se dopo la raccolta gli dedicate un po’ di cura, vi ripagherà restando sodo, aromatico e utilizzabile fino alla stagione successiva.
La cosa più importante è scegliere il momento giusto per la raccolta, asciugare bene l’aglio e poi conservarlo in un luogo asciutto, fresco e ombreggiato. Scottare la parte delle radici è inoltre un passaggio semplice che aiuta a mantenere la scorta senza germogli.
Fonte: To je nápad, GrowVeg, RHS, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
Articoli correlati
Quando la zucchina può essere tossica e come riconoscere il rischio in tempo a casa e in giardino
La zucchina non è di per sé velenosa, ma può diventare rischiosa quando accumula cucurbitacine, sostanze amare tipiche delle cucurbitacee. Ecco come riconoscere subito il problema e come prevenirlo in coltivazione.
La birra come trucco semplice per foglie lucide e piante da interno più robuste
Anche la birra, persino avanzata e ormai sgasata, può diventare un piccolo alleato per la cura delle piante da interno. Usata in quantità minime e ben diluita, aiuta a pulire e lucidare le foglie e può dare un lieve supporto nutritivo.
Come conservare correttamente le verdure dell’orto perché durino tutto l’inverno
Con la giusta combinazione di temperatura e umidità, molte verdure dell’orto si conservano per settimane o mesi. Ecco come gestire raccolta, varietà e post-raccolta per avere scorte sane fino a fine inverno.
Commenti (0)
Sii il primo a commentare.