I gerani quest’anno fioriranno alla grande, evita gli errori e ottieni più fiori
In primavera gli scaffali dei vivai sono pieni di gerani, ma vale la pena non sottovalutare la scelta. Una piantina sana si riconosce subito. Le foglie devono essere verde scuro, consistenti e senza macchie, che spesso indicano l’inizio di una malattia o la presenza di parassiti. La pianta dovrebbe apparire compatta, senza parti afflosciate, e anche se non vedete dentro il vaso deve essere ben ancorata nel terriccio e non dondolare. Proprio un buon avvio decide se in estate le cassette saranno piene di fiori oppure solo di foglie.
Non rimandate il rinvaso e date loro spazio
Dopo averli portati a casa, l’ideale è trasferire i gerani il prima possibile nelle cassette definitive. Anche le piante piccole hanno bisogno di spazio, perché crescono in fretta e presto riempiono tutto il volume del contenitore. Dopo il rinvaso giova loro un regime più tranquillo al caldo, così da riuscire a radicare bene. È adatto un ambiente con temperatura stabile intorno ai 20 °C, dove non siano esposti a correnti d’aria né a sbalzi meteorologici.
Il drenaggio è fondamentale, senza le radici soffrono
I gerani tollerano male radici costantemente bagnate, perciò è importante che l’acqua in eccesso abbia dove defluire. Sul fondo della cassetta è bene mettere uno strato drenante, per esempio argilla espansa oppure cocci di vecchi vasi. In questo modo l’acqua non ristagna vicino alle radici e il substrato “respira” meglio. L’eccesso d’acqua è una causa frequente di ingiallimento delle foglie e anche di una fioritura più debole.
Dove mettere i gerani perché fioriscano davvero al massimo
I gerani amano la luce, ma l’afa e il sole rovente li danneggiano più di quanto non li aiutino. Su un balcone esposto a sud e molto caldo il terriccio si asciuga rapidamente e la pianta finisce per spendere la maggior parte delle energie a sopravvivere invece che a formare boccioli. L’ideale è una posizione luminosa in cui il sole arrivi solo per una parte della giornata, per esempio al mattino o nel tardo pomeriggio. Un buon compromesso è la mezz’ombra, dove hanno luce a sufficienza ma non restano tutto il giorno nelle ore più calde.
Un luogo riparato aiuta, soprattutto le varietà ricadenti
Un altro fattore importante è il vento. Le raffiche forti possono spezzare i fusti più teneri e le varietà ricadenti sono particolarmente sensibili ai danni meccanici. Se scegliete ai gerani una posizione protetta, vi ripagheranno con una crescita più uniforme e una forma più ordinata. In un punto riparato, inoltre, è più facile mantenere costante l’umidità del terriccio, perché i contenitori si asciugano meno.
Quando metterli fuori e perché vale la regola dei dieci gradi
Con il trasferimento su balcone o in giardino non conviene avere fretta. Il riferimento tradizionale ai ritorni di freddo di maggio ha ancora senso. È sicuro spostare i gerani all’aperto solo quando le temperature notturne non scendono stabilmente sotto i 10 °C e non c’è rischio di gelate mattutine. Il freddo rallenta le piante, può danneggiare i tessuti giovani e il risultato è spesso una partenza più lenta della stagione.
L’acclimatazione come preparazione delicata alle condizioni esterne
Se volete preparare rapidamente i gerani a stare fuori, aiuta un’acclimatazione graduale. Circa una settimana prima della sistemazione definitiva potete metterli fuori di giorno all’ombra, così si abituano al movimento dell’aria e al cambio di ambiente. Di notte però riportateli ancora al caldo. Questo procedimento riduce il rischio di shock dovuto a un cambiamento improvviso delle condizioni.

Irrigazione senza errori e piccoli trucchi per più fiori
È meglio annaffiare con criterio. Il terriccio deve restare leggermente umido, ma mai fradicio a lungo. Il momento più adatto per irrigare è al mattino o alla sera, quando il sole non picchia. Non è bene versare acqua sulle foglie in piena luce, perché le gocce possono provocare bruciature dei tessuti. Un’irrigazione regolare ma moderata è una delle differenze maggiori tra gerani medi e gerani davvero da esposizione.
Quando e come usare lo iodio per favorire i boccioli
Oltre alla concimazione normale, ogni tanto potete ricorrere anche a una soluzione di supporto semplice, che i coltivatori citano spesso come stimolo per la formazione dei boccioli. Nell’acqua d’irrigazione si aggiunge iodio a una concentrazione davvero minima, in genere una goccia per litro d’acqua. È importante non esagerare e considerarlo un aiuto, non un sostituto di una nutrizione equilibrata. Ha soprattutto senso nel periodo in cui i gerani entrano in fioritura intensa e serve sostenere un’ulteriore ondata di boccioli.
Rimuovere i fiori appassiti prolunga la stagione
Per una fioritura generosa è fondamentale eliminare regolarmente i fiori sfioriti. Quando il fiore appassisce, altrimenti la pianta investirebbe parte delle energie nella formazione dei semi. Se togliete via via le parti secche, il geranio si concentra sulla produzione di nuovi boccioli e la fioritura risulta sensibilmente più lunga e più fitta. Questa semplice abitudine spesso fa più differenza di preparati “miracolosi” usati una tantum.
Fonte: Plant Addicts, Gardening Know How, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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