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Il letame fresco non va vicino alle piante, brucia radici e parte aerea

September 8, 2026 · 5 min di lettura · Jarmila M.
Il letame fresco non va vicino alle piante, brucia radici e parte aerea
Concimazione del giardino / Foto: Depositphotos
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Il letame animale è tra i più antichi fertilizzanti naturali e si usa ancora oggi perché sa unire due aspetti fondamentali: apporta nutrienti al terreno e, allo stesso tempo, ne migliora la struttura. Nel suolo aumenta la sostanza organica, stimola i microrganismi utili e aiuta le aiuole a trattenere meglio l’umidità senza però andare incontro a ristagni. Di conseguenza le piante risultano più robuste, le radici si sviluppano meglio e il terreno, col tempo, diventa più soffice e fertile.

Non esiste però un letame universalmente “migliore”. Animali diversi producono deiezioni con rapporti differenti di azoto, fosforo e potassio; cambiano anche umidità e quantità di sostanza organica. L’effetto finale dipende molto anche dal fatto che il letame sia fresco, compostato, essiccato, da quanto tempo è stato accumulato e in che condizioni è stato conservato. Chi conosce queste differenze riesce a concimare in modo più efficace e, soprattutto, più sicuro.

I tipi di letame più comuni e in cosa si differenziano

Nella pratica di giardino si usano più spesso letami di bovino, cavallo, pecora, capra, suino e pollame. Alcune fonti citano anche le deiezioni di coniglio o di lama. Ogni tipologia ha una “forza” diversa e impieghi più adatti. In generale, un contenuto più alto di azoto significa un’azione più rapida, ma anche un rischio maggiore di bruciare le piante se il materiale viene usato in modo improprio.

Letame bovino come base delicata per migliorare il terreno

Il letame bovino fresco è piuttosto umido e, rispetto a quello di pollame o alle deiezioni di coniglio, ha una concentrazione di nutrienti più bassa. Questo lo rende un ottimo materiale per costruire gradualmente la fertilità del suolo, soprattutto quando serve migliorare la struttura dei terreni sabbiosi leggeri oppure, al contrario, alleggerire e aerare suoli più pesanti. Per apportare la stessa quantità di azoto, però, ne serve una dose decisamente maggiore. Nel letame bovino essiccato i nutrienti sono più concentrati, quindi si dosa con maggiore parsimonia.

Letame ovino come scelta più concentrata

Il letame ovino tende ad avere più sostanza organica e in genere anche più nutrienti rispetto al bovino fresco. In pratica significa che lo stesso effetto si ottiene con meno materiale. Il letame ovino essiccato è ancora più “forte” ed è adatto quando si desidera nutrire in poco volume, per esempio nelle aiuole rialzate o dove non c’è spazio per grandi quantità di concimi voluminosi.

Il letame di gallina e di pollame è ricco, ma richiede cautela

Il letame di pollame è tra le fonti più ricche di nutrienti, soprattutto di azoto. Proprio per questo molti giardinieri sbagliano usandolo fresco o in dosi eccessive. Con la versione compostata il rischio diminuisce, perché una parte dell’azoto si stabilizza durante la maturazione. È importante sapere anche che il letame di pollame può avere un’azione alcalinizzante e quindi non è adatto alle piante che richiedono un terreno più acido. Tipicamente si tratta di rododendri, azalee, camelie, mirtilli o eriche.

Letame equino e il suo impiego nelle aiuole

Il letame equino è apprezzato anche perché spesso contiene lettiera, che aumenta la quota di materiali ricchi di carbonio. Questo può essere un vantaggio nel compostaggio, ma significa anche che la miscela si decompone in modo diverso a seconda che la lettiera sia paglia, trucioli o segatura. Il letame equino fresco resta comunque troppo “forte” per concimazioni dirette vicino alle piante: è meglio compostarlo prima o interrarlo con largo anticipo.

Deiezioni di coniglio: concime potente in poco volume

Le deiezioni di coniglio sono sorprendentemente concentrate e di solito non sono acquose come il letame dei grandi animali da allevamento. In pratica, anche una quantità relativamente piccola può fornire nutrienti in modo evidente. Nonostante ciò, conviene rispettare la regola dell’uso sicuro: l’ideale è compostarle oppure, almeno, non applicare materiale fresco direttamente a contatto con le radici di piante sensibili.

Deiezioni di lama e altre fonti meno comuni

Le deiezioni di lama compaiono talvolta dove i lama vengono allevati per la lana o come animali da compagnia. Il contenuto di nutrienti è generalmente buono e il dosaggio si colloca a metà strada tra i letami voluminosi e quelli più concentrati. Con le fonti meno comuni è sempre utile sapere con cosa sono stati nutriti gli animali e come è stato conservato il materiale, per evitare di introdurre in giardino sostanze indesiderate.

Gregge di pecore / Foto: Depositphotos
Gregge di pecore / Foto: Depositphotos

Letame fresco vs letame compostato

Il letame fresco è in genere più giovane di sei mesi e non ha affrontato un processo di compostaggio. Proprio questo tipo di materiale può creare problemi alle piante. Contiene più azoto prontamente disponibile e ammoniaca, che possono provocare bruciature alle radici e alla parte aerea. Inoltre le piante non riescono a utilizzare tutto l’azoto: una parte si disperde e può inquinare le acque sotterranee.

Un altro rischio sono i patogeni. Nel letame fresco possono essere presenti batteri pericolosi, per esempio E. coli, salmonella o listeria. Il letame fresco spesso contiene anche semi di infestanti non digeriti, che poi si introducono facilmente nelle aiuole.

Regola pratica: il letame fresco va interrato con largo anticipo, idealmente in autunno, oppure prima va compostato completamente e lasciato maturare.

Quando applicare il letame per essere efficaci e sicuri

L’applicazione autunnale è di solito la più indicata, perché il materiale ha tempo di decomporsi, integrarsi nella vita del suolo e in primavera non risulta più aggressivo. La seconda possibilità è l’inizio primavera, ma in questo caso è più sicuro usare letame ben maturo e compostato. Con le colture alimentari è importante ricordare che quelle a contatto con il terreno sono più delicate dal punto di vista igienico. Per questo conviene rispettare un lungo intervallo tra l’apporto di materiale non maturo e la raccolta.

Come compostare correttamente il letame

Il compostaggio riduce in modo significativo i rischi sanitari e aiuta a eliminare la germinabilità dei semi di infestanti. Se nel letame c’è poca lettiera, è utile aggiungere componenti carboniose per ottenere un rapporto equilibrato tra carbonio e azoto. In pratica significa integrare foglie secche, erba tagliata, scarti di cucina di origine vegetale oppure, per esempio, carta di giornale sminuzzata.

Conta molto anche la temperatura. Un cumulo ben impostato dovrebbe raggiungere temperature elevate per almeno una settimana, perché il calore è la chiave per limitare i patogeni. Il compost va arieggiato e rivoltato periodicamente, così la decomposizione non si blocca e non si creano cattivi odori. Dopo la fase attiva conviene lasciare il materiale a maturare ancora alcuni mesi prima di utilizzarlo nelle aiuole.

È bene considerare che il letame compostato ha valori più bassi di nutrienti prontamente disponibili rispetto a quello fresco. Il suo contributo principale, però, sta nel fornire sostanza organica più stabile, sostenere il microbioma del suolo e apportare anche microelementi, per esempio calcio, magnesio, zolfo, ferro, zinco o rame.

Domande frequenti sulla concimazione con letame

Qual è il letame migliore per l’orto e il giardino

Dipende dall’obiettivo. Se si cercano soprattutto nutrienti, primeggia il letame di pollame, ma richiede compostaggio e dosaggi prudenti. Per migliorare il terreno nel lungo periodo è molto pratico il letame bovino, perché è più delicato e migliora la struttura. Le deiezioni di coniglio sono invece adatte quando serve un concime più potente in piccole quantità.

Posso usare letame fresco direttamente vicino alle piante

No. La concimazione diretta con letame fresco può bruciare le piante e aumenta anche i rischi igienici, soprattutto nell’orto. È più sicuro compostare il letame o interrarlo nel terreno molto prima della messa a dimora.

Il letame di gallina è adatto a tutte le piante

No. Per la sua “forza” e per l’azione spesso alcalinizzante, può non essere adatto alle specie acidofile, come mirtilli o azalee. Per le altre colture è fondamentale che sia ben maturo e impiegato in dosi adeguate.

È vero che il letame migliora il terreno nel lungo periodo

Sì. Oltre ai nutrienti porta sostanza organica, che favorisce una struttura stabile e grumosa, migliora l’infiltrazione, limita il compattamento e aiuta a trattenere l’umidità. Con un uso regolare e ragionato, il terreno diventa più fertile anno dopo anno.

Il letame può trasmettere malattie

Se è fresco o compostato male, sì. Un compostaggio corretto con adeguato riscaldamento e successiva maturazione riduce molto il rischio e rende il letame un materiale sicuro e molto utile per il giardino.

Fonte: Almanac, Fine Gardening , Pestrazahrada.cz

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