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Le peonie si possono trapiantare e settembre è il momento ideale ma un errore ti farà perdere i fiori

September 27, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Le peonie si possono trapiantare e settembre è il momento ideale ma un errore ti farà perdere i fiori
Peonie / Foto: Depositphotos
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Tra i giardinieri circola da tempo la convinzione che le peonie non si possano trapiantare. In realtà è più una regola semplificata che col tempo ha assunto la forma di un principio quasi intoccabile. Il motivo è soprattutto che le peonie possono prosperare nello stesso punto per un tempo eccezionalmente lungo, spesso per decenni. Da questo però non deriva che qualsiasi spostamento significhi automaticamente un problema.

Le fonti di giardinaggio specializzate descrivono la divisione e il trapianto delle peonie come una pratica normale. Se eseguita nel periodo adatto e nel modo corretto, la pianta supera bene lo spostamento. L’autunno, in particolare settembre, è considerato il momento più favorevole.

Perché proprio settembre è ideale

A fine estate le peonie entrano gradualmente in una fase più tranquilla. La parte aerea non è più così attiva e la pianta immagazzina energie nelle radici carnose. Il terreno, inoltre, è ancora caldo mentre l’aria si rinfresca. Proprio questa combinazione aiuta a ridurre lo stress da trapianto e, allo stesso tempo, offre alle nuove radici la possibilità di continuare a crescere.

L’apparato radicale continua a svilupparsi a lungo anche dopo la fine della stagione principale, finché il terreno non si raffredda in modo significativo. In condizioni simili a quelle della Repubblica Ceca, questo significa di solito alcune settimane utili per l’attecchimento prima dell’arrivo delle gelate. Nelle zone più miti la finestra di tempo è più lunga, mentre in quota conviene accelerare i lavori e concluderli preferibilmente entro metà settembre.

La profondità di impianto decide la fioritura

Peonie / Foto: Depositphotos
Peonie / Foto: Depositphotos

L’errore più importante che si commette durante il trapianto è una profondità di messa a dimora sbagliata. Nelle peonie erbacee e nelle peonie Itoh bisogna controllare le gemme, spesso chiamate “occhi”. È proprio da queste che in primavera spuntano nuovi getti e fiori. Gli “occhi” devono restare appena sotto la superficie, circa 2,5–3 cm.

Se la pianta viene interrata troppo in profondità, produrrà sì molta vegetazione, ma i fiori possono mancare o risultare molto deboli. Le peonie Itoh, da questo punto di vista, si comportano come i classici tipi erbacei, perciò vale la stessa regola. Inoltre, non è in genere una buona idea trasferirle in vaso, perché hanno bisogno di spazio sufficiente per radicare in profondità.

Come procedere con peonie erbacee e Itoh

È consigliabile sollevare il cespo con cautela, meglio con una forca da scavo, per danneggiare il meno possibile le grosse radici di riserva. Dopo aver eliminato la terra, conviene dividere la pianta in parti più piccole. Ciascuna dovrebbe avere idealmente 3–5 gemme e una quantità adeguata di radici. Divisioni troppo piccole attecchiscono, ma di solito impiegano più tempo prima di offrire una fioritura abbondante.

Dopo la messa a dimora nella nuova buca è necessario controllare con precisione la profondità delle gemme. Nel primo inverno dopo il trapianto è utile una protezione leggera, per esempio uno strato di paglia o aghi di pino. In primavera, però, la copertura va rimossa dalla zona di ripresa vegetativa, affinché le gemme non vengano soffocate o restino inutilmente sepolte.

Le peonie arbustive hanno esigenze diverse

Nelle peonie arbustive innestate vale un principio opposto rispetto ai tipi erbacei. Il punto d’innesto va interrato molto più in profondità, circa 15 cm sotto la superficie del terreno. In questo modo, col tempo, la parte nobile sviluppa radici proprie e non dipende soltanto dal portainnesto.

Confondere queste due regole è un errore determinante. Chi pianta una peonia erbacea troppo in profondità si priva dei fiori. Chi invece mette a dimora una peonia arbustiva innestata troppo superficialmente ne limita il corretto radicamento e lo sviluppo nel lungo periodo.

Differenza tra un vecchio cespo e una piantina in contenitore

Peonia (Paeonia) / Foto: Pestrazahrada
Peonia (Paeonia) / Foto: Pestrazahrada

La situazione più impegnativa è spostare un vecchio cespo, ormai molto sviluppato, che è rimasto per molti anni nello stesso posto. Una pianta di questo tipo ha radici robuste e lunghe, che durante lo scavo quasi sempre si accorciano in parte. Se l’intero cespo venisse semplicemente trasferito altrove senza dividerlo, dopo il trapianto potrebbe indebolirsi a lungo. Per questo la divisione in porzioni più piccole è spesso più sensata.

Al contrario, una piantina in contenitore acquistata in negozio di solito comporta un rischio minore. Nella maggior parte dei casi è già alla profondità corretta e il pane di terra può essere trasferito in aiuola con disturbo minimo. Allo stesso modo bisogna trattare con cura anche una divisione fresca ottenuta da un altro coltivatore. Conviene controllare lo stato delle radici, eliminare le parti danneggiate e non lasciare che il centro della pianta venga progressivamente coperto da compost o pacciamatura.

Quando tornano i fiori

Dopo un trapianto autunnale non è raro che la peonia nella stagione successiva fiorisca poco, oppure per nulla. La pianta investe prima energie nella ricostruzione dell’apparato radicale. Un ritorno più pieno alla fioritura arriva spesso dopo due o tre anni, e con divisioni piccole anche più tardi.

Se la peonia non fiorisce nemmeno dopo molto tempo, la causa più comune è una messa a dimora troppo profonda, una posizione troppo ombreggiata, un eccesso di azoto oppure la rimozione troppo precoce delle foglie durante l’estate. Eventuali correzioni è meglio farle di nuovo solo in autunno. È proprio allora che le peonie hanno le migliori possibilità di affrontare il trapianto senza indebolirsi inutilmente.

Le peonie, quindi, non vietano il trapianto. Richiedono soltanto il periodo giusto, un intervento delicato e soprattutto una profondità di impianto precisa.

Fonte: Peonita, Martha Stewart, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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