Come potare correttamente l’oleandro allevato a alberello per averlo fitto, sano e ricco di fiori anche in Italia
Nelle zone costiere l’oleandro compare spesso nei giardini anche nella forma ad alberello, con chioma rialzata. Nel nostro clima, però, di solito si coltiva in contenitore, perché sopporta male gelate prolungate. Questo incide anche sulla potatura, che va programmata in modo che la pianta sverni bene e, allo stesso tempo, non perda la fioritura futura.
È bene considerare che l’oleandro tende naturalmente a formare un cespuglio. Allevarlo ad alberello significa quindi mantenere regolarmente il fusto pulito e, al tempo stesso, modellare la chioma, così che non si apra in modo irregolare con rami troppo lunghi.
La regola base della potatura è accorciare i rami di circa un terzo
Con l’oleandro allevato ad alberello si procede in modo simile alla forma cespugliosa. In genere si accorciano i rami della chioma di circa un terzo della loro lunghezza. Questo stimola la ramificazione, infittisce la chioma e la rende più compatta. Se l’alberello sviluppa dal fusto principale alcune branche più lunghe, è normale ridurle per ottenere una forma equilibrata ed evitare che la pianta risulti sbilanciata e sovraccaricata da un lato.
L’entità del taglio dipende dall’aspetto che desiderate. C’è chi preferisce una chioma regolare, più o meno tondeggiante, e chi invece punta su un profilo più libero e naturale. Nel primo caso si accorcia in modo più uniforme, mentre nel secondo si interviene soprattutto su ciò che sporge o apre inutilmente la chioma.
I germogli sotto la chioma decidono se l’alberello resterà davvero un alberello
Nella forma ad alberello è importante controllare i germogli che spuntano più in basso, sotto la chioma, lungo il fusto oppure appena sopra la superficie del substrato. Questi ricacciano col tempo la pianta verso l’aspetto cespuglioso. A seconda della forma desiderata si possono accorciare in modo deciso oppure eliminare quasi a filo del fusto. Più volete un tronco pulito, più dovete essere rigorosi nell’asportare questi getti.
Se sul fusto compaiono rametti deboli o mal posizionati, che rovinano la silhouette, è meglio eliminarli presto. In questo modo la pianta convoglia l’energia nella chioma, dove si vuole la massa principale di foglie e fiori.

Quando è il momento migliore per potare e perché lo svernamento conta
Il periodo più adatto per la potatura è in genere tra fine estate e inizio autunno. È pratico intervenire poco prima di spostare l’oleandro dalla posizione esterna al locale di svernamento. Così la pianta entra più facilmente negli spazi, la chioma si riordina e si riduce il rischio di danni accidentali durante la movimentazione.
Un motivo importante per concentrare il taglio in questo periodo è legato alla fioritura. L’oleandro forma i fiori soprattutto sui rami dell’anno, che crescono in primavera. Potando al momento giusto si minimizza il rischio di eliminare le parti che, più avanti, porterebbero boccioli e infiorescenze.
L’oleandro tollera bene la potatura, ma lavorate in sicurezza
L’oleandro è tra le piante che di solito sopportano molto bene l’accorciamento dei rami. Anche una potatura più energica viene in genere superata senza problemi, se la pianta ha sufficiente luce, irrigazioni adeguate e uno svernamento corretto. Va però considerata la sicurezza: il lattice bianco dell’oleandro può irritare la pelle, quindi è consigliabile potare sempre con i guanti e lavarsi accuratamente le mani dopo il lavoro.
Come coltivare l’oleandro durante l’anno perché la potatura dia il massimo
Nelle nostre condizioni l’oleandro si coltiva più spesso in vaso. In estate beneficia della permanenza all’aperto, per esempio su balcone o terrazzo, dove ha molta luce e aria. In inverno va spostato in un ambiente luminoso con finestre, idealmente dove la temperatura resti circa tra 4 e 8 °C. Queste condizioni possono essere garantite, ad esempio, da un garage fresco o da un altro locale luminoso e non riscaldato.
È utile sapere che l’oleandro sopporta solo brevi episodi di freddo leggero, all’incirca fino a -10 °C, e comunque in modo piuttosto eccezionale. Per questo è meglio non sottovalutare un ricovero tempestivo. Una potatura ben programmata prima di spostarlo al chiuso aiuta a mantenere la pianta compatta, sana e pronta per la nuova stagione.
Consiglio per modellare un giovane fusto
Sulle piante giovani il fusto può essere modellato anche in modo creativo. Se l’oleandro presenta più rami ancora non lignificati, si possono intrecciare con delicatezza, per esempio in una semplice treccia. Questa lavorazione va fatta con pazienza e gradualmente, per evitare di spezzare i tessuti. Il risultato può essere un tronco originale, che dà maggiore carattere alla forma ad alberello.
Fonte: Gardening Know How, Niepodlewam, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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