Gli errori più comuni nella cura dei peperoni e i consigli per un raccolto abbondante
I peperoni dolci sono versatili in cucina: si mangiano crudi, si possono farcire, stufare o grigliare, e in più colorano magnificamente l’orto. Anche se hanno bisogno di molto calore e di tempo, coltivarli non è difficile se si rispettano alcune regole di base. La ricompensa migliore sono frutti sodi e succosi, dal gusto più intenso rispetto a quelli del negozio, e la possibilità di raccogliere in colori diversi in base alla varietà e al grado di maturazione.
Quando iniziare con il trapianto
I peperoni rientrano tra gli ortaggi a crescita più lenta e dalla semina al raccolto richiedono spesso circa 60–90 giorni. Per questo molti coltivatori scelgono piantine già pronte dal vivaio. In genere si mettono a dimora all’aperto 2–3 settimane dopo le ultime gelate primaverili, oppure quando il terreno si è scaldato indicativamente a 18 °C.
Se volete ottenere le vostre piantine, seminate in casa in vasetti circa 8–10 settimane prima della data delle ultime gelate. Trapiantate all’esterno solo quando le notti sono stabilmente più miti e il meteo si è assestato.
Esposizione e terreno per un raccolto abbondante
Il peperone dolce ama il sole, quindi scegliete una posizione con almeno 6 ore di luce diretta al giorno. Il terreno dovrebbe essere fertile, ricco di humus e ben drenante, in modo che le radici non restino nell’acqua. È utile incorporare compost prima del trapianto: migliora la struttura del suolo e la disponibilità di nutrienti.
Nelle zone più fresche conviene riscaldare il terreno in anticipo, per esempio con un telo nero, così da accelerare la partenza della vegetazione. I peperoni si coltivano bene anche in contenitore: sono fondamentali un ottimo drenaggio e un vaso capiente, indicativamente 11–19 litri.
Per ridurre il rischio di malattie, è meglio non piantare i peperoni dove di recente sono state coltivate altre solanacee, cioè pomodori, patate o melanzane.
Come seminare e trapiantare i peperoni
Pre-coltivazione da seme
Nella semina in alveoli, mettete di solito 2 semi per cella, in un vasetto anche 3. Interrate i semi superficialmente, circa 0,5–1 cm. Per favorire una germinazione più rapida aiuta mantenere il substrato a circa 21 °C o più, ad esempio con un tappetino riscaldante.
Dopo la germinazione, garantite alle piantine molta luce, idealmente con illuminazione artificiale, e mantenete un’umidità costante. Tagliate le piantine più deboli in modo che in ogni cella resti la più vigorosa, oppure in un vasetto al massimo due. Quando le radici riempiono lo spazio, rinvasate in un contenitore più grande e continuate così fino al momento del trapianto all’aperto.
Trapianto in piena terra e acclimatazione
Prima di spostarle fuori, è necessario acclimatare gradualmente le piantine per 1–2 settimane, abituandole alle condizioni esterne. Trapiantate in terreno preparato alla stessa profondità a cui crescevano nel vasetto. Se le piantine sono filate, potete metterle leggermente più in profondità e interrare una parte del fusto fino alle foglie più basse.
È preferibile trapiantare in una giornata nuvolosa, per ridurre lo shock da trapianto. Lasciate circa 30–45 cm tra le piante e 60–90 cm tra le file. Dopo la messa a dimora irrigate bene e valutate un sostegno, ad esempio un tutore o una gabbia, così in seguito non sarà necessario disturbare le radici piantando supporti a stagione iniziata.
Irrigazione, concimazione e cure in corso
Irrigare correttamente senza sbalzi
I peperoni richiedono irrigazioni regolari, circa 2,5–5 cm d’acqua a settimana a seconda del meteo e del tipo di terreno. Funziona bene lasciare asciugare leggermente la superficie tra un’annaffiatura e l’altra, poi bagnare a fondo, lentamente e direttamente alla base. La pacciamatura aiuta a mantenere l’umidità più stabile.
Un’irrigazione irregolare stressa le piante e può portare a problemi, per esempio al marciume apicale dei frutti.
Nutrimento per allegagione e fruttificazione
Il compost al trapianto aumenta la vitalità delle piante e la produttività. Quando iniziano a formarsi i boccioli, è opportuno concimare con un fertilizzante organico per pomodori oppure con un concime a più alto contenuto di potassio. È adatto anche un concime granulare a lenta cessione ben bilanciato con meno azoto, perché l’eccesso di azoto favorisce soprattutto le foglie a scapito dei frutti.
Cimatura e gestione della pianta
I peperoni non hanno bisogno di potature drastiche, ma per ottenere una crescita più cespugliosa e una maggiore produttività potete cimare gli apici quando le piante raggiungono circa 20 cm. La pianta si ramifica di più e spesso allega più frutti.

Stress termico durante la stagione e protezione delle piante
I peperoni reagiscono in modo sensibile agli sbalzi. Con caldo sopra circa 29–32 °C di giorno o con notti fresche sotto circa 16 °C possono perdere i fiori. Anche la carenza d’acqua ha un effetto negativo simile. Contro scottature e surriscaldamento aiuta un telo ombreggiante; contro un improvviso calo di temperatura sono utili coperture semplici, cappucci o tessuto non tessuto.
È importante anche eliminare regolarmente le infestanti, che competono per acqua e nutrienti e peggiorano la circolazione dell’aria nella coltura.
Raccolta e conservazione dei peperoni
Quando raccogliere
Potete raccogliere i frutti già quando raggiungono una dimensione utilizzabile. Si possono raccogliere peperoni verdi oppure completamente colorati, che a seconda della varietà possono essere rossi, arancioni, gialli o viola. La raccolta regolare stimola nuove allegagioni e riduce anche il rischio di danni da parassiti. D’altra parte, vale la regola che più a lungo il peperone matura sulla pianta, più tende a essere dolce.
Come raccogliere senza danneggiare la pianta
Non strappate i peperoni con forza. Tenete fermo il peduncolo e tagliatelo con forbici pulite, un coltello o cesoie da giardino. Tirando si possono danneggiare facilmente i rami e la pianta può diventare meno produttiva.
Come conservare i peperoni
In frigorifero, nel cassetto delle verdure, i peperoni si conservano fino a circa 10 giorni. Per una conservazione più lunga potete tagliarli e congelarli. Un’altra possibilità è pulirli, eliminare la parte con i semi, tagliarli e asciugarli in essiccatore o in forno a circa 60 °C per circa 4–6 ore.

I problemi più comuni, parassiti e malattie
Problemi causati dalle condizioni
Caduta dei fiori e scarsa allegagione compaiono spesso con temperature fuori dall’intervallo ideale, con bassa umidità, carenza di impollinatori o stress idrico. Aiuta una gestione più costante e il supporto agli impollinatori con la messa a dimora di piante che li attirano.
Marciume apicale si manifesta con zone molli e infossate nella parte inferiore del peperone. È legato a irrigazioni irregolari e a un’assimilazione del calcio compromessa. La correzione di solito consiste nel regolarizzare le annaffiature.
Scottature dei frutti si riconoscono da macchie chiare, biancastre o giallastre che possono diventare molli. Spesso si verificano dopo un’eccessiva defogliazione, quando i frutti perdono l’ombra naturale. Aiuta ombreggiare e intervenire in modo più delicato sulla massa fogliare.
Ingiallimento delle foglie è più spesso legato a ristagni idrici, ma possono essere in causa anche malattie oppure, al contrario, siccità. È sempre utile controllare l’umidità del terreno e lo stato delle radici.
Parassiti comuni
Afidi lasciano una patina appiccicosa e deformano le foglie. Spesso si rimuovono con un getto d’acqua più forte; in alternativa aiuta l’applicazione regolare di un sapone molle/potassico adatto alla coltivazione biologica.
Limacce e chiocciole possono rosicchiare buchi irregolari su giovani frutti e foglie. Sono efficaci trappole, raccolta manuale e riduzione dei rifugi nelle zone umide.
Ragnetto rosso succhia la linfa dalle foglie, forma sottili ragnatele e la pianta appare appiccicosa. Spesso aiuta aumentare l’umidità dell’aria, migliorare l’irrigazione e usare un trattamento delicato a base di sapone.
Cervi e caprioli di solito non distruggono i peperoni, ma in mancanza di cibo possono rosicchiare anche i frutti. Aiutano piante dissuasive e protezioni tecniche, ad esempio luci a sensore di movimento o irrigatori.
Malattie che potete incontrare
Peronospora è un problema fungino che crea macchie sui fusti e può portare a un rapido appassimento. È opportuno rimuovere le parti colpite, pacciamare il terreno per limitare gli schizzi d’acqua e l’anno successivo coltivare i peperoni in un’altra area.
Mosaico virale si diffonde spesso tramite gli afidi e provoca una colorazione giallo-verde a mosaico delle foglie, nanismo e minore produzione. Non esiste cura: le piante colpite vanno eliminate, l’area pulita e in futuro va rispettata la rotazione delle colture.
Varietà e note utili
In fase di scelta conviene orientarsi su varietà che maturano rapidamente fino al colore finale, perché i peperoni completamente maturi tendono a essere più gustosi e più nutrienti. Tra i tipi più noti ci sono le varietà che dal verde passano al rosso, oltre a quelle arancioni e gialle.
I peperoni dolci non contengono capsaicina, cioè la sostanza responsabile della piccantezza dei peperoncini. I peperoni verdi e rossi che vedete comunemente in negozio possono in realtà essere lo stesso peperone in fasi diverse di maturazione: il rosso è più maturo, più dolce e di solito con un contenuto più alto di vitamina C. Circola anche il mito secondo cui i peperoni avrebbero frutti “maschi” e “femmine” in base al numero di lobi sul fondo: in realtà i frutti non hanno sesso e le differenze dipendono soprattutto dalla varietà e dalle condizioni di coltivazione.
Fonte: Almanac, Rhs , Pestrazahrada.cz
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