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In autunno il ginkgo illumina il giardino come un faro, e altri cinque alberi sanno fare lo stesso anche in poco spazio

October 23, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
In autunno il ginkgo illumina il giardino come un faro, e altri cinque alberi sanno fare lo stesso anche in poco spazio
Ginkgo biloba / Foto: Depositphotos

Il ginkgo (Ginkgo biloba) è tra le piante legnose autunnali più spettacolari. Appena le temperature calano e le giornate si accorciano, le sue foglie a ventaglio si trasformano in una luminosità dorata, quasi abbagliante, che in giardino è difficile non notare. Quando poi, in poco tempo, le foglie cadono, sotto la chioma si forma un tappeto giallo compatto. Proprio questa tinta uniforme è il motivo per cui il ginkgo è così apprezzato.

La colorazione autunnale nasce dalla naturale degradazione della clorofilla. Man mano che il verde arretra, emergono i pigmenti gialli e arancioni, mentre le notti più fresche favoriscono anche la comparsa di tonalità rosse. Lo spettacolo più bello arriva di solito negli anni in cui l’autunno resta piuttosto asciutto e mite fino a ottobre.

Perché il ginkgo è amato anche nei giardini di città

Il ginkgo sopporta bene la siccità, le calure estive e anche un’aria meno pulita, quindi è adatto non solo in campagna, ma pure in ambiente urbano. Predilige il sole o una leggera mezz’ombra e un terreno che non trattenga l’acqua in eccesso. Il limite è la taglia della specie tipo, che col tempo diventa un albero imponente. Nei giardini più piccoli sono quindi più indicati i cultivar a portamento stretto. In pratica conviene scegliere piante maschili innestate, perché gli esemplari femminili producono frutti dall’odore sgradevole.

Parrotia e liquidambar offrono una palette autunnale più variata

Liquidambar styraciflua / Foto: Depositphotos
Liquidambar styraciflua / Foto: Depositphotos

Se il ginkgo colpisce per la purezza di un’unica tonalità, la parrotia persiana (Parrotia persica) affascina per la sua variabilità. Sulla stessa chioma possono comparire contemporaneamente sfumature gialle, arancioni e rosso vinaccia. Inoltre non è un albero eccessivamente esigente. Raggiunge dimensioni medie, sopporta bene gli inverni e di solito non è particolarmente soggetta a malattie. È interessante anche al di fuori dell’autunno, perché con l’età la corteccia si sfalda creando un mosaico decorativo e a fine inverno compaiono piccoli fiori con stami rossi.

Il liquidambar (Liquidambar styraciflua) ha un portamento elegante e foglie lucide a forma di stella. In autunno alterna rosso, porpora, giallo e arancione, e spesso i colori durano più a lungo rispetto a molte altre specie. Bisogna però considerare che la specie tipo diventa piuttosto grande. Preferisce un terreno più fresco e ben drenato e soffre i suoli calcarei. Nei giardini piccoli hanno più senso i cultivar compatti, perché un liquidambar comune con gli anni occuperebbe troppo spazio.

Acero giapponese per i piccoli giardini, liriodendro per gli spazi ampi

Acero giapponese / Depositphotos
Acero giapponese / Depositphotos

Gli aceri giapponesi sono tra le scelte più affidabili quando lo spazio è limitato. A seconda della varietà, in autunno le foglie virano al giallo, bronzo, porpora o rosso intenso. Crescono al meglio in una posizione riparata con luce filtrata, terreno uniformemente umido e al riparo dai venti forti. Proprio in un giardino piccolo, in un patio o nel giardino d’ingresso, sanno creare un effetto davvero notevole.

Il liriodendro (Liriodendron tulipifera) è invece un albero adatto a spazi davvero ampi. Già in estate attira l’attenzione con i suoi fiori insoliti e in autunno la chioma si colora d’oro. Ha bisogno di pieno sole, terreno profondo e una buona disponibilità d’acqua. Teme la siccità prolungata e i suoli compattati, perciò è più indicato per proprietà grandi, case di campagna o il margine di giardini estesi.

Il cotinus come effetto “fiamma” in poco spazio

Cotinus / Cotinus coggygria / Depositphotos
Cotinus / Cotinus coggygria / Depositphotos

Non tutti hanno spazio per un albero isolato. Proprio per questo vale la pena considerare il cotinus (Cotinus coggygria). Cresce come arbusto o piccolo alberello, tollera anche terreni più asciutti e poveri e in autunno si colora di arancio e rosso carminio. Anche su pochi metri quadrati riesce quindi a creare un’atmosfera decisamente autunnale senza richiedere una grande superficie.

Come scegliere l’albero giusto e quando metterlo a dimora

Nella scelta, l’aspetto più importante non è solo il colore delle foglie, ma soprattutto la dimensione finale della pianta. Per piccoli spazi sono più indicati gli aceri giapponesi, le parrotie più compatte o i cultivar di ginkgo a portamento colonnare. Un giardino di dimensioni medie può ospitare anche una parrotia a più fusti o un liquidambar di taglia contenuta. Le grandi superfici possono permettersi il ginkgo classico, il liriodendro e anche un liquidambar più vigoroso.

Conviene visitare orti botanici e arboreti, dove si possono vedere queste specie in forma adulta. In questo modo è più facile capire come appariranno in un giardino normale dopo dieci o vent’anni. I periodi migliori per la messa a dimora sono l’autunno o la primavera. Le piante in contenitore si possono piantare anche in altri momenti, se si garantiscono irrigazioni adeguate, ma in genere le stagioni più fresche aiutano a radicare meglio. Le prime belle colorazioni possono arrivare presto, ma l’effetto davvero spettacolare si vede quando la chioma è ben sviluppata.

Fonte: Canopy, The Martha Blog, Gardening Know How, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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