Talpe e monticelli in giardino Ricino sì, ma solo a certe condizioni
La maggior parte dei giardinieri, prima o poi, si trova a fare i conti con i monticelli di terra nel prato o nelle aiuole. Sono il segnale che sotto la superficie si è insediata una talpa e ha costruito una rete di gallerie. La talpa di solito non mangia direttamente le piante, perché si nutre di insetti del suolo e di altri invertebrati. Tuttavia la sua attività può rendere più difficile la manutenzione del giardino, alterare il profilo del terreno e danneggiare indirettamente le radici creando vuoti attorno ad esse e modificando la struttura del suolo.
Perché le talpe si trasferiscono proprio nei giardini
Cibo in abbondanza in un terreno di qualità
Un giardino con un suolo vivo, ricco di humus e piuttosto umido è per la talpa un terreno di caccia ideale. In un ambiente del genere non mancano lombrichi, larve di insetti e altri organismi del terreno, che costituiscono la base della sua alimentazione. Più il suolo è biologicamente attivo, più può risultare attraente per la talpa.
Terreno facile da scavare
Le talpe preferiscono un terreno soffice, dove le gallerie si costruiscono più in fretta e con meno fatica. Prati irrigati, bordi delle aiuole o zone vicino al compost offrono spesso condizioni molto favorevoli alla loro attività.
Tranquillità e poche vibrazioni
Le parti del giardino dove si cammina poco, non si passa spesso con il rasaerba e c’è poco movimento di persone o animali sono particolarmente gradite. Lì il terreno è più stabile, con meno scosse, e la talpa ha maggiori probabilità di continuare indisturbata il suo sistema di gallerie.
Meno nemici naturali
Nelle aree in cui mancano predatori come volpi, donnole o rapaci, le talpe riescono a insediarsi più facilmente. Anche questo può spiegare perché in certi terreni tornino a comparire con regolarità.
Olio di ricino come repellente delicato mito o realtà
Tra i giardinieri l’olio di ricino viene spesso citato come un repellente leggero e relativamente rispettoso per allontanare le talpe. Non è un veleno né un metodo pensato per ferire l’animale. Il principio è piuttosto quello di modificare le condizioni nell’area trattata, rendendole sgradevoli, così che la talpa preferisca spostarsi in un punto più tranquillo.
L’effetto viene generalmente collegato a due fattori. Il primo è l’odore più marcato, che può scoraggiare la talpa dal continuare a scavare in quella zona. Il secondo è la modifica di alcune caratteristiche del terreno dopo l’applicazione, che può renderlo meno adatto allo scavo. Va considerato che il risultato raramente è immediato o totale. L’olio di ricino può aiutare a ridurre la presenza o a spostare la talpa in una parte meno critica del giardino, ma non va inteso come un sistema sicuro per eliminarla definitivamente.
Come preparare e usare una soluzione con olio di ricino
Cosa vi serve
Per una soluzione fai da te si usa olio di ricino, una piccola quantità di detersivo per piatti come aiuto per miscelarlo con l’acqua e alcuni litri d’acqua. Può essere utile uno spruzzatore o un annaffiatoio, a seconda di come intendete far penetrare la soluzione nel terreno.
Procedura di miscelazione e applicazione
Per prima cosa mescolate l’olio di ricino con il detersivo, in modo da ottenere un’emulsione che si disperda meglio in acqua. Poi sciogliete bene la miscela nell’acqua. Applicate la soluzione direttamente nel terreno, idealmente nelle gallerie aperte o attorno ai monticelli più freschi e attivi, dove c’è una maggiore probabilità che la sostanza arrivi nei tunnel utilizzati. Dopo una pioggia abbondante è opportuno ripetere il trattamento, perché l’acqua può ridurne sensibilmente l’efficacia. Di solito le talpe si fanno notare di più in primavera e in autunno, periodi in cui ha senso essere più costanti.

Altri passi ecologici che possono potenziare l’effetto
Piante dal profumo intenso
In alcuni giardini aiuta combinare l’azione repellente con la messa a dimora di specie aromatiche. Si citano, per esempio, narcisi, aglio, erba cipollina, agli ornamentali o tagete. Il loro odore e le sostanze rilasciate nel terreno possono rendere meno piacevole la permanenza a vari animali che vivono sottoterra. Non va considerata una certezza, ma una misura di supporto che talvolta dà risultati migliori rispetto a un unico metodo.
Cautela nel coltivare il ricino (Ricinus communis)
Alcune persone scelgono anche di coltivare il ricino (Ricinus communis), noto per l’aroma intenso e per la presenza di sostanze tossiche. Anche se può avere un effetto sgradito, è al tempo stesso velenoso per persone e animali. Se lo state valutando, ha senso solo dove bambini e animali domestici non possano arrivare alla pianta.
Prima di intervenire verificate che si tratti davvero di una talpa
Un errore frequente è confondere la talpa con l’arvicola. La talpa è insettivora e non distrugge le radici rosicchiandole. I danni derivano soprattutto in modo indiretto, attraverso lo scavo delle gallerie e il rimescolamento del terreno. L’arvicola, al contrario, è un roditore erbivoro che danneggia davvero le piante nutrendosene. Identificare correttamente la causa del problema è fondamentale, perché i metodi efficaci contro la talpa possono non funzionare contro l’arvicola e viceversa. Se non siete sicuri, conviene prima osservare il tipo di danno e l’attività in superficie, e solo dopo scegliere un intervento specifico.
Fonte: To je nápad, The Spruce, Gardening Know How, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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