Come salvare le piantine afflosciate dopo il trapianto e rinforzarle di nuovo
Dopo il passaggio dal vasetto all’aiuola, le piante possono perdere turgore in poco tempo, afflosciare le foglie e sembrare come se non avessero più forza di crescere. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una malattia, ma del cosiddetto shock da trapianto. La piantina passa da condizioni controllate a un ambiente diverso, dove cambiano temperatura, circolazione dell’aria, intensità del sole e umidità del terreno. La pianta cerca di sopravvivere, quindi riduce la perdita d’acqua attraverso le foglie e rallenta temporaneamente le sue funzioni. Il problema è che le radici non riescono ancora a trasportare l’umidità alla parte aerea con la stessa efficienza di prima del trapianto.
L’errore più comune è aggiungere subito acqua
Quando vediamo le foglie afflosciate, la prima reazione è spesso dare un’irrigazione abbondante. Solo che, con piantine in shock, può andare al contrario di quanto ci aspettiamo. Dopo il trapianto le radici sono indebolite e un terreno fradicio riduce l’ossigenazione, aumentando il rischio di marciumi. Nei casi estremi la pianta non si riprende più. In questa fase, quindi, è più importante ridurre lo stress e le perdite d’acqua dalle foglie che aumentare rapidamente le irrigazioni.
Ombreggiare è l’aiuto più rapido per le foglie
Il modo più semplice per dare sollievo alle piantine è limitare temporaneamente il sole diretto. Quando le foglie non sono esposte a una radiazione intensa, si surriscaldano meno e la pianta non deve combattere così tanto contro l’evaporazione. Aiuta una copertura di fortuna con tessuto non tessuto bianco, che lascia passare la luce ma attenua il calore. Può funzionare altrettanto bene anche qualsiasi cosa crei per poco tempo una mezz’ombra, ad esempio un vaso con una pianta più grande sistemato accanto alle piantine. Nel giro di pochi giorni l’apparato radicale di solito inizia a riprendersi, riparte la crescita e le foglie tornano gradualmente a essere più sode.
Sostenere la radicazione con le micorrize
Se volete facilitare la partenza delle piante, potete aggiungere funghi micorrizici attorno alle piantine. Favoriscono la collaborazione tra radici e suolo e possono migliorare l’assorbimento di acqua e nutrienti. È importante incorporarli il più vicino possibile alle radici, ma lavorando con delicatezza per non danneggiarle. In questa fase conviene essere leggeri, perché ogni intervento inutile può prolungare lo shock.
Come irrigare dopo la messa a dimora per rinforzare le radici
Se avete messo l’acqua nella buca d’impianto e solo dopo avete sistemato la piantina, non serve affrettare la successiva irrigazione. Potete tranquillamente aspettare alcuni giorni, circa cinque, in base al meteo e al tipo di terreno. Se anche allora la pianta appare afflosciata, scegliete un’irrigazione mirata in profondità, non superficiale.
Un trucco semplice con una buchetta più profonda
A circa dieci centimetri dal fusto create un piccolo foro nel terreno. Non deve essere largo: circa cinque centimetri bastano; conta la profondità, intorno ai venti centimetri. Versate l’acqua in questa buchetta. Così l’umidità arriva più rapidamente alle radici in profondità, dove l’ambiente è più stabile, e la pianta viene anche stimolata a radicare più in basso.
Perché evitare nebulizzazioni frequenti e irrigazioni superficiali
Una bagnatura leggera in superficie può sembrare delicata, ma spesso porta le radici a restare nello strato superiore del terreno, quello che si surriscalda e si asciuga più in fretta. Un’irrigazione più profonda e ragionata, al contrario, favorisce la formazione di radici più robuste, capaci di affrontare meglio il caldo e brevi periodi di siccità.
Lasciate alle piantine calma e tempo per riprendersi
Dopo il trapianto, la parte più difficile è spesso togliere le mani. Ci viene voglia di concimare subito, cimare o smuovere la terra attorno per “aiutare”. In realtà così possiamo aumentare ulteriormente lo stress. La concimazione per una piantina indebolita è un po’ come un pasto pesante per una persona che non sta bene. Se la piantina è stata messa a dimora in un buon terreno, di solito ha tutto il necessario per i primi giorni. Se garantite ombra e un’irrigazione corretta, nel giro di qualche giorno le foglie dovrebbero iniziare a rialzarsi e a recuperare un colore sano.
Il miglior aiuto subito dopo la messa a dimora è sorprendentemente semplice: meno interventi, ombra temporanea e un’irrigazione ben pensata in profondità.

Controllo dei parassiti che possono finire le piantine
Anche se le piantine si afflosciano soprattutto per lo shock, conviene verificare che non siano contemporaneamente attaccate da parassiti. I problemi possono essere causati sia dalle formiche sia dalle lumache. Con le formiche può capitare che danneggino il fusto proprio a livello del terreno. Perciò scostate leggermente la terra vicino al fusto e controllate che non sia rosicchiato o indebolito all’altezza della superficie.
Cosa può aiutare contro formiche e lumache
Come prevenzione semplice, dopo la messa a dimora si può incorporare leggermente attorno alle piantine cannella di Ceylon e inumidirla appena. Contro le lumache funzionano bene le protezioni riutilizzabili, che difendono meccanicamente la pianta nel periodo più vulnerabile. Se in più ombreggiate le piantine e tenete sotto controllo l’irrigazione, riducete anche il rischio che i parassiti le raggiungano proprio quando sono indebolite.
Fonte: Zahrada, Chilli forum, RHS, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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