Giugno porta l’invasione di una pianta vietata nei giardini, segnalarla può evitarti una multa
Il panace di Mantegazza è tra le piante invasive più rischiose presenti da noi. A prima vista colpisce per i ricchi fiori bianchi a ombrella e le foglie imponenti, ma la sua forza sta nella rapidità con cui si diffonde e in quanto spietatamente soppianta la vegetazione autoctona. In giardino e nel paesaggio riesce in poco tempo a prendere il controllo dello spazio, trasformando un prato vario in una massa verde uniforme.
Come da rarità ornamentale è diventato un problema nazionale
La storia del panace in Europa viene spesso collegata al XIX secolo, quando arrivò in giardini e parchi come curiosità esotica dal Caucaso. Affascinava soprattutto per l’altezza, perché può raggiungere circa dai 2 ai 5 m, e per l’effetto decorativo. Quello che inizialmente era considerato un pregio, col tempo si è rivelato una minaccia seria. La pianta si è naturalizzata, è sfuggita alle coltivazioni e si è diffusa progressivamente lungo strade e corsi d’acqua, nei prati e anche su terreni privati.
Perché si moltiplica così in fretta ed è difficile fermarla
Il panace ha un successo straordinario grazie al suo modo di riprodursi. Può autoimpollinarsi e quindi non ha bisogno di condizioni particolari per produrre semi. Una sola pianta può generarne fino a decine di migliaia, che poi si disperdono con il vento e con l’acqua. Il problema è anche che i semi mantengono a lungo la capacità germinativa: perfino dopo anni possono tornare a germogliare dove sembrava che l’emergenza fosse stata risolta.
I rischi per la salute non sono l’eccezione, ma la regola
La pianta non è pericolosa solo per la vegetazione circostante. Il suo polline può provocare forti reazioni allergiche e difficoltà respiratorie. Ancora più grave è il contatto con la linfa, che contiene sostanze fototossiche. Se la linfa finisce sulla pelle e questa viene poi esposta al sole, possono comparire vesciche, ustioni dolorose e ferite che guariscono con difficoltà. Le persone sensibili possono reagire anche ai vapori durante lo sfalcio o la manipolazione, ad esempio con lacrimazione e bruciore in bocca o in gola.
Giugno come periodo di rischio aumentato
Proprio a giugno il rischio è spesso al massimo. La combinazione tra forte irraggiamento solare e principi attivi del panace aumenta la probabilità di reazioni cutanee. Allo stesso tempo è il periodo in cui la pianta è ormai vigorosa e riesce a ombreggiare ampie porzioni dell’area circostante. Le foglie e l’altezza fanno sì che alle piante più basse arrivi pochissima luce, quindi le colture in giardino si indeboliscono e scompaiono. Il panace non danneggia solo singole aiuole: può compromettere un’intera superficie.
L’eliminazione è impegnativa e richiede prudenza
Eliminare il panace significa mettere in conto interventi ripetuti. Sono utili la rimozione meccanica, lo sfalcio regolare e il contenimento tempestivo della fioritura e della produzione di semi. È fondamentale lavorare in modo che la pianta non riesca a riseminarsi. In alcune situazioni si usano anche erbicidi, tipicamente a base di glifosate o triclopir, ma nelle aree protette questi metodi possono essere limitati o vietati. In tal caso resta soprattutto un lavoro manuale accurato e un controllo costante della presenza nelle stagioni successive.
La sicurezza durante il lavoro fa la differenza
Durante l’intervento è necessario proteggere pelle e occhi. La base è un abbigliamento con maniche lunghe e pantaloni lunghi, guanti robusti, occhiali protettivi e, a seconda della situazione, anche un respiratore. Nella pratica si consiglia spesso di effettuare la bonifica in tarda serata o di notte, quando l’intensità della luce solare è minore e quindi anche il rischio di reazione fototossica si riduce. Dopo il lavoro è opportuno lavare gli indumenti e detergere al più presto la pelle che potrebbe essere entrata in contatto con la pianta.
Il panace è nell’elenco delle specie vietate e sono previste sanzioni
La coltivazione del panace di Mantegazza è vietata nella Repubblica Ceca. Se compare su un terreno e il proprietario non interviene, può trattarsi di un illecito con conseguente multa. Per i privati le sanzioni vengono comunemente indicate nell’ordine di migliaia di corone fino a circa 10 000 CZK; per le persone giuridiche e gli imprenditori possono arrivare a cifre molto più alte, fino a 1 000 000 CZK. I controlli e la gestione competono agli uffici competenti e, in alcuni casi, la rimozione può essere disposta anche senza il consenso del proprietario, con successivo addebito e recupero dei costi.

Come riconoscere il panace e a chi segnalare un ritrovamento
Sono tipici le foglie molto grandi, il fusto cavo e striato e i fiori bianchi in un’ampia ombrella che ricorda un ombrello. L’altezza è evidente e spicca letteralmente sopra la vegetazione circostante. Se non siete sicuri, è sensato documentare la presenza con una foto e aggiungere informazioni su posizione ed estensione della colonia. Il ritrovamento si può segnalare al comune con competenze estese, all’amministrazione dell’area paesaggistica protetta o del parco nazionale, oppure all’Agenzia per la tutela della natura e del paesaggio.
La prevenzione è più semplice che combattere una colonia ormai sviluppata
La strategia migliore è controllare per tempo i margini del terreno, soprattutto vicino ai corsi d’acqua, da cui i semi si diffondono facilmente. Conviene anche non prelevare dalla natura piante sconosciute solo perché sembrano interessanti e non passare ad altri specie sospette. Inoltre il panace non è l’unico problema. Tra le altre invasive indesiderate ci sono, ad esempio, le poligonacee del genere Reynoutria (le “knotweed”) o l’impatiens glandulifera, che si diffondono altrettanto rapidamente e la cui eliminazione è spesso lunga e faticosa.
Fonte: NKZ, Energožrouti, Česká televize, ASZ, Pestrazahrada.cz
Amante della natura, del giardino e di tutto ciò che si muove, fiorisce o cresce. Coltiva letteralmente di tutto, dalle erbe aromatiche alle specie rare, e con lo stesso piacere si prende cura degli animali. Nel suo lavoro unisce le tecnologie moderne con i metodi collaudati della nonna e si rallegra quando entrambe le strade portano allo stesso obiettivo.
Articoli correlati
Un trucco semplice per aumentare il raccolto dei peperoni e farli maturare prima
La cimatura dei germogli apicali aiuta i peperoni a ramificare, fiorire di più e concentrare le energie sui frutti. Con il giusto tempismo, può aumentare la resa e accelerare la maturazione.
Le lucciole stanno scomparendo, impara a creare in giardino una casa sicura
Nelle notti calde il loro bagliore è un piccolo spettacolo, ma le lucciole sono sempre più rare. Con poche modifiche a taglio del prato, illuminazione e gestione di acqua e prodotti chimici, il giardino può tornare a essere un rifugio sicuro.
È ora di difendere il raccolto il carpocapsa del melo è di nuovo in volo e depone le uova
La frutta bacata in estate non è inevitabile. In questa fase della stagione riparte la seconda generazione di carpocapsa: monitoraggio e tempi corretti di intervento fanno la differenza.
Commenti (0)
Sii il primo a commentare.