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Cure di settembre per le ortensie dopo la fioritura

September 7, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Cure di settembre per le ortensie dopo la fioritura
Ortensie / Foto: Depositphotos
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Le ortensie sono tra gli arbusti ornamentali più generosi, perché di solito si accontentano di cure di base eppure sanno riempire il giardino di fiori grandi e appariscenti. La fioritura spesso dura dalla primavera fino a fine estate e all’inizio dell’autunno, quindi settembre è il periodo in cui la pianta saluta gradualmente la stagione principale. Proprio allora ha senso dedicarle gli ultimi interventi, che sostengono la salute del cespuglio, la maturazione dei tessuti e un buon avvio per l’anno successivo. Se si sottovalutano le cure autunnali, l’ortensia in primavera ricaccerà comunque, ma può risultare più debole, più sensibile al gelo o meno propensa a formare fiori.

Concimazione autunnale senza azoto

Durante primavera ed estate le ortensie apprezzano concimazioni regolari, perché una fioritura lunga è energivora. Sono particolarmente indicati i concimi specifici per ortensie, formulati per favorire la fioritura e al tempo stesso rispettare le esigenze legate alla reazione del suolo. In alcune specie il colore dei fiori può variare in base al pH: in ambiente più acido prevalgono tonalità più azzurre, mentre in suoli più alcalini compaiono più spesso sfumature rosate. C’è anche chi, per modificare leggermente l’ambiente, aggiunge materiali facilmente reperibili, per esempio i fondi di caffè, che possono acidificare lievemente il terreno.

A settembre, però, è fondamentale rispettare una regola. Il concime non dovrebbe più contenere azoto, perché stimola la produzione di nuovi getti teneri. Questi accrescimenti non fanno in tempo a maturare prima dell’inverno e risultano poi più soggetti ai danni da gelo. A fine stagione conviene quindi usare miscele autunnali, con enfasi sugli elementi che favoriscono la lignificazione e la resistenza. Per le ortensie paniculate si può utilizzare anche un concime universale solubile, purché si controlli che il contenuto di azoto sia basso o nullo.

Potatura dopo la fioritura solo con cautela

Quando la fioritura termina, viene spontaneo accorciare drasticamente i cespugli, ma con le ortensie è un errore frequente. Se la pianta viene tagliata troppo bassa, in primavera ricaccerà sì, ma potreste vedere meno fiori, o addirittura nessuno, perché vengono eliminate le parti su cui si formerebbero le infiorescenze. A settembre conviene quindi mantenere un approccio più di manutenzione, eliminando soprattutto le parti secche, danneggiate o le infiorescenze sfiorite. In questo modo il cespuglio si alleggerisce, appare più ordinato e al tempo stesso si preserva il potenziale di fioritura per la stagione successiva.

Preparazione all’inverno per le ortensie in piena terra

Ortensie / Foto: Depositphotos
Ortensie / Foto: Depositphotos

Verso fine settembre o all’inizio di ottobre arriva il momento giusto per la protezione invernale, soprattutto nelle zone dove i geli sono lunghi e il terreno gela in profondità. Conviene proteggere l’apparato radicale aggiungendo compost ben maturo alla base e poi coprendo. Come strato protettivo può andare bene un pacciame oppure, per esempio, foglie di faggio, che aiutano a mantenere una temperatura più stabile e a limitare sbalzi bruschi di umidità. L’obiettivo non è soffocare la pianta, ma creare un cuscino isolante che attenui gli stress del clima invernale.

Le ortensie giovani, che non hanno ancora legno robusto e radici profonde, di solito richiedono più attenzioni rispetto ai cespugli adulti ben radicati. In questi casi funziona bene coprire la parte aerea con tessuto non tessuto bianco. Protegge i rami dal gelo intenso e dal vento disseccante e, al tempo stesso, lascia passare l’aria, riducendo al minimo il rischio di condensa e marciumi.

Svernamento delle ortensie coltivate in vaso

Le ortensie in vaso sono più sensibili in inverno, perché le radici non hanno la stessa protezione termica del terreno. Quando le foglie cadono, è opportuno spostare i contenitori in un luogo fresco ma al riparo dal gelo, per esempio in cantina o in garage. L’ideale è una temperatura intorno ai 5–10 °C. Essendo un arbusto caducifoglia, durante il riposo vegetativo non ha bisogno di luce in inverno. È però importante non dimenticare l’annaffiatura, anche se moderata. Il substrato non deve asciugare completamente, ma non deve nemmeno restare costantemente fradicio, perché l’acqua stagnante favorisce il marciume radicale.

Quando in primavera compare la nuova vegetazione, la pianta viene riportata gradualmente alla luce. All’inizio è meglio non esporla al sole diretto e intenso, così i getti si acclimatano e si evitano scottature. Uno svernamento corretto in vaso e una preparazione sensata a settembre si vedono di solito dal fatto che l’ortensia riparte nella nuova stagione senza un indebolimento marcato e ha migliori possibilità di formare infiorescenze dense e sane.

Cosa ricordare delle cure di settembre

Settembre, per le ortensie, è un passaggio tra la fioritura e il riposo invernale. Conviene quindi pensare all’ultima concimazione senza azoto, alla rimozione delicata dei fiori appassiti e alla protezione tempestiva delle radici dal gelo. Per le piante in vaso, invece, sono cruciali soprattutto un ricovero invernale sicuro e irrigazioni controllate. Se questi passaggi si susseguono con coerenza, il cespuglio non si esaurisce inutilmente prima dell’inverno e l’anno prossimo vi ripagherà con vigore e una fioritura più abbondante.

Fonte: BBC Gardeners World, Garden World App, Gardenino, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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