Piantare i lamponi in autunno ha un grande vantaggio se rispetti tre regole
Con i lamponi può capitare di restare delusi: in autunno si pianta una piantina bella e dall’aspetto sano, ma in primavera ci si ritrova con una pianta indebolita che riparte a fatica, oppure completamente secca. Spesso non è colpa della piantina, ma piuttosto di un periodo di trapianto poco adatto, di una posizione scelta male o di un errore durante la messa a dimora. La piantagione autunnale ha molto senso, perché il lampone ha il tempo di costruire una buona base radicale prima dell’avvio della stagione successiva. Perché funzioni, però, bisogna attenersi ad alcune regole semplici e non trascurare i dettagli.
Quando è il momento migliore per piantare i lamponi in autunno
L’errore più grande è aspettare l’arrivo delle prime gelate forti o che il terreno inizi a gelare in profondità. Ai lamponi giova avere circa tre o quattro settimane prima dell’inizio dei geli persistenti, così le radici possono adattarsi al nuovo ambiente. In molte zone questo coincide con fine settembre e ottobre, ma più del calendario conta osservare cosa succede davvero in giardino. Il momento ideale arriva quando i germogli non stanno più allungando attivamente, ma il terreno è ancora lavorabile e non gelato.
Il posto giusto conta più di quanto pensino in molti
I lamponi hanno bisogno di molta luce, altrimenti si filano e fruttificano peggio, ma allo stesso tempo non sopportano ristagni prolungati. Perciò non piantateli dove l’acqua tende a fermarsi dopo la pioggia o in primavera con lo scioglimento della neve. La posizione adatta è soleggiata, possibilmente almeno in parte riparata dai venti forti, con terreno soffice e fertile e con spazio perché i cespugli possano espandersi nel tempo. Se dovete scegliere tra sole e un punto ombreggiato ma sempre umido, il lampone quasi sempre cresce meglio al sole in un terreno ben drenato.
Come preparare buca o trincea e come migliorare il terreno
Per un singolo cespuglio di solito basta una buca di circa 35–40 cm di profondità e intorno ai 40 cm di larghezza. Se prevedete più piantine in fila, spesso è più pratico scavare una trincea continua, perché sarà più facile migliorare il terreno lungo tutta la linea. Alla terra di scavo conviene mescolare compost ben maturo o humus ben decomposto. Con il letame fresco fate attenzione: soprattutto non lasciatelo a contatto diretto con le radici, perché potrebbe danneggiare le parti radicali più fini.
L’errore più comune è piantare troppo in profondità
Con i lamponi vale il contrario di ciò che molti pensano: piantare più in profondità non è una sicurezza, ma un problema. Disponete delicatamente le radici nella buca preparata, coprite con terra soffice e, dopo il naturale assestamento, il colletto dovrebbe trovarsi più o meno a livello del terreno circostante. Premete leggermente la terra con le mani attorno alla piantina, quel tanto che basta per eliminare grandi sacche d’aria intorno alle radici. Non compattate però inutilmente: il lampone apprezza un suolo ben aerato.
L’annaffiatura dopo la messa a dimora è obbligatoria anche se il terreno è umido

Dopo aver piantato, annaffiate il lampone abbondantemente. L’acqua aiuta il terreno ad assestarsi e crea un contatto migliore tra radici e suolo. Vale anche quando vi sembra che il terreno, dopo la pioggia, sia già abbastanza bagnato: una bagnatura mirata alla base spesso fa più della semplice umidità generale dell’aiuola.
Non sottovalutate le distanze per luce e prevenzione delle malattie
I lamponi hanno bisogno di spazio e di circolazione d’aria. Se i cespugli sono troppo vicini, si illuminano peggio, le foglie restano umide più a lungo e la vegetazione tende a “chiudersi” e a trattenere umidità. Questo complica potatura, raccolta e manutenzione, e aumenta anche il rischio di problemi durante la stagione. Tra un cespuglio e l’altro di solito si lasciano 50–70 cm, tra le file circa 1,5–2 m, così da poter passare e lavorare comodamente.
La pacciamatura prima dell’inverno protegge le radici dagli sbalzi termici
Dopo l’annaffiatura conviene pacciamare attorno alla piantina: aiuta a mantenere un’umidità equilibrata e, allo stesso tempo, attenua i bruschi cambi di temperatura che possono indebolire le radici. Sono adatti compost, humus maturo, paglia o foglie secche. Lo strato non deve essere eccessivamente spesso: l’obiettivo è proteggere, non trattenere acqua in eccesso. Una pacciamatura troppo compatta e bagnata può invece favorire l’asfissia e il ristagno.
Perché non bisogna temere di accorciare i tralci lunghi dopo il trapianto

Un errore frequente è lasciare tralci aerei molto lunghi solo perché sembrano robusti e dispiace accorciarli. Dopo la messa a dimora, in base al tipo e allo stato della piantina, i tralci in genere si accorciano a circa 20–30 cm. In questo modo la pianta non deve sostenere una grande massa sopra terra e concentra le energie sull’attecchimento, cosa che in primavera si traduce in una ripartenza più rapida e in una migliore vitalità. Valutate sempre, però, l’aspetto della piantina e le sue condizioni.
Cosa vi darà la piantagione autunnale in primavera
Se piantate il lampone nel momento giusto, nel posto adatto e senza errori inutili, riuscirà a formare una buona base dell’apparato radicale prima dell’inverno. In primavera non riparte da zero, non deve dedicare tutte le forze solo all’attecchimento e produce più facilmente nuovi germogli. Il risultato è spesso una crescita più vigorosa, maggiore resistenza e, col tempo, un cespuglio più sano e produttivo.
Tre principi che conviene seguire
Non piantate i lamponi troppo in profondità, non scegliete un posto con ristagni d’acqua prolungati e non rimandate la messa a dimora a quando il terreno è già gelato.
Se seguirete queste regole, la piantagione autunnale di solito ripagherà. In primavera avrete una probabilità molto più alta di vedere germogli giovani, robusti e sani, che col tempo formeranno un lampoieto forte e generoso.
Fonte: Sustainable Market Farming, GrowVeg, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
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