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Cosa mettere nella buca quando si piantano i pomodori per un raccolto molto più abbondante e piante robuste

June 3, 2026 · 5 min di lettura · Tomas Rohlena
Cosa mettere nella buca quando si piantano i pomodori per un raccolto molto più abbondante e piante robuste
Piantare pomodori / Foto: Depositphotos
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I pomodori sono tra gli ortaggi più amati, ma senza una buona preparazione del terreno e una concimazione ragionata è difficile ottenere raccolti abbondanti. È una coltura piuttosto esigente, che consuma molti nutrienti ed è anche sensibile a malattie e parassiti. Per questo conviene curare non solo come concimare durante la stagione, ma soprattutto cosa mettere nella buca di impianto, così che le piantine radichino in fretta e abbiano la forza di allegare molti frutti.

La preparazione dell’aiuola comincia prima della primavera

La messa a dimora si fa in primavera, ma il vero beneficio per il terreno arriva dalla preparazione in autunno o molto presto dopo l’inverno. In questa fase si reintegrano nutrienti che entro la primavera hanno il tempo di incorporarsi e creare una riserva stabile per i pomodori. Un letto di coltivazione ben nutrito è la base su cui si costruiscono quantità e sapore del raccolto.

I minerali di cui il terreno ha quasi sempre bisogno

Nella fase preparatoria sono utili concimi con fosforo e potassio. Il fosforo sostiene l’apparato radicale e il potassio, più avanti, si riflette su fioritura, allegagione e resistenza delle piante. L’applicazione è semplice: si distribuisce il concime in superficie e si interra leggermente. Se il terreno è più acido, ha senso correggerlo con una calcitazione, così che i nutrienti vengano assimilati meglio.

Sostanza organica, compost e cenere come garanzia

Anche la componente organica è preziosa per i pomodori. Si può usare letame ben maturo o materiale ben decomposto, non “fresco”. Un trucco interessante è aggiungere al materiale organico anche del superfosfato, così si migliora la disponibilità dei nutrienti e il sistema radicale riceve un ventaglio più ampio di elementi. Il compost aiuta inoltre ad alleggerire il terreno, migliorarne struttura e aerazione. Può essere utile anche la cenere di legna, che apporta soprattutto potassio e altri minerali.

Cosa aggiungere nella buca al momento del trapianto

Quando l’aiuola è pronta, arriva il finale di primavera. Circa 24 ore prima del trapianto si può bagnare il terreno con una soluzione molto blanda di permanganato di potassio, con effetto disinfettante. Si rivela utile anche una soluzione di lievito preparata con 10 g di lievito fresco in 10 litri di acqua decantata, perché il lievito stimola l’attività dei microrganismi del suolo e le piante spesso rispondono con una crescita più rapida.

Il lievito come starter rapido

Al momento della messa a dimora si può versare in ogni buca del fertilizzante a base di lievito, indicativamente circa 220 ml. Non è una magia dall’oggi al domani, ma un aiuto alla ripartenza: la piantina di solito supera meglio lo stress del trapianto e attecchisce più velocemente.

Gusci d’uovo per nutrire la zona delle radici

Nella buca si possono aggiungere anche gusci d’uovo sminuzzati. Nel terreno si degradano gradualmente e aiutano a reintegrare componenti minerali direttamente nella zona radicale, cosa pratica per una pianta giovane.

La cenere come fonte di potassio

Il potassio fa bene alle radici e ai futuri frutti. Una fonte facilmente reperibile è la cenere asciutta ottenuta bruciando paglia, erba secca o, per esempio, steli di girasole. In una buca si possono mettere circa 100 g di cenere asciutta e mescolarla con la terra, così da evitare il contatto diretto con le radici in uno strato concentrato.

Come concimare i pomodori dopo il trapianto

Dopo il trapianto contano regolarità e tempistiche. Dopo circa 14 giorni si può somministrare un concime complesso specifico per pomodori, indicativamente un cucchiaino da tè in 900 ml d’acqua. In seguito si può usare con prudenza un trattamento ripetuto con una soluzione blanda di permanganato di potassio in combinazione con componenti NPK, applicata alla base della pianta. Dopo altri 14 giorni circa può essere il turno di una miscela con superfosfato e potassio, indicativamente attorno a 100 g per pianta, in base al vigore e alla fertilità del terreno.

Pollina e nitrato con giudizio

La pollina ben matura va usata solo dopo diluizione, comunemente nel rapporto 1:15. È utile anche spolverare leggermente l’area intorno ai cespi con cenere. Circa tre settimane dopo il trapianto si può impiegare anche nitrato ammonico, per esempio 25 g in 8 litri d’acqua, ma sempre valutando che le piante non crescano troppo “di foglia” a scapito di fiori e frutti.

Dai primi fiori proseguite a intervalli

Quando compaiono i primi fiori, è il momento di una nutrizione che sostenga fioritura e allegagione, per esempio una combinazione di letame e componenti NPK in dose attorno a 20 g per 8 litri d’acqua. Poi di norma la concimazione si ripete ancora più volte a intervalli di circa 14–20 giorni.

Raccolto di pomodori / Foto: Depositphotos
Raccolto di pomodori / Foto: Depositphotos

Bucce di cipolla come prevenzione semplice

Le bucce di cipolla funzionano come un complemento universale per la nutrizione e come prevenzione contro alcuni parassiti. Basta aggiungerne qualche manciata sotto ogni pianta: apportano sostanze che sostengono la vitalità e, grazie ai componenti aromatici, possono limitare alcuni insetti. Durante la stagione si può ripetere la concimazione con le bucce due o tre volte.

Macerato per irrigazione e trattamenti

Per il macerato si possono usare circa 300 g di bucce di cipolla, coprirle con acqua bollente e lasciarle in infusione per circa 10 ore. Poi la soluzione si diluisce, per esempio 4 litri di macerato in 20 litri d’acqua. Per un impiego più mirato alle radici si può preparare anche una versione più concentrata, in cui 100 g di bucce vengono coperte con 1 litro di acqua bollita e lasciate riposare per circa 20 ore. Due trattamenti nel periodo vegetativo, spesso proprio durante la fioritura, possono aiutare a ridurre il rischio di problemi fungini.

Altri consigli pratici per più frutti e meno spaccature

Quando si formano i grappoli e i frutti iniziano a maturare, di solito tra fine luglio e inizio agosto, conviene ridurre nettamente le irrigazioni. L’eccesso d’acqua porta spesso alla spaccatura dei pomodori. Annaffiate piuttosto la sera e mirate alle radici. Per favorire una maturazione più rapida, alcuni orticoltori aggiungono in un secchio d’acqua una piccola quantità di acqua ammoniacale, circa 2–3 ml. In giugno e luglio si può ogni tanto usare anche un’irrigazione con lievito, per esempio 50 g di lievito fresco per un secchio d’acqua, circa 1 litro per pianta.

Fermentato di pane e scarti di pesce come fonte di nutrienti

Il pane secco si può mettere in ammollo, lasciarlo fermentare due giorni al sole e poi usare la soluzione per bagnare alla base del cespo. Le piante spesso reagiscono con foglie più sode e maggiore vigore. Un’opzione interessante sono anche gli scarti di pesce, per esempio teste o lische, che al trapianto o durante la stagione si interrano nel terreno attorno alle piante. È una fonte naturale di fosforo, che si libera gradualmente e può sostenere radici e produttività.

Fonte: To je nápad, The Spruce, Pestrazahrada.cz

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Tomas Rohlena
Tomas Rohlena

Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.

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