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L’amaryllis che può fiorire per anni ma che molti buttano dopo la fioritura

September 23, 2026 · 5 min di lettura · Jarmila M.
Amarillide che può fiorire per anni ma molti la buttano dopo la fioritura
Amarillide / Foto: Depositphotos
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Hippeastrum è una delle bulbose da interno più amate, che molte persone associano soprattutto al periodo natalizio. Spesso viene chiamata erroneamente amaryllis, ma nel linguaggio comune questo nome è molto diffuso. Si tratta di una pianta d’appartamento appariscente, con grandi fiori, che con le cure giuste non fiorisce una sola volta ma può regalare soddisfazioni anche negli anni successivi.

Si coltiva in vaso in casa, perché non è resistente al freddo. Fiorisce di norma dall’inverno alla primavera e, a seconda della varietà, raggiunge circa 25–90 cm di altezza. Predilige una posizione luminosa con luce diffusa e la coltivazione è considerata di media facilità, quindi adatta anche a chi ha poca esperienza.

Come piantare correttamente il bulbo

Il periodo migliore per la messa a dimora va da ottobre a gennaio. Se il bulbo è sano e di buona qualità, i fiori compaiono di solito circa sei–otto settimane dopo l’impianto. L’Hippeastrum ha bisogno di un vaso solo leggermente più grande del bulbo. È importante che circa due terzi del bulbo restino al di sopra della superficie del terriccio, perché una piantagione troppo profonda non giova alla pianta.

È adatto un substrato arioso e ben drenante, senza torba, ad esempio un terriccio per piante da interno oppure una miscela più “terrosa” per coltivazioni in contenitore. Dopo l’impianto, conviene collocare il vaso in un punto molto luminoso con temperatura intorno a 21 °C. All’inizio le annaffiature devono essere moderate. Quando compaiono nuove foglie, si può irrigare con maggiore regolarità. Il substrato non dovrebbe asciugare completamente, ma non va nemmeno lasciata acqua stagnante a lungo nel sottovaso.

Poiché lo stelo fiorale si orienta naturalmente verso la luce, è utile ruotare il vaso con regolarità. Le varietà con fiori particolarmente grandi possono richiedere un tutore, per evitare che lo stelo si pieghi o si rovesci. Quando la pianta è in fiore, è meglio spostarla in un ambiente un po’ più fresco, con temperatura intorno a 15–18 °C: i fiori rimarranno freschi più a lungo.

La cura dopo la fioritura decide la fioritura successiva

Dopo la fioritura non basta mettere la pianta da parte. Proprio i mesi successivi determinano in modo decisivo se il bulbo emetterà di nuovo lo stelo fiorale. Gli steli sfioriti vanno recisi alla base, ma le foglie devono rimanere: sono loro che permettono al bulbo di accumulare energie per la stagione successiva. Durante la crescita bisogna annaffiare con attenzione ma con continuità e, una volta a settimana, somministrare un concime liquido bilanciato.

In estate si può lasciare la pianta in vaso all’aperto o in serra. È però necessario proteggerla dal sole forte di mezzogiorno e non farla disidratare. A fine settembre è consigliabile spostarla in un luogo luminoso ma più fresco, con temperatura intorno a 13 °C. Per otto–dieci settimane si riducono le annaffiature e si sospende la concimazione, così la pianta entra in una fase di riposo.

Dopo questo periodo, le vecchie foglie si accorciano lasciando circa 10 cm sopra il colletto del bulbo e si sostituisce lo strato superficiale del terriccio. Poi si può riprendere il normale regime, come per l’impianto di un nuovo bulbo.

Un secondo modo per indurre il riposo

Esiste anche un metodo più semplice. A fine settembre si interrompono completamente le annaffiature e si lascia che la pianta secchi gradualmente: la parte aerea può ritirarsi. Si eliminano gli steli sfioriti e le foglie ingiallite e si ripone il vaso per uno–due mesi in un luogo fresco, ad esempio in garage o in serra. In questa fase la luce non è determinante. In seguito la pianta si riporta al caldo e alla luce e si ricomincia ad annaffiare e a concimare.

Rinvaso e coltivazione nel lungo periodo

L’Hippeastrum non va rinvasato ogni anno. Di solito è sufficiente una volta ogni due–tre anni, idealmente tra gennaio e marzo dopo la fioritura. Durante il rinvaso conviene controllare lo stato di salute del bulbo, eliminare le parti danneggiate e aggiungere un substrato fresco e drenante. Proprio il rinnovo regolare del terriccio aiuta a mantenere la pianta in buona forma.

Possibilità di moltiplicazione

Questa pianta può essere moltiplicata in due modi principali: tramite semina o separando i bulbilli laterali. Entrambe le opzioni hanno caratteristiche specifiche e differiscono soprattutto per la rapidità con cui si arriva alla fioritura.

Semina

Le piante ottenute da seme richiedono molto tempo. Per arrivare alla maturità e alla prima fioritura possono impiegare fino a sei anni. Inoltre spesso differiscono nell’aspetto dalla pianta madre. È meglio seminare i semi il più freschi possibile in primavera, in un substrato leggero e ben drenato per semina. La temperatura dovrebbe mantenersi intorno a 21 °C.

Circa cinque–sei settimane dopo la germinazione è opportuno iniziare a concimare con un normale concime per piante da interno e continuare fino a settembre. Le giovani piante si coltivano singolarmente in vasetti piccoli e si rinvasano gradualmente in contenitori leggermente più grandi, non appena le radici riempiono il vaso. A differenza dei bulbi adulti, non bisogna indurre un periodo di riposo: devono crescere in modo continuo in un ambiente moderatamente caldo.

Bulbilli

La via più pratica è spesso la moltiplicazione tramite bulbilli. Si separano al momento del rinvaso, quindi tra gennaio e marzo. I migliori sono quelli che hanno già radici proprie. Dopo la separazione si piantano singolarmente in un substrato drenante e si coltivano a una temperatura intorno a 21 °C. Le piante ottenute in questo modo sono di solito identiche alla varietà madre e arrivano alla fioritura in circa tre–quattro anni.

Stella di Natale / Poinsettia / Foto: Depositphotos
Stella di Natale / Poinsettia / Foto: Depositphotos

Varietà apprezzate per la coltivazione in casa

La scelta di Hippeastrum è ampia e prima dell’inverno si trovano in vendita molte varianti colorate. Tra le più interessanti c’è, per esempio, Hippeastrum papilio, con insoliti fiori bianchi arricchiti da venature rosso scuro e toni verdi. Molto scenografica è la varietà Belinda con fiori cremisi intenso. Bestseller colpisce per il colore rosa acceso, mentre Red Lion è un classico dai fiori rossi e consistenti. Nota anche Star of Holland con disegno rosso-bianco e Lady Jane, che produce fiori semidoppi color rosa salmone.

Perché a volte la pianta non fiorisce

La causa più frequente dell’insuccesso è una gestione errata nel periodo precedente. Il bulbo può non fiorire se è stato messo a riposo troppo presto, se è cresciuto in ombra eccessiva oppure se in estate ha sofferto per mancanza d’acqua. Una fioritura debole può essere anche conseguenza del fatto che, dopo la fioritura, le foglie non hanno avuto abbastanza tempo per produrre sostanze di riserva.

Problemi possono derivare anche da malattie e parassiti. A volte la colpa è di infezioni fungine o di parassiti che attaccano i bulbi. Se la pianta sta all’aperto in estate, conviene controllare anche limacce e chiocciole, che possono danneggiare le foglie. Con la procedura corretta, però, l’Hippeastrum è una pianta affidabile e di grande effetto, capace di diventare una decorazione ricorrente degli interni invernali.

Fonte: Rhs, Gardeners World, Pestrazahrada.cz

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Jarmila M.
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