Ha senso potare il salice in autunno se non si è fatto in primavera
La domanda se sia possibile potare il salice in autunno compare soprattutto tra i giardinieri che in primavera non sono riusciti a fare la potatura regolare. Con i salici, però, dipende molto da qual è il vostro obiettivo. Se coltivate il salice soprattutto per i gattini primaverili, una potatura autunnale drastica può farveli perdere. Le gemme a fiore si formano sui germogli già presenti sulla pianta e, se li eliminate in autunno, in primavera non ci sarà nulla da far fiorire.
Per questo, per il salice delle capre, spesso indicato anche come salice amentifero (Salix caprea), si consiglia di aspettare con l’accorciamento principale fino a dopo la fioritura. Solo allora ha senso intervenire, anche in modo deciso, perché questa specie tollera molto bene i tagli profondi e di solito ributta rapidamente.
Quando la potatura autunnale è adatta e quando conviene aspettare
La potatura autunnale può avere senso nei salici coltivati per il vimini, nei cosiddetti salici a testa (capitozzati) o nei viminaie, dove l’obiettivo è raccogliere rami di un anno e non i fiori. Il vimini, infatti, si raccoglie tradizionalmente durante il riposo vegetativo, cioè dopo la caduta delle foglie. Di solito si fa da novembre a marzo, a seconda dell’andamento dell’inverno e delle condizioni locali.
Al contrario, per i salici ornamentali, quando volete il miglior effetto primaverile, serve prudenza. Un intervento in autunno può stimolare la comparsa di nuovi germogli teneri che non fanno in tempo a maturare e con il gelo si danneggiano facilmente. Il risultato spesso è la bruciatura delle estremità dei rami e una ripartenza peggiore nella stagione successiva.
Raccolta del vimini in inverno e perché conta la tecnica di taglio
Nella viminaia di solito si raccolgono tutti i germogli annuali che partono dalla cosiddetta ceppaia, cioè dalla testa bassa o dal moncone da cui il salice ricaccia regolarmente. Nelle giovani piantagioni spesso si tratta solo di uno o due rami, che sono meno adatti ai lavori di cesteria più fini, perché possono essere irregolari o troppo sottili.
Il taglio va eseguito molto vicino al suolo, per non danneggiare la ceppaia. È importante un taglio netto, corto e inclinato, perché le ferite sfilacciate cicatrizzano peggio e possono diventare una porta d’ingresso per le malattie. Se tagliate i rami più in alto, create monconi inutilmente lunghi, che col tempo si trasformano in teste antiestetiche, innalzate prematuramente, e aumentano anche la superficie dove i parassiti possono svernare.
Il vimini si raccoglie tradizionalmente durante il riposo vegetativo dopo la caduta delle foglie, più spesso da novembre a marzo, e si taglia il più basso possibile con un taglio netto e inclinato.
Cosa succede al vimini dopo la raccolta e perché va conservato correttamente
Per il vimini destinato alla lavorazione spesso segue la bollitura, di solito per alcune ore, e poi il raffreddamento. Successivamente i rami vengono scortecciati e, secondo necessità, ulteriormente preparati. In pratica significa farli asciugare bene e conservarli in modo che non ammuffiscano. Aiuta un locale ben aerato e il vimini appoggiato su pedane di legno a qualche decina di centimetri dal pavimento, così che l’aria possa circolare sotto i fasci.
Eccezionalmente i rami si raccolgono anche durante la vegetazione. Il motivo è una situazione in cui il vimini cresce troppo grosso e il coltivatore vuole, l’anno successivo, favorire la produzione di rami più sottili e flessibili adatti a un tipo specifico di lavoro.
Il salice ornamentale Hakuro Nishiki e perché ha bisogno di potature regolari
Nei salici ornamentali, come il salice a foglia intera Salix integra Hakuro Nishiki, la potatura è fondamentale soprattutto per l’aspetto. Le sfumature rosa e bianche più belle compaiono sui germogli giovani. Se l’arbusto non viene potato per alcuni anni, la chioma si dirada, le foglie colorate si spostano solo alle estremità dei rami lunghi e all’interno comincia a prevalere il legno vecchio. Con accorciamenti regolari favorirete una forma densa e compatta e, allo stesso tempo, più giovani getti che rendono questo arbusto attraente.
Inoltre è una specie a crescita rapida, con maggiori esigenze di acqua e nutrienti. Se dopo la potatura c’è siccità o il terreno è povero a lungo, la pianta spesso sopravvive, ma la rigenerazione è più lenta e la colorazione risulta meno intensa.
I momenti migliori per potare durante l’anno e perché spesso si evita l’autunno
La potatura principale di formazione di solito si programma tra fine inverno e inizio primavera, prima che le gemme si aprano del tutto. In questo periodo la pianta è a riposo, l’intervento la stressa meno e l’energia può concentrarsi sulla nuova vegetazione primaverile. Un taglio drastico tardivo in primavera spesso elimina germogli freschi in cui il salice ha già investito energia, e così rimandate inutilmente l’effetto ornamentale.
In estate di norma si fa solo una manutenzione leggera, per esempio eliminando rami danneggiati o che crescono male. La potatura autunnale nei salici ornamentali in generale non è consigliata, perché può provocare una ricrescita tardiva e tenera, sensibile alle prime gelate. L’eccezione è quando si rimuovono rami chiaramente malati o spezzati: in quel caso intervenire è sensato in qualsiasi momento.
Come riconoscere il momento giusto osservando le gemme
Affidarsi solo al calendario può non funzionare, perché ogni zona ha un clima diverso. È meglio osservare le gemme. Finché sono sode, piccole e ben chiuse, il salice è ancora in riposo profondo. Quando le gemme iniziano a gonfiarsi visibilmente e ad ammorbidirsi, si avvicina il momento in cui la potatura dà di solito il miglior risultato. L’ideale è accorciare proprio quando le gemme sono in rigonfiamento, ma non si sono ancora aperte in foglie.
Procedura di potatura perché l’arbusto si infittisca e rigeneri bene
Iniziate controllando tutta la pianta e rimuovete per prime le branche secche, danneggiate o sospette. Poi eliminate i germogli che si incrociano e sfregano, perché infittiscono inutilmente la chioma e peggiorano la circolazione dell’aria. Nei salici ornamentali è normale accorciare una parte dei getti dell’anno precedente, così l’arbusto si infittisce e produce più rami giovani.
Se il salice è troppo cresciuto o è rimasto a lungo senza cure, si può scegliere anche un taglio più profondo. Molti salici lo tollerano molto bene e sono in grado di ributtare anche dopo un ringiovanimento deciso. È importante eseguire un taglio obliquo e pulito appena sopra una gemma, preferibilmente sopra una gemma rivolta verso l’esterno della chioma, così il nuovo getto non crescerà verso l’interno.
Attrezzi, igiene ed errori tipici durante la potatura

La base sono forbici ben affilate, che fanno un taglio pulito senza schiacciare i tessuti. Per i rami più grossi sono utili le cesoie a leva e, sul legno davvero vecchio, anche un seghetto. Se eliminate parti malate, conviene pulire periodicamente le lame con un disinfettante, per non diffondere il problema.
Tra gli errori più comuni ci sono il taglio con utensili spuntati, lasciare monconi lunghi nella raccolta del vimini, accorciamenti drastici troppo tardivi in primavera e anche la potatura autunnale dei salici ornamentali, che induce una ricrescita tardiva e inadeguata. Nei salici a fusto, inoltre, è necessario eliminare regolarmente i polloni e i germogli che spuntano dalla parte bassa, perché sottraggono energia alla chioma e rovinano la forma.
Cosa aspettarsi dopo la potatura e come favorire una rapida ricaccia
Dopo un taglio più deciso il salice può sembrare spoglio, ma è normale. Se la potatura è stata fatta al momento giusto, nel giro di poche settimane compaiono nuove gemme e poi foglie fresche. La velocità di rigenerazione è fortemente influenzata da acqua e nutrimento. I salici amano un terreno uniformemente umido e dopo la potatura di solito apprezzano un’irrigazione abbondante, soprattutto se non piove.
Se la crescita non riparte, spesso la colpa è della siccità, di un suolo povero o di un periodo d’intervento sbagliato. In pratica conviene considerare la potatura e la cura del terreno come un tutt’uno, perché il solo accorciamento senza un supporto successivo spesso non dà quell’effetto fitto e colorato che ci si aspetta dai salici.
Riepilogo autunnale per gattini, vimini e salici ornamentali
Se volete i gattini in primavera, programmate la potatura principale del Salix caprea solo dopo la fioritura, altrimenti perderete i fiori. Se l’obiettivo è il vimini, la raccolta si fa nel riposo vegetativo dopo la caduta delle foglie e si taglia il più basso possibile e in modo netto. E per i salici ornamentali variegati vale la regola che il periodo più importante è tra fine inverno e inizio primavera, mentre la sagomatura autunnale è meglio limitarla alla rimozione indispensabile di rami danneggiati o malati.
Fonte: Záhrada, Tree Works, Ferber, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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